Autore:
M.A. Corniche

COUPERONE

Scelta obbligata di chi voleva l’ammiraglia senza apparire, la A8 ha sempre conquistato i cuori più understatement. La nuova serie monta una coda quasi tronca che pare rubata a una Corvette e guadagna un bel caratterino sportivo. Sembra quasi una grande coupè, malgrado il nasone un po’ sproporzionato, piuttosto che un’ammiraglia di rappresentanza, acquistando un grande fascino e una immagine che difficilmente si confonde con le altre berline della Casa. Giusto mix tra apparire e sex appeal.

LEGNOSA

Riveduta e corretta la scocca Space Frame in alluminio e anche gli interni sono completamente nuovi, con una impostazione un po’ sportiva. Come dire: con la prima serie il nemico da battere era Mercedes, ora si punta a BMW. Legno ovunque all’interno con il tocco hi-tech dell’alluminio lucidato dosato ad arte e con una plancia semplice, da sportiva anni 60: una semplice palpebra sopra il cruscotto, strumenti circolari annegati nella fascia in legno che corre da una parte all’altra e tunnel centrale alto da vera sportiva.

ELEGANZA

INGLESE Niente congegni hi-tech? Ci sono, ci sono, ben mimetizzati. Lo schermo multifunzione compare a richiesta dal centro della plancia e un pomellone, attorniato da alcuni tasti multifunzione sul tunnel centrale consente di navigare tra i menu. Un premio va alla grafica con cui sono presentate le informazioni sullo schermo (i concorrenti sembrano rimasti indietro anni luce) e alla potenza del sistema, velocissimo e senza tentennamenti. Un abitacolo elegantissimo, volutamente classico, opulento come un salotto di un esclusivo circolo inglese. E, ovviamente, molto comodo e spazioso.

PORSCHE?

Inedito è il nuovo motore diesel, evoluzione del 3.3 TDI della prima serie. Il V8 4.0, con due turbine a geometria variabile, 32 valvole e common rail di seconda generazione, ha numeri da maggiorata: 275cv a 3750 giri, 650Nm a 2.500 giri per una velocità massima autolimitata di 250 km/h e soli 6,7 secondi per raggiungere i 100km/h partendo da fermi. Quanto basta per dare filo da torcere a una Porsche Boxster 2.7.

PREZZO

La trazione è rigorosamente "quattro" e il cambio altrettanto rigorosamente automatico, con scelta tra Comfort, Sport e sequenziale Tiptronic. Il prezzo è sempre, rigorosamente elevato: 84.600 Euro, a cui segue una sconfinata lista di optional.

SENSAZIONI

Impostazione classico-sportiva ovunque, eccetto per il volante che costringe ad aggrapparcisi. A differenza della prima serie che, tanto era agile e veloce, forniva la sensazione di stringersi e diventare sempre più piccola dopo ogni chilometro percorso, la nuova A8 trasmette la sensazione dell’ammiragliona, lunga e pesante.

PUROSANGUE

Lo sterzo, un po’ lento a reagire, accentua la sensazione. Davvero poco lento è il motore: prontissimo ad accelerare e capace di accelerazioni da sportiva purosangue, nulla di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi pochi anni orsono da una ammiraglia a gasolio.

COMFORT E SPORT

Molto docile per la guida da autista, ma davvero aggressivo se si ha fretta. Agisce bene di concerto con il cambio automatico a sei marce: dolce ma pronto se si seleziona "Comfort", sportivo con scalate quando si rallenta e cambi marcia bloccati in curva e in frenata se si seleziona "Sport", veloce nelle cambiate se si sceglie di fare da soli utilizzando il comando sequenziale.

SILENZIO SI GIRA

La griglia degli innesti potrebbe essere più intelligente, come quella di BMW per esempio: sulla A8, il passaggio al comando sequenziale è possibile soltanto passando dalla posizione "Comfort", sulle BMW, invece, si seleziona Sport spostandosi sulla griglia manuale, posizione molto utile quando si sta esagerando e una scalata imposta manualmente può trarre d’impaccio e offrire un aiutino anche agli ottimi freni. Dove la A8 non ha rivali, prestazioni a parte, è anche nel silenzio assoluto che riserva ai suoi ospiti, che si proceda a velocità ridotta o che si galoppi a 250 km/h. Incredibile.

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