Autore:
Luca Cereda

In Giappone esistono le kei car. Automobili strette e corte, spesso sviluppate più in altezza, che per le loro dimensioni furbe e i motori piccoli (parliamo di cuori da 660 cc da massimo 64 cv) godono di tariffe assicurative favorevoli e tasse più basse. Compatta e leggera, ma decisamente spaziosa dentro, la Suzuki Celerio riprende un po’la filosofia delle kei car. E’ vero, in Italia non ci sono i vantaggi di cui sopra, tuttavia l’indole minimalista della Celerio porta comunque dei benefici al portafoglio, sia quando la si acquista sia quando la si usa.

QUALITA’ DEGLI INTERNI
L’arredamento è “da battaglia”: cioè, plastiche più robuste che ben rifinite, una plancia dall’impostazione decisamente rétro, un cruscotto unopuntozero e rivestimenti in tessuto basico. Sul fatto che tutto funzioni a modino e possa reggere bene i chilometri, garantisce la fama di Suzuki. Ma se siete tipi esigenti o all’ultima moda, non è questo il vostro abitacolo. Che invece accoglie di buon grado chi si accontenta di un posto guida comodo e rassicurante.  

CON (O SENZA) GLI AMICI
L’abitabilità, invece, è il piatto forte. L’abitacolo della Suzuki Celerio offre centimetri in tutte le direzioni e la zona posteriore è forse la più ariosa del segmento. Sono due le sedute disegnate sul divano, ma ci si può tranquillamente sedere anche in tre, con le gambe adagiate comodamente e libere di muoversi grazie a un tunnel centrale basso e poco invadente. Il bagagliaio, con tutti e cinque i posti a disposizione, è di 254 litri. Un baule profondo, regolare e dalla soglia di carico bassa, molto sfruttabile nella vita di tutti i giorni e in caso di mini vacanza. Nell’emergenza di un trasloco, invece, è meno generosa: a schienale reclinato, la Celerio offre un massimo di 726 litri di volume di carico.

IN CITTA’
Un mini-pullmino agilissimo nel fuoriscuola, ma anche la compagna fidata, intuitiva e facile da guidare, da godere in solitaria nel tran-tran quotidiano: questo può essere la Celerio. E’ leggerissima (805 chili a secco), motivo per cui i 68 cavalli del suo millino bastano per muoversi con destrezza nel traffico. Anche lo sterzo è di piuma, il che facilita le manovre ma non dà un gran feeling tra le curve. Poco male. Salvo il look (senza guizzi nemmeno in questa versione Country) la Celerio ha tutti i crismi della cittadina modello. Guida alta e sicura, ampia visibilità e un cambio manuale – ben manovrabile – in posizione rialzata, sempre alla portata. Volendo c’è anche un cambio automatico (robotizzato a 5 marce), opzione non così diffusa nel segmento.

LOST IN THE WEEKEND
Complice il peso da figurino, sulla Celerio la spinta non manca mai e il motore non alza il gomito nemmeno a velocità medie più sostenute. L’altra faccia della medaglia, però, è un abitacolo un po’ troppo vulnerabile ai fruscii aerodinamici, che a 130 km/h fissi in autostrada diventano fastidiosi. In compenso la Celerio ha i centimetri cubi per una vacanza. Con qualche sacrificio si parte per il mare anche in quattro.

QUALE PRENDO?
Con un listino che apre a 8.990 euro verrebbe la tentazione di accontentarsi della versione base, la Celerio L. E non sarebbe neppure sbagliato per chi cerca un’auto concreta, spaziosa e facile da parcheggiare in città. La base però è proprio base: niente clima, niente chiusura centralizzata e finestrini da abbassare ed alzare con la manopola. Si può comunque spendere di più e spendere bene. Se per voi il cambio automatico è fondamentale, una Celerio Easy AGS, con clima, radio con CD/MP3/Aux e Bluetooth, sedile e volante regolabili, schienale sdoppiato viene 11.190 euro (di listino).    

 

SCHEDA TECNICA
Dimensioni:
360x160x154
Posti: 5
Motori: 1.0 benzina da 68 cv, 1.0 benzina Dualjet da 68 cv, 1.0 benzina/GPL da 68 cv
Cambio: manuale a 5 marce o robotizzato a 5 marce


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