Autore:
Luca Cereda

TU MI TURBI Mi fai fare un giro? Quante volte me lo sono sentito dire, per quanto la compagnia di questa Range Rover Evoque Convertible sia stata fugace. Il perché non mi è ancora del tutto chiaro. Sarà la sua aria esotica. Il colore arancione: effetto palla da basket da lontano, star di hollywood da vicino, complici i cerchi da 20'', che con le gomme (barra 45) puoi farci un hula-hop. Di sicuro, un SUV cabriolet non l'aveva mai visto nessuno – se non come concept o esperimento di tuning estremo – prima che lo inventasse Land Rover. E anche per questo, quando passi, molti sguardi ti puntano.

CAPOLAVORO D'ARCHITETTURA E' una provocazione pienamente riuscita, la Range Rover Evoque Convertible. Anche stilisticamente. Il tetto in tela è un piccolo capolavoro di design e di ingegnerizzazione. Da chiuso (ci vogliono 21 secondi) incappuccia la massiccia carrozzeria con leggerezza, come appena accennato dalla matita del designer e fedelissimo al design Evoque. Ma è dannatamente solido: fiondatevi in autostrada e vi sorprenderà l'insonorizzazione, frutto di una struttura multistrato. E se per disgrazia piovesse, non passerà neanche una goccia, fidatevi.

A ZETA Di precisione teutonica – d'altronde lo fa la Webasto- è il meccanismo, che scoperchia la Evoque Cabrio in 18 secondi, fino a una velocità di 48 km/h. Senza, l'auto perde in grazia ma scatena l'effetto-sorpresa. E magari la festa, alzando a dovere il volume dell'impianto Meridien da 660 W e 12 altoparlanti (optional).

10 POLLICI Lo stereo è un esempio di come i lussi non manchino. Anzi, negli interni la Evoque Cabrio è la più moderna delle Evoque, con il suo schermo da 10,2'' dell'infotainment. Di contro, non è certamente la più pratica, per via delle tre porte e per il bagagliaio da 251 litri: a dire il vero nemmeno pochissimi per una cabrio, seppur sui generis.

BISOGNO D'AIUTO Il tetto morbido e la finestratura minimal aiutano molto l'immagine, meno la visibilità in manovra. Per fortuna telecamera e sensori sono di serie. Gli eccessi della Range Rover Evoque Convertible o si amano o si odiano, e anche per questo, sulle strade nostrane, è come un Gronchi rosa. Ma da guidare è molto più versatile di quel che si pensi.

UN PO' DI CICCIA E' confortevole anche nei lunghi tragitti, benché non spaziosa. In città le sospensioni filtrano tutto senza rendere l'auto eccessivamente gommosa quando si tratta di prendere qualche curva di slancio. Va da sé, un filo di rollio non manca, nonostante le barre maggiorate: sono ben tre i quintali di peso in più da gestire rispetto a una Evoque cinque porte, che è sicuramente più incline alle andature rock.

NON SOLO ASFALTO La Evoque scoperta, infine, non ha paura di sporcarsi le ruote. Non solo perché ha dalla sua la trazione integrale, il Terrain Response (per regolare motricità in base al fondo) e l'All Terrain Progress Control, sorta di cruise control da offroad che governa l'avanzamento fino a 30 km/h. La scheda tecnica dichiara 45° di pendenza massima superabile, 35° di pendenza laterale e una capacità di mezzo metro: numeri che non troverete sulla carta d'identità di alcuna altra cabrio.

CHE COPPIA Chiacchiere da bar? Forse, ma è giusto ribadire che la Evoque Convertible è una Land Rover vera, per quanto certamente si trovi più a suo agio tra le ville dei Malibù che tra cottage di Sestrière. Sulla montagna si arrampicherebbe bene, però, vista la coppia del suo 2.0 turbodiesel da 180 cavalli della famiglia Ingenium, 430 Nm sono tanti e sembrano pure di più, per come li sfrutta il cambio ZF a 9 rapporti. Che, però, poco può fare per i consumi, difficili da tenere sotto la soglia del litro ogni 10 km. Per uno disposto a spendere 63.000 euro per una cabrio così, cosa volete che sia!


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