Prova su strada
Alfa Romeo 156 e Sportwagon 2003

Alfa Romeo 156
e Sportwagon 2003

Il Giorgetto d'Italia affila la punta della sua matita magica e con pochi, sapienti tratti rinnova la famiglia delle 156. Pochi ritocchi di classe che impreziosiscono ancora di più un modello già considerato all'unanimità tra i più belli del mercato. In arrivo anche un nuovo motore, un nuovo cambio e tanta eleganza in più. Dal 21 giugno il via alle vendite.
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Autore:
Gilberto Milano

COM’E’ Compito difficile quello prospettato un anno fa a Giorgetto Giugiaro dai vertici Alfa Romeo: togliere la polvere del tempo alla linea quasi perfetta della 156, giunta ormai al sesto anno di vita anche se con una freschezza insolita per un'auto. Un lifting, in gergo tecnico, su cui gravava però un vincolo pesante come un macigno per uno stilista, riscire nell'impresa con un budget risicato. Non siamo certo ai fichi secchi del costume popolare, ma sembra che nel mondo dell’auto 100 miliardi di vecchie lire siano sufficienti solo per dare una imbellettata al vestito e nulla più.  

VERITA' NASCOSTE Giugiaro ha potuto intervenire infatti solo sul muso, sul cofano anteriore e sul posteriore, lasciando assolutamente intatte le fiancate, da faro a faro, compreso l’abitacolo. Quanto basta comunque per lasciare il segno. Una mano sapiente la sua, favorita dal fatto che la 156 la conosceva più che bene se è vero, come dichiarato dallo stesso Giugiaro, che già nella prima versione il suo contributo sia stato a dir poco fondamentale. Gran parte della linea origiaria della 156 sarebbe infatti stata disegnata dalla Italdesign e poi affinata nel Centro Stile Alfa, allora diretto da Walter de' Silva, ora alla direzione del centro Stile Audi, Lamborghini e Seat.

BRERA Per riaffermarne la paternità questa volta lo stilista torinese ha voluto metterci anche la firma, una targhetta laterale con la scritta " design by Giugiaro". Per andare sul sicuro invece Giugiaro ha ripreso alcune linee guida dalla Brera, la concept Alfa Romeo presentata al salone di Ginevra del 2002, e le ha trasportate quasi senza modificarle sulla nuova vettura. Risultato: la 156 appare molto più elegante della precedente e ancora più sportiveggiante, aggressiva.

PUNTUTA Obiettivo ottenuto spostando la calandra in fuori rispetto all’asse del paraurti e abbassandola fino a oltrepassare in verticale la base del paraurti stesso. Senza sconvolgere la bella linea della attuale 156, Giugiaro ha allungato di qualche centimetro il profilo anteriore e reso più puntuto il cofano, che ora è più basso, filante e sportivo, solcato da due nervature profonde che seguendo il disegno della clandra si aprono verso il parabrezza come a volerne amplificare la linea. La calandra è quasi identica a quella della Brera, ancora più ampia di quella adottata per la 147 e sempre attraversata trasversalmente da cinque barrette metalliche, sinonimo di sportività. All’estremità superiore, in posizione centrale, il marchio Alfa. Anch’esso in rilievo.

FUTURO Nuovo anche il motivo dei fari anteriori e delle due prese d’aria che si allungano orizzontalmente verso il centro  fino a lambire il profilo della calandra. Un tocco innovativo che ritroveremo anche sulle future Alfa. Più marcato anche il paraurti, che nella nuova veste risulta più marcato, sospeso tra la ampia presa d’aria inferiore e i due “tagli” superiori.

MULTIFUNZIONE Più sostanziosi i ritocchi all’interno. Anche qui, tutto è concepito senza stravolgere il passato, bensì per renderlo ancora più elegante. Restano i due grossi strumenti davanti al pilota, avvolti da due palpebre che precludono la lettura al passeggero, la consolle rivestita in alluminio con i tre classici strumenti incassati, i comandi di radio e condizionatore rivisitati nel design. Completamente nuovo è invece il display multifunzione al centro della plancia con funzioni da Trip computer e allarme nel caso di anomalie.

