Autore:
Luca Cereda

TEMPI MODERNI Non ci sono più le utilitarie di una volta. E intendiamoci, ciò è per lo più un bene. In poco più di quattro metri per uno e settanta - manciata di cm in più o in meno – oggi un automobilista può trovare la felicità percorrendo due strade diverse: puntare a spendere il meno possibile oppure trovare una dimensione che gli consenta di utilizzare una piccola come factotum. E in questo, l'ultima Mazda2 ha pochi pari.

COCCOLATI Stavolta il termine “piccola ammiraglia”, tanto caro alle Case, ci sta tutto. Mi sono bastati pochi minuti seduto nell'abitacolo della Mazda2 per rendermene conto. Infotainment con schermo da 7'', head-up display, avviamento keyless e clima bizona: se mi ci avessero infilato bendato, avrei pensato di essere su una buona berlina. Anche perché, al di là delle comodità disponibili – basta pagare – la qualità degli arredi e la cura dei dettagli è tra le più alte del segmento. Un esempio? Guardate (e toccate) i controlli dell'infotainment.

FULL OPTIONAL Premessa doverosa: sto guidando una Mazda2 Exceed (l'allestimento più ricco) con l'aggiunta di un paio di pacchetti opzionali, che portano aiuti elettronici là dove l'occhio non vede e un'elegante rivestimento in pelle della selleria. Per viaggiare in cotanta bambagia occorre scucire quasi 22.000 euro, obiettivamente tanti per un'utilitaria, termine che però qui perde di senso. Almeno finché non si arriva dal benzinaio, dove la due rientra appieno nei cliché della auto destinate a macinare tanti chilometri tutti i giorni possibilmente senza infierire sul portafoglio.

DIESEL ASTEMIO Col 1.5 Skyactiv-D da 105 cavalli ho fatto i 17 km con un litro in autostrada, quasi 20 in città oltre i 20 km/l nell'extraurbano. Per bere poco anche nei lunghi viaggi, la Mazda2 ha un altro plus da piccola ammiraglia che poche concorrenti nel segmento possono vantare: la sesta marcia. Una vera sesta di riposo, non una quanta lunga, che consente a questo turbodiesel di girare basso a velocità stradali. E' un motore parco, molto regolare nell'erogazione, cui manca giusto un pizzico di verve in ripresa per spingere ancora meglio la piccola jap. Lei, dal canto suo, affronta le curve con piglio deciso, grazie a uno sterzo piuttosto diretto, ma è anche più rigida di sospensioni rispetto alle colleghe e non risparmia risposte piccate quando si scavalca un dosso di slancio.

PER QUATTRO Viaggiare con la mazdina, impone anche qualche rinuncia. Con i suoi 280 litri, il bagagliaio non è tra i più generosi del segmento e ha una soglia di carico abbastanza alta. Le forme sportiveggianti - un tetto quasi da coupé oltre e la coda raccolta - penalizzano poi anche la visibilità posteriore (si raccomandano i sensori) e sconsigliano di offrire passaggi ad amici cestisti sul divanetto posteriore. Tuttavia, nulla impedisce una piacevole vacanza a quattro tra amici. A patto di saper preparare le valigie come si deve.  


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