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BMW Serie 3 Gran Turismo

BMW Serie 3 Gran Turismo

Elegante come una berlina, spaziosa più di una wagon: la BMW Serie 3 Gran Turismo ha molti argomenti per fare parlare di sé. I suoi prezzi partono da poco meno di 38.000 euro.
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Autore:
Paolo Sardi

CINQUE PIU’ L'idea di realizzare una semplice variante a 5 porte delle classiche berline a tre volumi non è più di moda. Chi è un quaranteenager come me ricorda certo gli esperimenti - non sempre stilisticamente felici - compiuti dalla Ford sulla Sierra e la Mondeo, la Opel Vectra e, in epoca più recente, la Mazda 6, giusto per fare qualche esempio. Oggi c’è invece chi propone qualcosa di diverso, come la BMW. I suoi designer hanno temperato per bene le matite e ora sono convinti di aver trovato pian piano la ricetta giusta, che ha come ingredienti forme ipertrofiche e una certa meastosità; così, dopo aver realizzato la Serie 5 Gran Turismo, discussa in Italia ma molto apprezzata altrove, ora concedono il bis con la Serie 3 GT, che crea una nuova nicchia nel segmento D, unendo in sé trovate stilistiche da coupé, praticità da wagon ed eleganza da berlina.

STRETCHING Come appena detto, non serve avere un occhio clinico per capire quale sia l’elemento distintivo di questa specialità bavarese: un deciso aumento delle dimensioni, che fa sì che la Gran Turismo meriti di essere paragonata più con la versione Touring che non con la berlina in fatto di ingombri e di capacità interna. Metro alla mano, rispetto alla familiare, la BMW Serie 3 GT cresce in lunghezza di ben 200 mm, fino a un totale di 4.824 mm, mentre in altezza lievita di 81 mm, raggiungendo i 1.489 mm. Anche il passo si dà allo stretching, per 110 mm, che vanno per buona parte a vantaggio dell’abitabilità posteriore. La Casa parla di ben 72 mm in più per le gambe di chi si siede dietro ma ci sono progressi notevoli anche sul fronte della capacità di carico: il bagagliaio della Gran Turismo ha un volume utile di 520 litri, 25 in più della Touring, e può arrivare fino a 1.600 litri, sacrificando chiaramente i posti posteriori. Questi ultimi hanno lo schienale regolabile su cinque diverse angolazioni, mentre la cappelliera sdoppiata può essere rimossa e risposta sotto il piano di carico per sfruttare tutta l’altezza fino al lunotto.

PRONTI? VIA La metamorfosi in GT qui avviene in modo indolore rispetto al caso della Serie 5, che, vista su strada, sembra un po’ affetta da gigantismo. La BMW Serie 3 Gran Turismo ha un’aerodinamica curatissima (il Cx è di 0,28), proporzioni più equilibrate e forme meno giunoniche per il lato B. Ciò non basta sicuramente per farle guadagnare un posto per la finalissima di Miss Culetto ma è probabile che le garantisca maggiori consensi. L’effetto coupé qui riesce un po’ meglio, con la linea di cintura tagliata a cuneo e la coda che resta, sì, alta e massiccia, ma che ha comunque un’aria atletica, come se la macchina fosse sui blocchi di partenza in attesa dello sparo dello starter. Come se non catalizzasse già abbastanza sguardi, la coda ha in serbo anche un effetto speciale: superati i 110 km/h, dal portellone si solleva uno spoiler attivo, che rientra poi in incognito quando si torna sotto i 70 km/h (volendo il suo sollevamento può essere comunque gestito anche manualmente, tramite un pulsante sul bracciolo della porta).

TUTTO IN PROPORZIONE Dedicato doveroso spazio alle novità principali, si può invece archiviare più rapidamente la pratica del muso, che solo in apparenza ripropone pari pari quanto già visto sulla Serie 3 vulgaris. Le linee sono tutto sommato quelle note ma per bilanciare la presenza di un corpicione alle sue spalle, anche il frontale assume un aspetto più importante. Lo sviluppo verticale è quindi maggiore, con l’immancabile doppio rene e i fari che lo lambiscono che diventano leggermente più grandi che sulle altre Serie 3. L’unico vero copia e incolla finisce così per essere quello della plancia, che vede la parte centrale rivolta verso il pilota.

