Autore:
M.A. Corniche

LA SCELTA Vediamo se siamo tutti d’accordo. Dovete partire con la famiglia per le vacanze, prima tappa in Val d’Aosta e poi via verso l’Olanda. I bambini sono piccoli e il carico è da trasloco. Io ho avuto poche incertezze nello scegliere l’auto giusta, la mia scelta è caduta sulla Volvo XC90 D5 AWD Inscription. Voi che auto avreste scelto?

SPAZIO, COMFORT E STILE Perché ho scelto la Volvo XC90? Avevo bisogno di spazio e qui lo spazio non manca di certo, per stare tutti comodi e per caricare tutto quanto serve, l’indispensabile e anche il non indispensabile. Poi per il comfort, da vera Volvo. E poi perché a me la XC90 piace, è elegante e ben lontana dall’effetto Ranzani, e questo mi fa sentire a mio agio quando la guido.

COMODO TRASLOCO Il viaggio prevede pochi alberghi e molte abitazioni così, oltre all’abbigliamento, pensiamo anche al cibo, portando persino la macchina per fare il pane oltre a varie derrate alimentari. Tanto sulla Volvo XC90 ci sta tutto… Così sono riuscito a stipare il suo bagagliaio, tanto che l’ultimo collo sono stato costretto a infilarlo da dentro. Ma non ho dovuto lasciare a casa proprio nulla, tenendo persino i sedili posteriori nella posizione più comoda per i bambini, con gli schienali reclinati e le sedute più arretrate possibile. Ho apprezzato poi la possibilità data dalle sospensioni pneumatiche di abbassare la soglia di carico, utile per fare meno fatica e raggiungere più comodamente il fondo del profondo bagagliaio.

CAMERA CON VISTA. E MASSAGGIO La capacità di carico mi ha fatto preferire la XC90 a una V90 Cross Country, altra candidata a compagna di viaggio. Della V90 avrei preferito la posizione di guida più sdraiata ma anche quella della XC90, più da SUV, più in piedi, alla fine si è rivelata super comoda. La vista è panoramica e il sedile è una vera poltrona con una funzione massaggio programmabile su tipi di massaggio, intensità e velocità differenti che funziona meglio dei finti massaggi di molte SPA. Sfrutto anche per tutto il viaggio la ventilazione del sedile, così non mi appiccico mai alla morbida pelle traforata che lo riveste, nemmeno dopo ore e ore di viaggio.

PIRELLI? NO GRAZIE Dopo un paio di settimane di relax in montagna si parte alla volta dell’Olanda. Il viaggio si interrompe a sei chilometri dalla partenza, tocco un cordolo e la gomma si squarcia aprendo un foro perfettamente quadrato come uno sportello. Primo consiglio se volete acquistare una Volvo XC90: non scegliete i cerchi da 21 pollici. Primo, perché non servono e rendono la guida meno rilassante. Secondo, perché molto probabilmente vi capiteranno dei Pirelli Scorpion Verde. Con queste Pirelli ho già avuto una brutta esperienza con una V90 Cross Country: due gomme da buttare per essere passato su un ostacolo invisibile. Si narra di colleghi che sono arrivati a squarciare sette Pirelli Scorpion Verde, anche su banali buche. Evitatele, anche perché rendono l’atmosfera ovattata della Volvo XC90 più rumorosa e perché se vi capita di squarciarne una in Val d’Aosta, probabilmente il posto più vicino dove trovarne una di ricambio è il concessionario Volvo di Sion, in Svizzera. Vita vissuta…

AMSTERDAM Dopo una giornata spesa per sostituire la malefica Pirelli Scorpion Verde, la prima tappa è Losanna. Il secondo giorno ci fermiamo a Reims per poi arrivare ad Haarlem, meta finale del viaggio, base operativa per visitare l’Olanda. Qui le Volvo XC90 sono quasi tutte T8, la versione ibrida plug-in, favorita da una tassazione più favorevole rispetto a diesel e benzina. Per le gite ad Amsterdam, meglio però pensare al treno: la Volvo XC90 rimane a riposo qualche giorno, si muove soltanto per accompagnarci al mare e per visitare il nord dell’Olanda, con le isole Frisone che meritano una gita.

INDIVIDUAL, LA XC90 SU MISURA Per il viaggio, personalizzo la modalità di guida Individual mettendo insieme alcuni parametri dei programmi Eco, Comfort e Sport. Scelgo Eco per il cambio, Comfort per lo sterzo e Sport per i freni. Così le cambiate sono tranquille, lo sterzo è leggero e la frenata più pronta. Con il cambio in Eco, poi, si attiva la funzione Coasting, nome tecnico per definire il classico follone, con la trasmissione disconnessa come in folle, attiva tra 50 e 140 km/h se i vari sensori non percepiscono che avere la marcia inserita sia più sicuro, come in discesa e in curva. In autostrada, intorno ai 130 si percorrono in folle chilometri e chilometri e a fine viaggio, dopo più di 5.000 chilometri, il consumo medio è 8,7 litri ogni 100 chilometri, non male per un monolocale su ruote con trazione integrale carico come un container. Peccato però che il comando per selezionare il driving mode non sia particolarmente comodo (si preme la rotellona sul tunnel centrale, si fa ruotare fino alla modalità scelta e si preme di nuovo il rotellone) e, ogni volta che si spegne il motore sia necessario selezionarla di nuovo (come anche la modalità del massaggio…).

LA 11 ORE DI EUROPA Tanti chilometri e per il ritorno scegliamo la soluzione tutto d’un fiato, con una breve sosta per il pranzo e soste tecniche per i fluidi, carburante e altro. Undici ore di viaggio per mettere alla prova il comfort della Volvo XC90 e la mia schiena. Esame superato a pieni voti, anche i bambini probabilmente apprezzano il comfort e l’ambiente sereno della XC90 e stanno tranquilli tutto il tempo (e sono tutt’altro che bambini tranquilli). Dopo undici ore al volante, scendo senza nemmeno un muscolo provato dall’esperienza. La scelta è stata azzeccata, non avevo dubbi: su questo tema, Volvo è sempre stata una garanzia. In Germania, dove posso spingere la Volvo XC90 al massimo, mi rendo conto che a 200 è confortevole come a 130 km/h. Sembra quasi che più si spinge, e più diventi comoda.

GUIDA SEMI AUTONOMA Durante i 5.000 chilometri mi faccio anche aiutare dalla guida assistita. In Italia ho  sempre utilizzato la funzione Pilot Assist nelle code: fisso la velocità del cruise control adattivo a 50km/h e l’auto segue la colonna fino a fermarsi, ottimo per evitare che una distrazione in coda a passo d’uomo possa provocare danni seri. E la guida assistita Volvo segue anche la corsia, così non devo preoccuparmi di nulla e la coda diventa meno stressante. In Italia, si sa, il cruise control adattivo non è fatto per le distanze di sicurezza italiane e si rischia di fare tappo quando il traffico è sostenuto. In Svizzera, Francia e Olanda, dove il traffico in autostrada è meno compresso, sfrutto parecchio la guida assistita che funziona piuttosto bene quando voglio prendermi un po’ di relax e, accodandomi con discrezione agli automobilisti indigeni, sentirmi più tranquillo sul fronte dei limiti di velocità. Il Pilot Assist inibisce la funzione Coasting del cambio anche in modalità Eco. 


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