Autore:
Paolo Sardi

TRE INDIZI Come dovrebbe essere l’auto ideale per la famiglia? Davanti a una domanda del genere, il primo aggettivo che mi viene in mente è sicuramente spaziosa, il secondo è comoda e come terza cosa aggiungerei anche il fatto che abbia un prezzo adeguato ai suoi contenuti. Tre indizi non fanno necessariamente una prova ma qui non siamo in un poliziesco e con simili presupposti capirete bene perché, dopo aver trascorso qualche giorno alla guida della Kia Sorento 2.2 CRDi Feel Rebel, credo che la vedrei bene nella shopping list di chiunque fosse alla ricerca di una grande Suv  da 40-45.000 euro, con il suo listino base di 41.500 euro..

SENZA ECCESSI Prima di mettere piede nell’abitacolo e di parlare di spazio, due paroline sulla carrozzeria sono però doverose. I designer coreani hanno fatto davvero le cose per benino, con uno stile non banale ma senza quegli eccessi che, alla lunga, finirebbero con lo stufare. La Sorento ha infatti una linea elegante e filante al tempo stesso, che maschera bene gli ingombri (lunghezza e larghezza sono rispettivamente di 478 e 189 cm), anche quando magari ci si è lasciati tentare dal bianco, che – si sa – non è in teoria un colore che slancia. Gli elementi migliori da un punto di vista dello stile? Secondo me sono il taglio dei finestrini, che dà slancio all’insieme, specie nella zona del montante posteriore, e la mascherina, con un bell’effetto 3D.  Una menzione va però fatta anche ai sottoporta, che tengono la pancia in dentro per rendere atletica la fiancata, e ai fari allo xeno con luci diurne a led.

VIAGGIO NELLO SPAZIO Anche l’interno è sulla stessa lunghezza d’onda, con una plancia dall’aria importante, che si sviluppa soprattutto per linee orizzontali. un tocco speciale lo dà la finitura metallica della cornice delle bocchette e del sistema d’infotainment, che spicca in un pannello morbido, che appaga la vista così come il tatto. I comandi sono disposti con ordine e molte funzioni possono essere controllate direttamente con i tasti sul volante. Un’ulteriore nota positiva viene dagli assemblaggi curati: anche quei rari dettagli fatti in plastica economica sembrano comunque solidissimi e destinati a funzionare bene a lungo. Un vero cavallo di battaglia della Kia Sorento è però l’abitabilità, come dicevo all’inizio. Il pilota e il suo secondo siedono su sedili ampi, regolabili elettricamente e riscaldabili (così come la corona del volante) e hanno a disposizione centimetri in abbondanza in tutte le direzioni. Lo stesso vale per chi si accomoda in seconda fila: tra le ginocchia e gli schienali anteriori c’è un sacco d’aria e chi siede nei posti esterni può schiacciare un pulsante per sentire un bel tepore venire dal divano, che ha inoltre lo schienale regolabile e frazionabile in tre parti 40-20-40.

CI STA TUTTO Tra l’altro, la Kia Sorento è predisposta per avere una terza fila di sedili a scomparasa, che porta i posti a sette. Neppure chi dovesse essere sistemato qui potrebbe lamentarsi: a parte il fatto che le ginocchia restano un po’ in alto rispetto alla seduta, la posizione è accettabile anche per spostamenti a medio raggio. Viaggiando normalmente in cinque, si ha a disposizione un signor bagagliaio: la sua capacità è infatti di 660 litri, che possono diventare oltre 1.700 viaggiando in due. In altre parole, con un simile vano, più che farci stare il carico, il problema potrebbe essere tenerlo fermo.

SILENZIO, SI VIAGGIA  L’altra voce che vede la Sorento eccellere è il comfort. L’assetto è infatti in grado di filtrare alla grande buche e avvallamenti, risparmiando alle terga dei passeggeri molti colpi. L’abitacolo è però ben isolato pure dalle vibrazioni e dai rumori. Anche tenendo andature legali solo sulle autobahn tedesche, a bordo si può chiacchierare senza dover mai alzare la voce per farsi capire dai passeggeri dell’altra fila, segno che la macchina è ben studiata anche dal punto di vista aerodinamico. Con un quadro così, questa Kia si guadagna sul campo i gradi della grande passista, capace di fare arrivare gli occupanti a destinazione freschi come delle rose, al termine di lunghe sparate autostradali. Ed è proprio per affrontare sereni i tratti da-casello-a-casello che ci si può avvalere anche del cruise control adattivo, del sistema che controlla gli angoli ciechi e di quello che segnala eventuali cambi involontari di corsia.

UN CUORE GENEROSO Il motore 2.200 ci mette del suo per non disturbare i timpani, dimostrandosi silenzioso sin dall’avviamento a freddo. Il fatto che abbia un tono di voce urbano non è però certo il suo unico pregio. Nonostante sia chiamato a spostare una massa rilevante (la Sorento fa fermare l’ago della bilancia attorno ai 1.850 kg), il turbodiesel 2.200 non fa una piega e mette in campo un gran tiro sin dai regimi più bassi. La scheda tecnica parla di ben 200 cv e 441 Nm a 1.750 giri ma, al di là dei numeri, piace come le riprese siano fluide, anche quando si viaggia a pieno carico. Il 2.2 CRDi mostra di avere una grande affinità di coppia con il cambio automatico a sei marce optional, che io mi sento di consigliare vivamente, specie a chi pensa di guidare la Sorento con piede felpato e senza tanti grilli per la testa. Ok, forse con il selettore manuale si può consumare un po’ meno ma vuoi mettere la comodità di guidare con un minor impegno fisico e mentale? Le cambiate sono dolci e la generosità del motore non fa rimpiangere il fatto che le reazioni siano meno pronte di quelle di un doppia frizione. Volendo, si possono anche selezionare i rapporti manualmente ma darsi al fai-da-te paga solo fino a un certo punto, giusto se ci si vuole togliere qualche prurito al piede destro nel misto.

VERSATILITA' TOTALE Chiaramente i percorsi tutti curve non sono l’habitat naturale della Sorento ma ciò non vuol dire che la tuttofare coreana non sappia far bene anche qui. Le sospensioni tengono infatti a bada il rollio e permettono di entrare in curva in modo allegro garantendo sempre una buona scorrevolezza. La trazione integrale AWD Dynamax (che permette di bloccare nel caso il differenziale centrale) è una presenza molto discreta e gestisce la coppia in base all’aderenza delle gomme, facendo un lavoro oscuro ed efficace. Per vedere il muso allargare sensibilmente la linea impostata o per chiamare in causa i controlli elettronici bisogna combinarla davvero grossa ma anche in questo caso le centraline dimostrano di sapere il fatto loro. Tra l’altro la Sorento non si sente un pesce fuor d’acqua neppure in città. Sensori e telecamere danno una mano a destreggiarsi in manovra, mentre selezionando le diverse modalità di guida si può rendere lo sterzo più leggero o consistente tra le mani.

L'ALTERNATIVA A conti fatti, pensando anche ai sette anni (o 150.000 km) di garanzia e a una dotazione completa, di cui fanno parte anche cerchi in lega da 19 pollici, climatizzatore automatico bizona, interno in pelle, tetto apribile panoramico e un sistema d’infotaiment al passo con i tempi, non si può davvero dire che alla Sorento 2.2 CRDi Feel Rebel manchino gli argomenti per rappresentare un’alternativa credibile alle solite note con passaporto tedesco.


TAGS: auto turbodiesel suv crossover test drive prova su strada review opinions impressioni di guida prove auto Kia Sorento 2.2 CRDi