Autore:
M.A. Corniche

CHE STILE! La nuova Kia Sportage devo dire che mi convince. Mi piace lo stile, è una delle poche auto che, anche nella sua seconda generazione, ha una identità forte e precisa, chiaramente riconoscibile nella pletora di SUV che si copiano a vicenda. La nuova generazione, disegnando in grassetto le linee della prima generazione soprattutto nel frontale, non fa altro che sottolineare lo stile personale che Kia Sportage ha sempre avuto nella sua seconda vita più recente.

VERSO IL PILOTA Mi piace l’interno. È moderno, la plancia è quasi da sportiva con la impuntura che corre sulla parte alta e un bel pannello color alluminio al centro che racchiude bocchette e schermo infotainment da 8 pollici. La consolle centrale con i due pilastri differenti, il destro più prominente e il sinistro appena accennato è un bel dettaglio che fa sembrare il pannello di comando rivolto verso il pilota.

SAI DOVE METTERE LE COSE Oltre che per lo stile, l’interno mi piace perché è pratico. So sempre dove mettere tutto, dal cellulare, alle chiavi, al Telepass alla bottiglietta. Sul tunnel centrale, in uno dei vani e vanetti dal fondo gommato (ed estraibile per la pulizia) o nelle tasche delle portiere, o nel vano sotto al bracciolo centrale. So anche dove mettere i bambini sui sedilini con tutto lo spazio che serve alle loro gambe e tanto spazio per qualche borsa che non trova posto nel bagagliaio nelle trasferte estive. E non perché il bagagliaio sia piccolo, di spazio ce n’è per tutta la famiglia e la possibilità di aggiustare l’inclinazione degli schienali posteriori consente di regolare la capacità al tocco di una leva. La tendina copribagagli si adatta alla posizione degli schienali, con due posizioni su cui fissarla, e con una terza posizione vicino alla soglia per trovarle un posto quando si carica fino al tetto (e su altre auto non si sa mai dove metterla, questa tendina).

LO DICE J.D. POWER Avevo già provato la Kia Sportage entry level, con il cambio manuale, la trazione anteriore e il motore a gasolio 1.6 CRDI da 115 cavalli. L’avevo trovata una ottima opzione di acquisto tra le SUV medie, ben fatta, con un motore da frustare un po’ se si ama la guida brillante ma adatto anche a viaggiare a pieno carico senza complessi. Circa 25.000 euro ben spesi considerando anche i 7 anni di garanzia e i riconoscimenti sulla qualità J.D. Power. Ora ho viaggiato su e giù per l’Italia per parecchi chilometri con la versione più costosa della Kia Sportage, con il cambio automatico a sei marce abbinato al motore CRDI 2.0 da 185 cv, la trazione AWD e l’allestimento GT Line. Il prezzo sale di circa diecimila euro in favore delle prestazioni, dei sedili in pelle, del tetto apribile panoramico (panoramico anche nell’apertura), dell’impianto audio JBL, dei fendinebbia LED dal disegno Ice-Cube e altro. Il cambio automatico a sei marce con palette al volante costa ulteriori 2.000 euro.

DIESEL CHE PASSIONE Con il ricordo dell’esperienza con il 1.6 CRDI da 115 cavalli salgo con grandi aspettative dal 2.0 CRDI da 185 cv e 400 Nm. Rimango un poco deluso: sì, la Sportage si muove bene, è agile, ma se premo sull’acceleratore non scatta come mi aspettavo e per scalare marcia e cambiare musica o lavoro di palette o premo a fondo. Dietro alla leva del cambio, sul tunnel centrale, c’è però il pulsante del Drive Select Mode. Lo premo e si accende la spia arancione SPORT sul cruscotto. E la Kia Sportage GT Line cambia parecchio: diventa molto più reattiva al piede destro come diventa più reattivo anche il cambio, così i 185 cavalli si fanno sentire di più anche se la Kia Sportage non è una magrolina, con i suoi 448 centimetri di lunghezza massima e i suoi quasi 17 quintali di peso. Dopo qualche migliaio di chilometri percorsi tra autostrada, città, collina e montagna il computer di bordo dichiara consumi intorno agli 11 km/litro, non poco in assoluto ma non male considerando che la mia guida è stata sempre piuttosto Sportage.

TUTTI IN MONTAGNA Anche se non amo i cerchi troppo grandi e troppo ribassati, i cerchi da 19” della Sportage GT Line stanno un gran bene e, al volante, non rendono il comfort troppo secco né la guida meno sincera anzi, gli pneumatici taglia 245/45 si aggrappano maledettamente bene quando voglio tenere fede al nome di questa Kia e la impegno sulle curve di collina e di montagna. Su questo terreno la Sportage GT Line si fa guidare bene, soprattutto pensando al suo peso e alle sue proporzioni da SUV con lo sterzo sufficientemente preciso e una tendenza a raddrizzare le curve appena percettibile. E una tendenza a piegarsi verso l’esterno praticamente nulla.


TAGS: kia sportage kia test drive