Autore:
M.A. Corniche

TRE ATTI, UN TEMPO Quando gli amici mi chiedono un consiglio su che auto acquistare mi tengo sempre una riserva, quella sulla affidabilità nel tempo. Anche nelle nostre prove su strada quello dell’affidabilità del nuovo modello è sempre l’aspetto che manca. A volte alcuni segnali, come l’elettronica che impazzisce o gli scricchiolii già presenti sulle auto quasi nuove, lasciano pensare a una vecchiaia difficile ma, a complicare ulteriormente il giudizio, c’è il fatto che a volte proviamo esemplari quasi di pre-serie. Oggi è la prima volta che ho la possibilità di provare un’auto in tre fasi della sua vita: quasi nuova, con 50.000 chilometri e con 120.000 chilometri sulle sue ruote.

TOP SECRET (O QUASI…) L’auto è la Peugeot 308, l’auto su cui Peugeot si è impegnata a fondo sul tema qualità. Così Peugeot ha aperto le porte di uno dei suoi nove centri di Ricerca e Sviluppo, quello di Belchamp, con 1.138 impiegati (46% tecnici e 41% ingegneri) e 35 chilometri divisi tra 25 piste di prova. Più che aperte, le porte però sono socchiuse: qui è dove nascono le nuove Peugeot, qui tutto è top secret e recintato con filo spinato militare così, per poter accedere al sancta sanctorum del Leone, devo firmare più moduli che per ottenere una 308 a rate e gli occhi del mio cellulare vengono accecati da sigilli adesivi.

I PUNTI CARDINALI Qui per la nuova 308 è stato messo a punto un nuovo processo per raggiungere l’obiettivo che Peugeot si è posta prima con la 308 e, a seguire, con i nuovi modelli: salire sul podio della qualità tra i costruttori di auto. Qualità che per Peugeot non si ferma ad accordare il tonfo di chiusura della portiera o la morbidezza della plastica della plancia, ma si fonda su quattro punti cardinali: affidabilità, prestazioni, servizio all’acquisto e servizio post vendita.

TUTTO IN 3 MINUTI Il benchmark, dichiara Philippe Pelletier, PSA Quality director, per l’affidabilità sono i costruttori giapponesi, per le prestazioni sono i tedeschi e, se sul post vendita Peugeot è soddisfatta del servizio che offre, deve lavorare invece sul pre vendita, con l’obiettivo dei tre minuti come tempo massimo per accogliere il cliente e portarlo a toccare con mano l’auto dal momento in cui varca la soglia della concessionaria.

ATTENZIONI DIVERSE Sostiene ancora Pellettier, accontentare tutti non è facile. Se in Europa, per esempio, chi entra in concessionaria quasi si dimentica dei posti posteriori, in Cina, dove speso il padre non ha la patente e compra l’auto per i figli che saranno i suoi autisti, la prima prova è sulle porte e sui posti posteriori.

LA GOLF NEL MIRINO Per la nuova 308, Peugeot ha messo nel mirino la settima serie della Volkswagen Golf, anche se, quando è iniziata la progettazione della 308 l’ultima Golf, la settima generazione, non era ancora uscita. Il mirino, comunque era ben puntato e la 308 si è meritata più di 30 premi internazionali, tra cui, oltre al Car of the World 2014, il premio dei tassisti Taxi de l’Année, delle società di leasing Lease Car of the Year e si è piazzata seconda tra le compatte nella classifica J.D. Power 2015 UK per problemi rilevati dai proprietari. Riconoscimenti dove la qualità e l’affidabilità contano.

NEL CAMPO DI PATATE A Belchamp visito un paio di atelier dove la qualità è messa alla prova. Nel primo, una 308 viene posteggiata su quattro coppe che si muovono spinte da martinetti idraulici fino a 50g di accelerazione verticale ricostruendo le sollecitazioni che l’auto subisce viaggiando sulle strade peggiori. Il ciclo mette alla prova in sei settimane la struttura della 308 per l’equivalente di 240.000 km di utilizzo reale e la sottopone in 22 giorni, a temperature tra -40 e +50 gradi e tassi di umidità da 10 a 95%, riproducendo un invecchiamento accelerato pari a 3 anni di vita reale.

ENTER-ESCHER L’altro atelier si occupa dei sedili, con robot che simulano il movimento di entrata e uscita grazie a una sagoma rivestita di un tessuto chiaro (per verificare che il tessuto dei sedili non lasci colore) e un poco abrasivo (da vero bastardo) che simula l’entrata e l’uscita dall’auto, per 20.000 cicli sulla seduta e 30.000 sullo schienale. Il movimento e la pressione del robot sono programmati in base a movimenti reali registrati grazie a un sedile che rileva la pressione sui differenti punti regolato in altezza per simulare l’impatto sui sedili di modelli differenti, SUV o coupé che siano. Nulla di fantascientifico o futuribile ma qualcosa dovevano farci vedere e, se qui a Belchamp hanno trovato la formula magica, se la tengono giustamente ben nascosta.

TRATTAMENTO ANTI AGE È l’ora della prova delle 308 a tre stadi di invecchiamento. Se hanno trovato la formula magica anti age fanno bene a tenerla nascosta. Dopo aver provato una 308 con poco meno di 10.000 chilometri provo una 308 in dotazione al parco auto del reparto qualità di Belchamp con circa 46.000 km sulle spalle. A parte la pelle che riveste la corona del volante appena più lucida, è ancora come nuova e in un blind test faticherei a distinguerla dalla sorella quasi nuova. Sembra un poco più rumorosa e lo sterzo mi sembra meno diretto e preciso ma quando scendo trovo conferma dei miei sospetti: monta pneumatici invernali.

DAL PARCO HERTZ Tra le 308 di mezza età appartenute a privati trovo un esemplare interessante, una 1.6 e-HDi 92cv con gli interni un poco macchiati che sembra abbia avuto una vita più intensa delle sue sorelle, forse spiegata dal portachiavi della Hertz. Sembra più vissuta delle altre negli interni ma i segni di usura su volante e plastiche interne non cambiano mentre nella prova in pista mi sembra un poco meno preciso lo sterzo rispetto alle altre 308, mi pare che abbia più gioco.

CAMBIA POCO Il pezzo forte della prova è la 308 che un giornale spagnolo ha messo alla prova dal dicembre 2014, percorrendo a oggi più di 120.000 chilometri con l’obiettivo di traguardare i 200.000. All’esterno, la vernice ha retto bene anche sui paraurti, con l’anteriore che non sembra sabbiato o butterato dallo sporco stradale. Soltanto nel faro destro si forma un poco di condensa dopo uno scroscio di pioggia. All’interno sembra uguale alle 308 con metà chilometri, il volante appena lucidato, i pedali come nuovi e anche il sedile, malgrado i colleghi spagnoli siano un po’ in carne, che accenna appena a qualche piega sul bordo sinistro.

DOPO 120MILA Alla prova dei fatti poco cambia rispetto alle sue sorelle, forse la frizione è un poco più dura ma anche lo sterzo non ha perso precisione. L’unica componente che sembra accusare il colpo sono gli ammortizzatori, l’auto è un po’ seduta sulle ruote e solo con questa 308 mi accorgo di un avvallamento sulla pista di prova che si traduce, con questa 308, in un colpo secco oltre a essere meno stabile e precisa in curva. Ma dopo 121.000 chilometri ci può stare


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