ALFATEX Per i più esigenti la plancia può essere rivestita anche in pelle, mentre per i sedili è offerto l’Alfatex, un nuovo tessuto brevettato dall’Alfa Romeo, costituito da una microfibra che migliora la traspirazione e assicura ottimo comfort di seduta ed eleganza. Di serie sulle versioni Distinctive, a richiesta sulle Progression. Particolarmente attraente il rivestimento in pelle color cuoio con plancia nera.

MULTIJET Numerose le novità tecniche con in primo piano il nuovissimo cinque cilindri 2.4 JTD Multijet, 20v, 175cv (129 kW) e 385 Nm di coppia massima a 2000 giri: un sicuro must per queste nuove Alfa. Adattato al nuovo ruolo anche il 1.9 JTD Multijet 16v da 103 kW (140 CV) anche lui appartenente all’ultima generazione dei “Common Rail”, mentre chiude l’offerta diesel il 1.9 JTD da 85 kW (115 CV), capostipite dei motori “Common Rail”.

BENZINA Invariata l’offerta dei benzina, con il 2.0 JTS da 121 kW (165 CV) disponibile anche con cambio Selespeed. Inoltre, grazie ad una rapportatura del cambio leggermente modificata, il 2.0 JTS è dato per migliorato in brillantezza. Concludono l’offerta il 1.6 Twin Spark 16 valvole, il  1.8 Twin Spark 16 valvole e il  2.5 V6 24 valvole (disponibile con cambio manuale o con cambio automatico Q-System).

TURISMO INTERNAZIONALE Impression, Progressione e Dinstinctive i tre allestimenti classici disponibili, a cui si è aggiunta la nuova linea TI (Turismo internazionale) dotata di una ricca dotazione sportiva e con assetto sport, pneumatici maggiorati, cerchi in lega, freni di diametro maggiore e il logo TI sulla fiancata.

NOLEGGIO I prezzi saranno allineati a quelli attuali, ovvero dai 22 mila euro in su, quindi con un contenuto maggiore a parità di prezzo. E con la possibilità (per la prima volta in Italia) di acquistarla con una formula di noleggio a lungo termine (24, 36, 48 mesi) estesa anche ai privati non in possesso di partita Iva.

COME VA Basta girare la chiave di accensione per capire di che musica si tratta: il “suono” dei motori Alfa è inconfondibile. In più adesso c’è una nuova sensazione di eleganza, di qualità. Materiali e tessuti sono di livello superiore e il comfort in linea con le concorrenti al vertice della categoria, tedesche ovviamente.

SILENZIO A velocità elevate il rumore diventa un po’ invadente, ma ad andature da codice, la nuova 156 è ben insonorizzata, lasciando agli occupanti anche il piacere di conversare senza alzare la voce. Gli interni sono raffinati anche nella scelta degli abbinamenti.

HANDLING Si guida con semplicità, con leggerezza, come al volante di una vettura di dimensioni inferiori, cullati da ottime sospensioni e da cambi all’altezza, tra cui un nuovo cambio a sei marce più compatto e leggero, con la retro in avanti.

2.4 JTD Notevole per elasticità e prestazioni il nuovo 2,4 Jtd Multijet, un vero campione divertimento e potenza. Sei marce sono anche troppe nei percorsi tortuosi, dove al massimo si inserisce la quarta. Si guida con un filo di gas e appena si preme sul pedale la 156 è sempre pronta a ripartire.

COPPIOSA La coppia estremamente robusta (385 Nm) disponibile a soli 2000 giri è una istigazione a correre. Soprattutto ci si scorda di avere un cambio manuale: terza, quarta, quinta, sesta, basta premere sul pedale che il 2.4 JTD inzia a prendere giri e non si ferma più. Gli 8,2 secondi per passare  dagli  80 ai 120 km/h in quarta marcia sono eloquenti. E rilevanti per una vettura della sua categoria sono anche gli 8,3 secondi nel 0-100.

BEVE POCO Per i consumi ci si deve affidare per ora ai dati comunicati dalla scheda tecnica, che parlano di una media di 15 km/l, il giusto per una vettura che non ami molto bere. Gli altri valori sono 18,8 km/l nel ciclo extraurbano e 11,4 in città.

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