Autore:
Luca Cereda

ABBIATE Q Nel futuro di Audi il fattore Q conterà sempre di più. Significa che vedremo più SUV (una Audi Q8 nel 2018, una Audi Q4 nel 2019 e nel mezzo la e-tron Sportback) ma anche che questi saranno sempre più intelligenti nella guida ed elettrificati. Nel 2020 avremo tre Audi elettriche di serie e, entro il 2025, l'intera gamma dei Quattro Anelli prenderà la scossa. Ad oggi, però, l'Audi che più guarda al futuro è la Q7 e-tron, la versione ibrida plug-in (quindi ricaricabile) del grande SUV di Ingolstadt.

GREEN HOUSE Ha un prezzo minimo di 84.500 euro, circa 20mila euro in più di una Audi Q7 TDI e pesa quasi due 2,5 tonnellate, mezza in più di Q7 (solo) diesel. Con queste premesse e considerata la presenza imponente del mezzo in sé (505 cm per quasi 2 metri), la vocazione green dell'Audi Q7 e-tron sembra quasi un paradosso. E se la scheda d'omologazione sbandiera emissioni di CO2 che manco un'utilitaria (46 g/km), consumi francescani (1,7 l/100 km) – possibili solo perché 56 dei 100 km contati sono percorribili a zero, in elettrico – all'atto pratico la Q7 e-tron si rivela soprattutto la Q7 più versatile.

GLI ASSI NELLA MANICA Il perché si potrebbe intuire già scrivendone il nome per esteso: Audi Q7 e-tron 3.0 TDI quattro. E-tron è il lasciapassare dell'elettrico nelle zone cittadine con restrizione al traffico in città, ma questa Q7 mette sul piatto anche un turbodiesel formidabile, che da solo vale 258 cavalli dei 373 cv di potenza di sistema; non è parco quanto la scheda tecnica vorrebbe farci credere, ma nelle lunghe percorrenze a velocità costante e sostenuta, quelle in cui l'elettrico si fa da parte, macina più chilometri con un litro dei colleghi endotermici turbobenzina in dote a certi SUV ibridi (ci si avvicina ai 15 km/l). Ultima, non meno importante, la trazione integrale permanente quattro, con la quale si può portare la Q7 green in fuoristrada: ci torneremo su più avanti.

56 A ZERO Chi sceglie di muoversi su un attico a quattro ruote, quale è la Q7, trova con la e-tron spazi di manovra nella vita quotidiana che altri SUV non hanno, soprattutto se vive in città. I 56 km d'autonomia dichiarati nella realtà diventano meno (una trentina abbondante) sopratutto per l'energia succhiata dai suoi gadget dei quali, una volta viziati, è impossibile fare a meno. Molto dipende anche dallo stile di guida e dalle pendenze del percorso, ma quel che avanza della batteria agli ioni di litio da 17,3 kWh, ricaricabile in due ore e mezza con la fast charge, permette di sbrigare le faccende quotidiane al solo costo della ricarica, senza consumare una goccia di carburante, spingendosi fino in centro.

TUTTO SOTTO CONTROLLO Il tutto guidando una Q7 assolutamente normale nell'apparenza – la sua natura ibrida è tradita solo dal badge e-tron in coda – e altrettanto lussuosa nell'ambiente che circonda il guidatore. Certo, la strumentazione è fatta apposta per tenere sotto controllo le componenti dell'ibrido: quante tacche di batteria rimangono, il consumo istantaneo di kW, ecc. L'ibrido ha anche tre setting di guida dedicati selezionabili direttamente dalla plancia: EV, che dà priorità alla guida in elettrico, 'hybrid', per cui è la Q7 che sceglie quando andare a gasolio e quando andare a scossa, 'battery hold', per preservare l'autonomia della batteria fino al momento del bisogno.

