Autore:
Luca Cereda

VECCHIA SCUOLA Si può ancora preferire una familiare a un SUV o a una crossover? Nel 2017 la risposta sembra scontata e l'immagine della famiglia che carica la giardinetta prima di partire per le vacanze, una cartolina sbiadita. Soprattutto leggendo i dati di mercato mercato, dove le wagon cedono terreno a SUV e crossover costantemente, anche nel segmento delle medio-grandi (D). Con poche eccezioni: le solite note tedesche e l'ormai non più sorprendente Skoda Octavia (tedesca d'adozione). Ecco, la Peugeot 508 SW può essere un'eccezione alle eccezioni.

SENZA FARSI MANCARE NULLA Non è detto che un SUV sia meglio di una buona wagon. E non è detto una buona famigliare debba per forza parlare tedesco. Mi è bastato convivere qualche giorno con la Peugeot 508 SW e buttare un occhio al listino per convincermene. Premessa: l'esemplare in questione ha il cambio doppia frizione EAT6, il motore 2.0 litri turbodiesel da 180 cavalli e l'allestimento Allure (a partire da 38.100 euro). Non è l'ammiraglia RXH, ma c'è quasi tutto. E con optional come la vernice blu Tempesta (650 euro), il portellone elettrico (650), sensori posteriori e retrocamera (500 euro) necessari a gestire i 483 centimetri di lunghezza della 508 SW negli spazi di manovra stretti, potete pure togliere il quasi. La mia aggiunge anche 918 euro di fanaleria full led, che nella guida notturna fa una bella differenza. Superando di slancio i 40.000 euro, rimane comunque ben al di sotto una Volkswagen Passat acchittata alla pari.

CLASSICA Ma la qualità percepita non manca: basta sedersi e palpeggiare un po' la 508 per rendersene conto. L'effetto wow, invece, sì. Sono gli interni a tradire gli anni della Peugeot 508 SW, un'auto che ormai galoppa verso la fine di un ciclo. E parlo soprattutto del posto guida, che ha una strumentazione d'antan (non c'è l'i-cockpit) e dell'infotainment, piccolo e non proprio fluido. Per il resto il restyling di metà carriera – varato ormai quasi tre anni fa – aveva fatto una bella pulizia, semplificando la plancia – lineare, ma senza guizzi – e l'interazione uomo-macchina, trasformando il monitor in un touchscreen ed eliminando i comandi fisici sul tunnel.

QUIET ROOM Manca qualche sfizio (ad esempio ripostigli più grandi) ma non le coccole. Macinare chilometri con la 508 SW è un piacere: silenziosa, anche con il tetto ciel (di serie sulla Allure), e spaziosa, con un bagagliaio da 560 litri che è una vera e propria caverna. Un piacere che va oltre le sedute di guida a velocità costante con il cruise impostato, grazie allo specifico mix di questa versione.

A MUSO DURO Scegliere una 508 SW con motore 2.0 litri turbodiesel da 180 cavalli significa infatti disporre di un avantreno a doppi triangoli al posto di uno schema pseudo McPherson. Un dettaglio che nella guida spigliata fa una certa differenza. L'auto è reattiva, precisa negli innesti in curva e veloce nel trovare l'appoggio (qualità che difficilmente si trovano in un SUV, per tornare un attimo al quesito iniziale). Insomma, non serve essere un globetrotter per apprezzarla fino in fondo.

TANTA COPPIA A ciò fa buon gioco anche il motore, davvero un ottimo turbodiesel, pastoso e poco assetato (la trasfertona del weekend si chiude a un'apprezzabile media di 16 km con un litro). Ci vuole un attimo perché i suoi 400 Nm di coppia massima ti arrivino sotto il piede e, nell'uso quotidiano, lo si apprezza soprattutto per l'elasticità, che non viene mai meno.

MEGLIO AUTOMATICA L'abbinamento tra le sue prestazioni consistenti (0-100 in 8,6 secondi) e la comodità del cambio doppia frizione, rilassante ed efficiente malgrado l'EAT6 non rappresenti esattamente lo stato dell'arte in materia (ha solo 6 rapporti), sposta il pacchetto verso la clientela premium. Che forse continuerà a preferire le solite note tedesche, magari anche per abitudine, ma con molti dubbi in più. Soprattutto se la prossima Peugeot 508, come hanno già fatto altre Peugeot (vedi la nuova 3008) saprà colmare il sempre più piccolo gap.   


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