Autore:
Massimo Grassi

STORIA NEL FANGO Il me lo ricordo la vecchia Land Rover Discovery, tutta ricoperta di fango e intenta a esibirsi in passaggi pazzeschi durante quella gran figata che era il Camel Trophy. Non era bella, ma ragazzi: andava ovunque. Col passare degli anni il fuoristrada inglese si è ingentilito nel disegno, con forme però sempre squadrate, utili per intuirne gli ingombri nella guida in e off road. Ve lo confesso: non mi piaceva. Placate i fischi, sospendete il lancio di pomodori, son gusti.

DAMMI IL CINQUE Poi a fine 2016 la Discovery ha ceduto alle mode e da fuoristrada duro e puro si è trasformato in un suv. Questo significa che si è addomesticata nelle forme, con linee più dolci e sinuose e il posteriore imponente e con una personalità tutta sua. Lo stesso non si può dire del muso, dove si ritrovano elementi stilistici già visti sulle altre sorelle. Ed è cresciuta: quasi 5 metri di lunghezza (4,97) per 1,88 di altezza e 2,2 metri di larghezza (specchietti inclusi). Praticamente un monolocale su ruote con 1.231 litri di capacità di carico quando si viaggia in 5 e (udite udite) 2.500 quando si abbatte anche il divanetto in mezzo. Un'operazione che si esegue semplicemente premendo dei pulsanti.

GIOCARE A NASCONDINO E poi c’è l’abitacolo: qui il termine “viaggiare in salotto” non significa solo che si è circondati da un comfort di altissimo livello. No, vuol dire che c’è spazio. Tanto spazio. Tantissimo spazio. Tipo che viaggiate in 7 disposti su 3 file, con i passeggeri posteriori che non soffrono della sindrome da cantina. Significa che, anche allungandovi, difficilmente raggiungerete la portiera dall’altra parte. Praticamente se viaggiate da soli quasi potete sentire l’eco e se soffrite di agorafobia potreste avere qualche problema.

IL MASSIMO E poi si, c’è il comfort. Se ancora con la quarta generazione la Land Rover Discovery non reggeva il confronto con la sorellona Range Rover, ora il gap è praticamente ridotto a zero. I sedili sono comodi come la vostra poltrona preferita, vi massaggiano e possono o raffreddarsi o scaldarsi, a seconda della stagione. Ci sono ingressi usb in ogni dove, prese HDMI, un monitor touch per gestire un sistema di infotainment particolarmente ricco, i monitor affogati nei poggiatesta dei sedili anteriori, seconda e terza fila di sedili che si alzano e si abbassano mossi da motorini elettrici, una lista lunga un chilometro di sistemi di assistenza alla guida tra i quali è presente anche quello che aiuta chi, come me, non è proprio un asso nel manovrare auto con rimorchio.

TUTTA MIA LA CITTÀ Vi ricordate le misure che vi elencato qui sopra? Ecco, capirete allora come la nuova Land Rover Discovery non sia esattamente un’auto da città. Mi va di lusso che sia luglio e Milano si sia mezza svuotata, senza più caterve di auto in doppia fila per scaricare torme di bimbi davanti a scuola. Eppure muoversi con il suv inglese non è mai agilissimo. Perché se è vero che la 5a generazione ha perso più di 400 kg rispetto al Discovery 4, è anche vero la percezione degli ingombri non è immediata. Che poi non è tanto la paura di toccar dentro e rovinare la carrozzeria, è che c’è l’ansia che a prendere un muro venga giù tutta una casa. Sembra di trovarsi a bordo di un cacciatorpediniere stellare, un blocco di acciaio e alluminio devastante.

CHE SORPRESA Così per godermi al meglio il nuovo Land Rover Discovery esco dalla città, spinto dal 2.0 diesel da 240 cv e 500 Nm di coppia, accompagnato dal cambio automatico 8 rapporti. Dite che son tanti? Si, ma ricordatevi che deve muovere un suv bello grosso. Lo spunto in accelerazione è interessante (i dati dicono che da 0 a 100 km/h ci vogliono 8,3”) ma non sconquassa né le ossa né tantomeno le orecchie: l’insonorizzazione è a livelli top. Si viaggia veloci e senza impacci, con giusto un po’ di rollio dovuto alle sospensioni votate al comfort e alla massa che ci si porta appresso.

OVUNQUE (BASTA CHE SIA LARGO) Accenno qualche passaggio in fuoristrada e la Land Rover Discovery non fa un plissé, grazie anche all’All Terrain Progress Control e Terrain Response 2: posso scegliere la modalità di marcia o lasciare che sia l’auto a capire la tipologia di terreno e adattarsi ad esso. Che sia fango, sabbia, neve o chissà che cosa la Discovery non si scompone. Basta solo non infilarsi in sentieri particolarmente stretti: la carrozzeria vi ringrazierà.

TIRARE LE SOMME Quindi com'è la nuova Land Rover Discovery? È tanta, tanta roba. Tanta nelle misure, tanta nel comfort, tanta nella tecnologia, tanta nel comportamento offroad. Se volete un'auto con un comportamento più sincero magari potete salire su una Range Rover, ma se volete viaggiare anche in 7 o con una quantità smodata di bagagli al seguito, senza paura di terreni dissestati, la nuova Discovery è la risposta. A partire da 52.700 euro, pronti a diventare molti di più se volete i cavalli giusti e optional a non finire. 


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