RAGIONAMENTI COMPLESSI L'aspetto più interessante, però, è che sull'Audi Q7 e-tron l'MMI Plus (di serie) interagisce con il sistema ibrido. Il suo cervellone Tegra 30 di Nvidia valuta la nostra destinazione impostata, il traffico in tempo reale e la disponibilità di carica della batteria per poi suggerirci il percorso più adatto a sfruttare l'aiuto dell'elettrico.

SILENCE, PLEASE Più difficile a dirsi che a farsi, in realtà. Nella guida le complicazioni tecniche della Q7 ibrida svaniscono sopraffatte dalla normalità delle sensazioni, con qualche eccezione: l'atmosfera zen che si respira grazie alla silenziosità dell'elettrico, in un abitacolo che già pare un bunker tanto è ben isolato dai rumori esterni; il feedback del pedale attivo, ovvero una lieve resistenza dell'acceleratore che bisogna superare per passare dalla modalità di guida ibrida a quella più performante (Boost) in cui elettrico il termico lavorano insieme per massimizzare le prestazioni; a questo punto si percepisce anche un'accelerazione da auto sportiva, con uno 0-100 da poco più di 6 secondi.

CHE COPPIA! Se la batteria va in riserva si può tentare di recuperare qualche km di autonomia sfruttando le fasi di veleggio e la frenata rigenerativa: tanto sforzo per poca birra. Fino alla prossima ricarica, allora, meglio godersela la Q7 e-tron. Gustarsi appieno della sua spinta, notevole anche senza l'apporto dell'elettrico e muscolare quando l'intero sistema metta a disposizione, già ai bassi regimi, una coppia mostre di 700 Nm

I CHILI RUBANO SPAZIO Se ci sono le sospensioni pneumatiche (optional) e il Drive Select è impostato su Dynamic, il setting più sportivo della Q7, gestire la mole della Q7 e-tron diventa più semplice quando il passo non è più quello del turista. La differenza di peso rispetto a una Q7 3.0 TDI - quasi 500 chili di cui 375 dovuti alla batteria con annessi e connessi – si sente, ma, complice l'elettronica, le sue due tonnellate e mezzo non si percepiscono mai fino in fondo: pare sempre di guidare un SUV ben più leggero. Gli accumulatori zavorrano la Q7 e, allo stesso tempo, ne abbassano il baricentro piantandola a terra un po' di più. Ma non va dimenticato che si mangiano anche un bel po' di bagagliaio: la Q7 ibrida conta 650 litri contro gli 890 di una Q7 standard.

MULATTIERE Ho provato la Q7 e-tron in uno scenario insolito e particolarmente suggestivo: la città di Matera e la campagna che la circonda, imboccando strade sulle quali, probabilmente, nessun proprietario di un SUV che sfiora i 100mila euro (optional inclusi) andrebbe a sporcare le ruote. Vecchie strade non asfaltate che una volta erano pure battute dai locali, oggi anticamera di percorsi più avventurosi sulle pendici lucane. E' qui che scopro l'indole fuoristradistica dell'Audi Q7 e-tron, certamente non delle più veraci ma nemmeno da sottovalutare, nascosta sotto quel look paludato.

SOLLEVATA Basta impostare sul Drive Select il programma allroad, almeno finché si tratta di fuoristrada leggero: questo settaggio prepara la Q7 a digerire dislivelli anche importanti, senza però irrigidire il molleggio al punto da infastidire le nostre vertebre. Per affrontare ostacoli più seri passare invece a lift/allroad, il settaggio che, tra l'altro, solleva la Q7 fino a all'altezza da terra massima di 24 centimetri. Quando il muso si mette in picchiata, infine, attivo il regolatore della velocità in discesa, mollo il controllo dei pedali e lascio che l'elettronica faccia tutto da sé. Così la mia Q7 e-tron procede da sola a una velocità costante di massimo 8 km/h, pian pianino fino a valle. Non tutte le ibride possono.


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