Autore:
Paolo Sardi

DEBUTTO DIFFICILE Tanto vale confessarlo subito: se dicessi che è stato amore a prima vista, mentirei spudoratamente. Poche altre volte il significato letterale di day by day ha avuto così tanto peso in una prova: c'è proprio voluto un adeguato periodo di convivenza per far sbocciare il feeling con il cambio SMG della BMW 325 Ci.

LUI & LEI

La posizione delle parole non è casuale: il protagonista qui è "lui", non "lei". Il cambio è sin dai primi metri al centro della prova, ancor più della vettura su cui è montato, peraltro una Signora vettura come la coupé di Monaco. Ma che cosa ha poi di così speciale questo cambio? Dietro la sigla SMG c’è un manuale robotizzato a sei marce con due funzioni, Comfort e Sport, entrambe le quali possono essere impiegate indifferentemente in modalità sequenziale o automatica. Per comandarlo c’è la classica leva centrale ma in alternativa i rapporti possono essere selezionati anche tramite levette al volante in stile Formula 1.W LA SINCERITA’ Semplice, no? D’altronde il problema (relativo) mica è il "com’è", bensì il "come va". Da questo punto di vista la prima cosa che va riconosciuta alla BMW è una grande onestà intellettuale: alle diverse definizioni corrisponde un comportamento differente e molto coerente con quanto dichiarato. Anzi, pure troppo.

IN PROCESSIONE All’avviamento l'SMG seleziona autonomamente la funzione Comfort sequenziale, che offre cambiate soffici ma con un certo tempo morto tra una marcia e l’altra. E le cose non migliorano se si opta per la funzione automatica, dando un colpetto verso destra alla leva. Questo programma va a meraviglia se si sta facendo da peace car alla processione del santo patrono e se ci si trova imbottigliati nel traffico ma nella guida disinvolta ci vorrebbe proprio qualcosa di più pronto.SENZA MEZZE MISURE Presto fatto: basta schiacciare il pulsantino Sport alla base della console perché la 325 Ci trasformi la sua indole. In questo modo i passaggi di rapporto diventano rapidissimi e i tempi di cambiata scendono fino a soli 150 millesimi di secondo. Le marce entrano come schioppettate sia in accelerazione che in scalata. Così però tutto diventa troppo secco e brusco, mentre delegando la gestione del tutto all’elettronica le marce vengono tirate sin troppo a lungo. La modalità Sport automatica funziona alla grande per fare partenze a razzo tipo Gran Premio ma in frangenti diversi conviene scegliere altro.

ALLA FINE IMPARA

All’inizio pare dunque impossibile trovare una perfetta sintonia con la SMG. Proprio quando lo sconforto sta prendendo piede, tutto si sistema invece come per incanto. La centralina ha infatti a disposizione svariate logiche di funzionamento e, dopo una doverosa fase di studio, riesce a pescare dal mazzo quella più adatta al pilota, interpretandone lo stile di guida.

SI LASCIA AMMAESTRARE

Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, il programma più indovinato si dimostra quello Sport sequenziale. Continuando ad agire in modo misurato sui comandi e calibrando l’azione dell’acceleratore con i regimi di cambiata, il suo carattere un po’ scorbutico si fa via via più docile. Finché, alla fine, la BMW pare farsi una ragione del fatto che quella che sta percorrendo è la corsia dei box del condominio e non quella dell’Autodromo di Monza.

DOPPIA PERSONALITA’ Una volta piegata alle proprie volontà, la 325 Ci regala soddisfazioni notevoli. Il suo progetto non è freschissimo, ma ciò non toglie che sia ancora ai vertici della categoria. La Ci resta uno tra i più riusciti compromessi tra sportività e comfort. Quest’ultimo è quasi all’altezza di quello offerto da una berlina e anche abitabilità e capacità di carico si dimostrano buone per una coupé.

DUE MEGLIO CHE TRE Spostamenti ad ampio raggio e brevi vacanze possono quindi essere affrontati a cuor leggero. L’unica precauzione consigliabile è di far sistemare dietro solo due persone, anziché le tre consentite. In questo caso, infatti, la conformazione del divano e la presenza del tunnel centrale renderebbero alla lunga la coabitazione tra i passeggeri assai problematica.

UN UTILE APPOGGIO

Oltre che spazioso, l’abitacolo si rivela puntualmente anche ben rifinito e funzionale. A caratterizzarlo sono sempre la plancia leggermente rivolta verso il guidatore e il tunnel centrale di grandi dimensioni, che se da un lato limita un po’ le possibilità di movimento, dall’altro offre un utile appoggio alla gamba destra nella guida più sportiva.INDUCE IN TENTAZIONE Gira e rigira, è comunque questo il frangente in cui la 325 Ci dà il meglio di sé. Il telaio e l’assetto garantiscono limiti di tenuta da vera sportiva e, gasati dal sound esaltante del motore e delle cambiate, non è raro ritrovarsi a tenere un passo sin troppo allegro. Nulla di cui preoccuparsi, comunque: quando si esagera il Dynamic Stability Control ci mette una pezza e dà una mano a riportare la vettura sulla retta via.

MANEGGIARE CON CURA

Disinserendo il dispositivo, la coupé di Monaco diventa invece un giocattolo destinato a mani esperte. L’assetto piatto e la trazione posteriore permettono ai più smaliziati di divertirsi alla grande. Tuttavia con 192 CV da gestire è bene che ognuno faccia un sereno esame di coscienza prima di affondare il piede destro uscendo di curva in una marcia bassa. E ciò a prescindere dal fatto che questo sei cilindri sia tra le unità più fluide e docili tra quelle in circolazione di pari cilindrata.TRE ALTERNATIVE Se mai ce n’era ancora bisogno, quella fornita da questa BMW è dunque un’ottima conferma. In conclusione mi sorge però spontanea la domanda se tra le tre versioni a listino la mia scelta cadrebbe o meno proprio su questa. La 325 Ci SMG resta infatti sospesa in una specie di limbo tra la "base" a cambio manuale, che costa 1800 euro meno, e la raffinata Steptronic. A soli 220 euro in più, quest’ultima offre un eccellente automatico tradizionale cui l’elettronica aggiunge la funzione sequenziale e una logica autoadattiva. Quanto basta, insomma, per fare sorgere più di un legittimo dubbio…

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