Autore:
Emanuele Colombo

BASTA POCO Più fresca e dinamica che in passato, lo capisci subito che la Volkswagen Tiguan è nuova, anche se il design non appare del tutto stravolto rispetto al modello precedente. Merito degli spigoli tesi che donano slancio alle fiancate e al frontale. Che è disponibile in due diverse configurazioni: rialzato dal kit off-road, come nell'auto che sto per provare, oppure più vicino al suolo per migliorare l'aerodinamica nell'uso stradale.

OCCHIO ALLA BILANCIA! Al momento di salire a bordo il peso della portiera mi fa capire che la Tiguan è fatta con un occhio di riguardo alla bilancia, a vantaggio dei consumi: 35 sono i chili in meno del vecchio modello, di cui 12 risparmiati solo tramite la nuova carrozzeria. Una volta entrato vedi subito che sei su una Volkswagen, ogni comando ha movimenti precisissimi: scorrevoli ma senza giochi. La plancia ha un disegno pulito e rigoroso e il clima si regola su tre zone.

IL PELO NELL'UOVO Nonostante l'allestimento ricco, va detto, qualche dettaglio mi piace poco: per esempio il tessuto che riveste le portiere e i fianchi del sedile è meno prezioso di quanto mi aspetti (l'auto in prova sfiora i 50 mila euro), e la rifilatura della moquette attorno alle bocchette di aereazione sul pavimento non è perfetta.

OTTIMA PER CINQUE Ottima invece l'abitabilità, che si avvantaggia del passo cresciuto di 8 cm rispetto alla vecchia Tiguan. Il tunnel della trasmissione, poi, è meno ingombrante della norma, così anche il quinto passeggero non se la passa male: anche se i tavolinetti in stile aereo, con portabicchiere estraibile, sono solo per i due posti laterali.

SPAZIO MODULARE Il bagagliaio è da 520 litri e la soglia livellata con il piano di carico mi rende comodo mettere e togliere le valigie. Il divanetto frazionato, poi, scorrere di ben 18 centimetri e ha schienali regolabili, per farmi guadagnare fino a 95 litri senza rinunciare ai passeggeri. Non basta ancora? Giù gli schienali, si arriva a 1.655 litri.

ESPERIENZA DIGITALE L'infotainment? Con il quadro strumenti digitale Active Info Display da 12,3”, ha una marcia in più, soprattutto quando uso il navigatore. Inoltre tramite l'App Connect è compatibile con Apple Car Play, Android Auto e Mirror Link. I pulsanti di comando sul volante, però, sono tanti da imparare e i comandi vocali non sempre mi capiscono al volo.

BALIA ELETTRONICA Una volta in movimento, il volante piccolo e lo sterzo sensibile mi danno subito un feeling quasi sportivo. Buono il comfort, soprattutto per l'abitacolo silenzioso. E se mi distraggo, riconoscimento pedone, frenata automatica e mantenimento di corsia sono di serie. A richiesta, c'è pure la funzione Emergency Assist che gestisce la fermata di emergenza, se al conducente viene in malore: per fortuna non ho avuto occasione di provarlo.

SOFFRE IL SINGHIOZZO La prima parte della mia prova si svolge in autostrada e su questo terreno la nuova Tiguan si dimostra un'ottima compagna di viaggio. Imboccata la tangenziale di Milano nell'ora di punta, però, scopro che nella marcia a singhiozzo la Tiguan è meno reattiva di quanto vorrei. Qualsiasi sia la modalità di guida impostata, il cambio automatico DSG brilla per fluidità nei passaggi di marcia, ma non tanto nella prontezza a scalare quando serve e il motore ha un certo turbo lag.

QUASI ASTEMIO Niente male, per un SUV a trazione integrale, il consumo medio: dalla Volkswagen di Verona al centro di Milano ho registrato 6,8 litri per 100 chilometri in cui è conteggiato anche l'ingorgo megagalattico in tangenziale di cui sopra. Difficile chiedere di più a un'auto a trazione integrale di queste dimensioni.


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