Autore:
Marco Rocca

PENSI A LEI E' la wagon per eccelenza, quella a cui si pensi quando metti su famiglia e hai bisogno di spazio (money permettendo, ovviamente). E, guarda caso, io sono diventato papà da poco per cui, in tutta onestà, vi dirò che questo day by day in compagnia della Volvo V90, me lo sono proprio goduto. 

FA GIRAR LA TESTA Confesso di essere sempre stato un grande amante delle svedesi (e non solo di quelle bionde con gli occhi azzurri...). Le Volvo mi intrigano per quel mix di eleganza mai ostentata e di materiali che durano nel tempo. Insomma di cose fatte per bene. Ma, se fino a qualche anno fa nessuno si girava ad osservare una station wagon Volvo, ora le cose sono decisamente cambiate. 

CHE PULIZIA Il nuovo corso stilistico che culmina in quella firma luminosa Led a forma di martello di Thor, ha fatto davvero centro. Sono gusti, certo, ma ora le Volvo si lasciano ammirare che è un piacere. Nonostante la coda sia imponente (è larga 188 cm), la silhouette della V90 è slanciata grazie al taglio spiovente del lunotto, alla fiancata alta e ai finestrini piccoli. Il tutto è condito da un cofanone infinito e da enormi cerchi da 20 pollici (optional). La presenza su strada (e che presenza!) è garantita. 

QUESTIONE DI PELLE E dentro? Altra grande sorpresa. Tutti gli occhi sono per lo schermo verticale grosso come un iPad (8,4 pollci), facile facile da utilizzare grazie alla grafica intuitiva. Raggruppa tutte le funzioni, i tasti per alzare il volume e cambiare stazione fortunatamente sono rimasti fisici. La pelle color panna di questo allestimento Inscription è tanto bella quanto delicata, con i jeans scuri si rischia di sporcarla troppo facilmente. Meglio puntare sul total black anche se la bellezza di questi interni chiari è da paura. 

CHE SOUND Per il resto l'abitacolo è fatto un gran bene, zero imperfezioni o cadute di stile, anche dove l'occhio non arriva. E, a proposito di stile, avete ammirato gli speaker del sistema audio Bowers e Wilkins? Oltre a fare una scena pazzesca suonano come pochi altri, la sala da concerto è servita

CHE PIACERE VIAGGIARE Inutile dire che il terreno d'elezione della V90 è l'autostrada dove si viaggia quasi sospesi dall'asfalto in un abitacolo che tiene fuori tutti i rumori. Ma in città? Niente paura. A darmi una mano, pensa l'efficiente sistema di telecamenre a 360° che, con una precisione millimetrica e una risoluzione da schermo HD, permette di piazzare la mega wagon senza rischi. Del resto 4 metri e 94 centimentri da paraurti a paraurti non sono propriamente misure cittadine.

SPAZIO NE ABBIAMO? Ma la Volvo V90 si sceglie per lo spazio. Davanti ce n'è tanto, sul divano posteriore anche (lo spazio dallo schienale anteriore è abbondante), ma dal bagagliaio francamente mi sarei aspettato qualcosa in più proprio in virtù delle dimensioni esterne, insomma non segna il record per la categoria. Rivestito interamente in morbida moquette segna 560 litri (ampliabili a 1.526 litri a sedili reclinati) e una soglia di carico ad appena 63 centimentri dal suolo. Detto questo, state pur tranquilli che nessuno dei 5 occupanti dovrà mai lasciare a casa la sua valigia. Pratica e funzionale la paratia che si può sollevare per ancorare i bagagli. La benedirete alla prima spesa.

CI CARICO UNA NAVICELLA Con un bambino piccolo, però, bisogna tenere in conto di trasportare anche la sua navicella che, per chi non lo sapesse è quel lettino rigido di plastica nel quale riposa. Sulla V90 nessun problema a posizionarla e fissarla agli attacchi isofix del divano posteriore. L'unica cosa è che dallo sportello ci passa quasi al pelo.  

FA TUTTO DA SOLA Vogliamo parlare di tecnologia? Ce n'è quanta ne volete. Se sulle prime può spaventare, dopo non si può farne a meno. Mi riferisco, per esempio, al Pilot Assist (che funziona fino a 130 km/h). Collegato al cruise control adattativo, legge le strisce bianche della corsia e mantiene la traiettoria agendo sul volante. In coda è una manna da cielo. Strano ma vero, il lettore di cd è un optional da 110 Euro.

IL DIESEL GIUSTO Capitolo motore. Il D4 della vettura in prova, che per la cronoca è un 4 cilindri diesel da 190 cavalli, ha la giusta dose di spinta per muovere con un certo brio gli oltre 1.800 kg della V90. Francamente non ho sentito il bisogno di avere più cavalli sotto il piede destro, soprattuto in considerazione del fatto che i 400 Nm metro di coppia sono già disponibili a 1.750 giri. I consumi? Nell'ordine dei 6,5 litri per 100 km nel ciclo misto

NON MI LASCIAREEE Insomma per farvela breve, passati i 14 giorni di test e poco meno di 800 km macinati, non avrei proprio voluto riportare indietro la (mia n.d.r.) V90. A tanta sciccheria ci si abitua facilmente. La sicurezza, poi, è ai massimi livelli e quando torni su un'auto normale capisci quanto tutta quella tecnologia non è messa li solo per far scena.  

 

 

 

 


TAGS: volvo station wagon day by day prova volvo v90 V90