Autore:
Paolo Sardi

GIOCO DI SQUADRA Chi si aspettava una guerra fratricida all'interno del listino BMW tra l'ormai classica X5 e la recente e muscolosa X6 probabilmente dovrà ricredersi. Ora che le loro posizioni sul mercato si possono dire assestate, sembra quasi che le due macchine facciano gioco di squadra e convivano a meraviglia nella gamma dell'Elica. Tra i clienti, chi compra l'una, difficilmente prenderebbe in considerazione l'altra. E se l'X5 ha le vendite in lieve flessione è più per un fatto di ciclicità nella vita del modello, non per la concorrenza della sorella più atletica, che è invece in salita nella hit parade. Giusto per dare due numeri, nel primo semestre dell'anno sono state vendute 2.883 X5 e 2.722 X6: difficile pensare a un maggior equilibrio.

SENZA TEMPO Sono molti i fattori che rendono la X5 ancora molto attuale e appetibile e un paio di settimane di convivenza permettono di apprezzarne le tante doti e i pochi difetti. Questa BMW sa sedurre anche vista in lontananza da ferma. La sua linea non sfrutta effetti speciali e lascia alle più giovani rivali il compito di richiamare a sé i riflettori abbandonandosi a qualche eccesso. L'X5 continua a svolgere il tema della tuttoterreno tuttofare con una misurata combinazione di eleganza e sportività. Su quest'ultima mette l'accento soprattutto il taglio spiovente del muso, mentre il resto della carrozzeria sfoggia un grande equilibrio tra i volumi. Lungi dal voler inseguire le mode, sembra destinata a invecchiare molto bene.


SOLUZIONI COLLAUDATE Neppure l'abitacolo si concede particolari colpi di testa. La plancia mantiene il taglio a losanga che è un po' diventato il marchio di fabbrica dell'Elica. Il posto di guida si differenzia da quelli delle berline più che altro per la sistemazione rialzata del sedile, piazzato in posizione panoramica sul traffico. Tutto quanto si trova là dove lo si cerca essendo abituati a guidare BMW, mentre per chi è di casa con altri marchi può faticare giusto un po' a raccapezzarsi con il manopolone dell'iDrive, che accentra sul tunnel molti comandi secondari.

A TUTTO VOLUME Oltre che ben organizzato, l'abitacolo si dimostra anche fatto con cura e accogliente. A livello di finitura nulla sembra lasciato al caso: plastiche, pellami e tessuti appagano la vista e il tatto in un colpo solo. Quanto invece all'abitabilità, l'ultima generazione capitalizza in parte l'incremento di 113 mm del passo rispetto alla serie precedente, regalando spazio in abbondanza a tutti i passeggeri. La capacità di carico è all'altezza della situazione. Quando a bordo c'è il tutto esaurito, il volume utile è di ben 620 litri mentre sacrificando i posti dietro si arriva a ben 1.750 litri. Anche se si può contare su una pratica ribaltina, il piano di carico resta piuttosto alto da terra e può essere necessario avanzare nel bagagliaio facendo il passo del leopardo per recuperare oggetti finiti a ridosso dello schienale posteriore.

PESO MASSIMO Molto meno goffa si dimostra invece l'X5 una volta in movimento. Alla faccia di un peso che supera la 2,1 tonnellate, questa BMW si muove con un'agilità insospettabile. La massa rilevante si fa sentire un po' solo quando si cerca d'inserire la macchina in traiettoria in modo brusco o quando si prende d'infilata, a mo' di slalomista, un cambio di direzione. In questo caso si avverte una leggera inerzia ma alla fine dei conti l'X5 mette comunque le ruote nella direzione desiderata senza grande ritardo.


GALATEO Con le buone maniere, le cose però funzionano ancora meglio. Pur se dotata di un assetto che fa meraviglie sullo sconnesso, filtrando bene le buche grandi e piccine, l'X5 disegna le traiettorie con precisione. Pure quando è guidata con il coltello tra i denti, allarga solo leggermente la linea impostata e non se ne allontana neppure a seguito di manovre brusche. La vera specialità della casa è però la motricità in uscita di curva. La trazione integrale permanente xDrive scarica a terra il 40% della forza motrice sulle ruote anteriori ma, all'occorrenza, può inviare il 100% della coppia a un solo asse. Dialogando costantemente con la centralina dell'Esp, riesce quasi ad anticipare le perdite di aderenza delle ruote e fionda la macchina fuori dalle curve.

MR MUSCOLO In tal senso è fondamentale anche il temperamento del motore, che è una vera forza della natura. Il tre litri a gasolio della 35d è sovralimentato da due turbo che lavorano in sequenza. In moneta sonante, ai bassi regimi lavora una sola girante, assicurando una coppia massima di ben 580 Nm a soli 1.750 giri. Agli alti, invece, entra in gioco il secondo turbo, comprimendo nuovamente l'aria già pompata dal primo. In questo modo le pressioni d'esercizio raggiungono livelli fuori dal comune e gli allunghi si fanno rabbiosi e impetuosi, con una potenza massima di 286 cv a 4.400 giri e con una spiccata propensione all'allungo. Difficile resistere alla tentazione di stuzzicare l'acceleratore, cosa che fa però scendere la percorrenza media ben sotto i 10 km/litro.


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