Autore:
Luca Cereda

IN MEDIO STAT VIRTUS Parola d'ordine, equilibrio. E' il mio pensiero fisso mentre, dopo una settimana abbondante di prova riporto a casa (sua) la Hyundai Tucson. Una delle – tante, ormai – proposte di suv e crossover compatte del mercato, ma a mio avviso anche una delle più riuscite nel mix di dotazioni, confort e prezzo che offre. In particolare in questa versione a trazione anteriore con cambio automatico doppia frizione e motore turbodiesel d'ingresso pompato, quasi allineato alle potenze dei duemila che vanno per la maggiore nella categoria.

ATLETICA L'ultima Hyundai Tucson sfoggia un design più europeo – d'altronde è disegnata, ingegnerizzata e prodotta nel Vecchio Continente - ed equilibrato rispetto a come ci aveva abituato Hyundai con le sue suv e crossover. Nonostante ciò, su strada la riconosci subito. Con quella calandra esagonale massiccia, e nemmeno un certo dinamismo, dettato dalle nervature sui fianchi.

CLASSICO COMPLETO Entrando nella Tucson non c'è nulla che desti particolare l'attenzione. L'ambiente è sobrio, il design lineare, la strumentazione ancora di stampo classico. Tutto quello che serve però c'è, compreso un infotainment con schermo da 8 pollici e navigatore di serie, con mappe aggiornate gratuitamente a vita e servizi TomTom per 7 anni.

TRATTATEVI BENE Nel complesso più che discreta la qualità dei rivestimenti dei sedili e dei montaggi, anche se qualche plastica dura non manca. Mi riferisco a quelle dei pannelli porta, che sono dure ma anche resistenti ai graffi. E i comfort non mancano, su questa versione Xpossible. Clima bizona, sedili riscaldati sia davanti sia dietro, regolazioni automatiche de sedile – anche lombari – sono tutti di serie.

ABITABILITA' E CARICO Anche sulla Tucson di spazio per accomodarsi sul divanetto ce n'è e il pavimento è abbastanza piatto. I centimetri non mancano in ogni direzione e nemmeno un pizzico di versatilità, con lo schienale regolabile. Una volta aperto il portellone, invece, la crossover coreana perde qualche litro sulla migliore concorrenza. Le rientranze dei passaruota limitano un po' la capacità di carico ma i valori minimi dichiarati sono vicini alle rivali: 513 litri. Quello della Tucson è comunque un bagagliaio capiente, con il vantaggio di un piano di carico completamente piatto. A sedili ripiegati si arriva a 1503 litri.

COPPIA FISSA Sotto il cofano non c'è un duemila ma nelle prestazioni non si sente tutta questa differenza. Con 141 cavalli, il 1.7 turbodiesel diventa bello cremoso, e l'abbinamento (obbligato) con il doppia frizione garantisce una certa fluidità. Nel ritmo cittadino, il 7DCT asseconda bene il piede: cambia rapporto in modo molto dolce e senza incertezze. Forzando il passo, invece, le risposte non sono così pronte, ma il binomio motore e cambio per lo più funziona. Anche se i consumi – circa 15 km con un litro di media- non sono tra i più bassi della categoria.

FRENI PRONTI La Tucson è una suv facile da guidare. In manovra visibilità posteriore non eccelle ma rimediano i sensori di parcheggio di serie su questa versione. In curva rolla un po', come quasi tutti questo tipo di auto, ma senza esagerare. Le sensazioni sono rassicuranti anche grazie a sospensioni posteriori multilink e freni pronti e potenti. Lo sterzo è tendenzialmente leggero, ma preciso. Settandolo in Sport diventa più progressivo e pronto.

TUTTO AL GIUSTO Questa Tucson è poi molto confortevole, non soltanto perché lascia a riposo il piede sinistro. E' anche un'auto ben insonorizzata ed efficace nello smorzamento sulle strade gibbose. Okay, forse rispetto migliore concorrenza ha ancora qualche margine di miglioramento. Però il pacchetto è molto equilibrato e piacevole. Con tutti i gadget da globetrotter (cruise, sedili riscaldati, infotainment touchscreen, navigatore) il doppia frizione, alcuni angeli custodi come il dispositivo di mantenimento di corsia e il riconoscimento dei limiti di velocità, questa Hyundai Tucson 1.7 CRDi 7DCT Xpossible ha un prezzo di poco superiore 31.000 euro. Con i soliti 5 anni di garanzia inclusi.


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