Autore:
Marco Congiu

LA MASERATI DEI SUV Chiariamo il concetto: io sono un ragazzo da auto piccole, leggere, maneggevoli, con un motore aspirato, trazione posteriore e che non necessariamente devono essere dotate di un propulsore da 16.000 di cilindrata. Poi vedi Lei che scende dalla bisarca, bianca come la neve, con due occhi che ti fissano, ti sfidano, ed un sound che ti sussurra “scommettiamo che cambi idea?”. Dimenticatevi quanto ho detto qui sopra: il tempo di recuperare le chiavi e mi fiondo immediatamente al volante della Maserati Levante.

“SO’ IO LO RE” La Maserati Levante non è certamente un’auto che passa inosservata. Supera i 5 metri di lunghezza, anche se di poco, per quasi due metri di larghezza. Non proprio una city-car adatta al traffico congestionato di Milano, ma l’effetto “scansatevi, passa il Re” è assicurato. La Levante è quel genere di SUV che fa girare la testa a chi lo vede, sia che si trovi sul marciapiede, sia che stia guidando davanti o dietro di voi. Presenza scenica da 10 e lode! L’impressione che si ha guardandola, è di vedere un’auto molto ben definita all’anteriore, con fari a LED derivati direttamente dalla concept Maserati Alfieri, una presa d’aria anteriore gigantesca per raffreddare il mostruoso V6 Diesel da 3.0 litri di cilindrata e un Tridente così grande, ma così grande da sembrare in scala 1:1 con quello di Poseidone. I cerchi da 20” sembrano addirittura piccoli, mentre il posteriore è la parte più “ingombrante” dell’intera Levante: espanso, tondeggiante, patisce molto la concorrenza dell’avantreno, che lo fa sembrare quasi goffo. Ma, diciamoci la verità, non è per nulla facile realizzare un SUV di oltre 5 metri che sembri snello e agile come una Catheram.

POLTRONA IN PELLE UMANA Gli interni della Maserati Levante si fanno apprezzare eccome. Sarà il fatto che la “mia” Levante vanta sellerie firmate Ermenegildo Zegna, o gli inserti in vera fibra di carbonio che ricorrono lungo la plancia ed il tunnel centrale, ma l’effetto “wow” la prima volta che si apre la portiera è assicurato. Mi siedo molto comodamente, trovando facilmente la posizione corretta grazie alle infinite regolazioni elettriche del volante e del sedile, con la zona lombare che – davvero – è contenuta come in pochi altri casi. Accarezzo il volante e scorgo due splendidi paddle solidali col piantone dello sterzo, mentre al centro della plancia si staglia il display da 7” che - confrontato con la concorrenza, va detto – patisce un po’ il peso degli anni. Manca un head-up display, caratteristiche oramai imprescindibile su vetture di questo segmento, mentre per chi sta dietro lo spazio non manca, oltre alla possibilità di regolarsi autonomamente il climatizzatore.

SOUND COINVOLGENTE Non resisto. Me l’ero promesso. “Aspetta almeno di uscire da Milano, fai il bravo”, ripete la mia coscienza, ma niente. Zittisco il mio grillo parlante, schiaccio il tasto start e inserisco la modalità sport. Inizia la libidine. Il suono prodotto dalla Maserati Levante è una pura e semplice sinfonia. Anche quando non inserisci la marcia, solo rimanendo in folle dando qualche piccolo colpo di gas. Ti fa sapere che la Levante è lì, pronta ad ogni tuo desiderio o comando. E allora via! Il traffico di Milano non è il suo habitat naturale, ve l’ho già detto, ma gli ingombri si capiscono bene e, a meno che non si debba lasciare la Maserati in triplice fila, un parcheggio bene o male lo si trova sempre. Anche perché, detto tra noi, chi può comprare una Levante, un box a Milano ce l’ha sicuro…

QUALCHE VIBRAZIONE Il viaggio in autostrada è comodo. Fruscii quasi impercettibili, isolamento acustico quasi perfetto, ma ogni tanto si avvertono delle fastidiose vibrazioni provenire dal volante superati i 105 km/h. Sarà forse una “caratteristica” del modello che sto provando, ma più verosimilmente potrebbe trattarsi di una risonanza degli ammortizzatori ad aria che, una volta raggiunte determinate velocità, livellano l’assetto. Comunque sia, basta non prestarci troppa attenzione e, una volta abituatisi a queste sottigliezze, non si pone davvero nessun problema. O forse sì: i consumi. Vero, sto guidando un SUV che pesa più di 22 quintali, e sotto il cofano ho un V6 3.0 Diesel da 250 CV, ma fare a velocità da codice autostradale gli 11 km con un litro di gasolio non mi sembra un consumo decisamente parco. Sapete una cosa? Ne vale la pena. La Levante scatta da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi, con una velocità massima di 225 km/h. Mica male, considerando tutto ciò che si porta dietro.

TI PUOI ANCHE DIVERTIRE Quando la strada si arrampica, quando si inizia a percorrere qualche curva, quando terra e cielo si toccano, la Levante cambia pelle. I paddle diventano inseparabili e fidati compagni di viaggio. Non sono in plastica come su alcuni modelli della concorrenza, sono in alluminio pieno, e senza accorgermene mi trovo a tamburellarli che è un piacere, anche da fermo. Qualche rollio c’è, inutile negarlo, ma sarebbe ingiusto chiedere diversamente. Lo sterzo è ben comunicativo, mentre l’auto non è per nulla rigida: le buche si assorbono bene, così come i dossi, ed il sedile è davvero qualcosa di spettacolare per la sua comodità. Poi, cosa ve lo dico a fare? Il motore Diesel suona che è un piacere e spinge subito appena avvicino il piede destro al gas. Più di così, come emozioni di guida, non potrei chiedere alla Levante.

TRAZIONE: VANTO DI CASA Il sistema di trazione Q4 della Maserati Levante è una delle specialità della casa. Si tratta, senza scendere troppo nello specifico, di una frizione multidisco a controllo elettronico. Quando lavora in condizioni normali, la Maserati Levante ha il 100% della coppia alle ruote posteriori, ma quando queste perdono aderenza, allora la coppia viene parzialmente inviata all’anteriore in mano di 100 millisecondi. Traduco: se vi state lanciando in qualche tornante e trovate un po’ di sporco mentre siete di traverso, la trazione Q4 vi porta fuori dalla curva senza rischi, con le ruote anteriori che artigliano l’asfalto.

SI MA, QUANTO? La Maserati Levante è un SUV premium di oltre 5 metri di lunghezza. Già il solo nome “Maserati” vi fa capire come non si tratti di un’auto alla potata di tutti. La mia Levante con il Diesel da 3.0 litri e 250 cv – soluzione specifica per il mercato italiano – costa di base 73.417 euro ma, se vi fate prendere la mano in fase di configurazione – e ve lo assicuro: sarà così – arriverete a sfondare facilmente il muro dei 100.000 euro. Vuoi il colore Bianco Alpi? Paghi 2.225 euro. Vuoi i cerchi da 20”? Paghi quasi 2.500 euro. Bello il carbonio, ma costa più di 3.000 euro. Bella la Levante.  


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