PER TUTTI I GUSTI Così come da tradizione BMW, il listino della Serie 3 GT sarà popolato come una guida del telefono nel giro di poche settimane dal lancio (previsto per metà giugno), a partire dal fatto che per ogni motore sono previsti almeno cinque allestimenti (base, Sport, M Sport, Modern e Luxury), mentre per i turbodiesel più interessanti per le flotte aziendali ne è stato pensato addirittura un sesto (chiamato Business e con standard il cambio automatico a otto rapporti, il navigatore Business e i sensori di parcheggio posteriori). Per conoscere le specifiche esatte di ciascuna versione il consiglio è quello di consultare il listino allegato ai piedi del testo, mentre qui merita di essere ricordata la composizione della gamma motori, nella quale c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Tra i benzina apre le danze il quattro cilindri due litri sovralimentato da 184 cv della 320i, che, sotto l’effetto dopante di un secondo turbo, spinge anche la 328i da 245 cv. Una doppia turbina mette le ali anche al sei cilindri tre litri da 306 cv della 335i.

DIESEL UBER ALLES Tutti i benzina della famiglia possono essere eventualmente accoppiati alla trazione integrale xDrive, che, tra i diesel, è per il momento abbinabile invece solo a 320d, a sua volta quattro cilindri due litri da 184 cv. Lo stesso motore è declinato anche in configurazione da 143 cv, per la 318d, e da 218 cv per la 325d, che è biturbo.

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SEMPRE PIU’ IN ALTO La BMW Serie 3 Gran Turismo non è più alta delle sorelle semplicemente perché le hanno disegnato un tetto rialzato. Il nuovo assetto porta la carrozzeria 25 mm più lontana dal suolo e anche l’insieme ruota-pneumatico ha un diametro maggiorato. Tra una storia e l’altra, il pilota finisce con il sedersi 56 mm più in alto che sulla Touring, cosa che si traduce in un’accessibilità più agevole e in una posizione più panoramica sulla strada. Qualche vantaggio c’è anche quando si devono prendere le misure in manovra ma negli spazi stretti si deve comunque fare i conti con una visibilità scarsina. Capire al volo quali siano i reali ingombri della carrozzeria è possibile solo dopo un po’ di apprendistato e i sensori di parcheggio restano comunque un aiuto fondamentale per i parcheggi a incastro in stile Tetris.

QUASI AMMIRAGLIA Poche storie, d’altro canto: la BMW Serie 3 Gran Turismo trova il suo terreno ideale negli spazi aperti e nei lunghi trasferimenti autostradali, nei quali coccola i passeggeri offrendo loro un’enorme quantità di spazio. La Serie 3 non è mai stata la prima della classe in fatto di abitabilità posteriore ma ora con la GT la situazione cambia, eccome. Dietro si viaggia come sulle migliori ammiraglie e non mi stupirei se, in epoca di crisi, qualcuno scegliesse proprio questa macchina come mezzo di rappresentanza, come una limousine sui generis e a basso costo (tutto è relativo…), da affidare all’autista: sarebbe davvero un bell’accontentarsi.

FIFTY-FIFTY La Serie 3 GT è comunque una BMW Doc in fatto di comportamento stradale e la si apprezza bene anche prendendo di persona il comando delle operazioni. Con l’anteriore e il posteriore che fanno fifty-fifty nella ripartizione del peso, il misto viene affrontato con l’autorevolezza tipica anche delle sorelle. L’inserimento in curva è puntuale, e la lieve tendenza ad allargare di muso che emerge quando ci si butta in traiettoria senza tanti riguardi lascia presto il posto a una buona neutralità. In fase di uscita, poi, quando s’inizia ad accelerare è la coda che aiuta a chiudere la curva in modo preciso. Il passo lungo fa perdere qualcosa in fatto di reattività ma è un dazio che si paga volentieri, visti i vantaggi che si possono mettere sull’altro piatto della bilancia.

GREGARIO DI LUSSO In BMW non hanno dubbi: anche sulla GT saranno le versioni diesel le più vendute, con la 318d a fare da gregario di lusso alla 320d. Se non si hanno tanti grilli per la testa, già la prima fa tutto quel che serve: con la coppia massima di 320 Nm disponibile già a 1.750 giri e con un crono nello 0-100 inferiore ai 10 secondi, assicura rilanci e spunti vivaci, mentre la velocità massima di 210 km/h la rende a prova di autobahn tedesca. Al punto che non è facile decidere se risparmiare o no i 2.860 euro di sovrapprezzo richiesti per la 320d, che, con i suoi 41 cv e 60 Nm in più, lima un paio di secondi nella prova di accelerazione, tocca i 230 km/h e si accontenta di 4,9 litri ogni 100km, contro i 4,5 della sorella minore


TAGS: bmw serie 3 gran turismo Tutte le prove auto del 2013

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