Autore:
Marco Rocca

E FATTI LA COUPE’! Bisogna prenderne atto: oggi le versioni a tre porte delle compatte sono un po' snobbate e la stragrande maggioranza punta alla praticità delle 5 porte. Nonostante la tendenza del mercato sia inequivocabile, Hyundai ha deciso comunque di allestire una variante 3 porte dalla i20, dedicata ai giovani, diversa dalla berlina, non solo nella linea ma anche nel nome. In questo modo la Hyundai i20 Coupé guadagna in sportività e appeal: vuoi mettere andare a prendere la tipa con una coupé? Fa fico.

PIACE AI CIOVANI Al di là di slang e questioni giovanili, la Hyundai i20 Coupé è una piccola sportivetta (almeno esteticamente), frutto del lavoro tutto europeo di quel centro di ricerca e sviluppo che è stato aperto dalla Casa coreana a Russelsheim, nel cuore della Germania. I risultati sono sotto gli occhi. Appena più lunga e più bassa (-25 mm) della sorella berlina, la tre porte aggiunge praticità, a dispetto di due accessi in meno, con 10 litri di capienza in più nel bagagliaio. Il totale fa 336 litri con tutti i passeggeri a bordo, valore che arriva a 1.011 litri reclinando il divano posteriore. Per essere una coupé di segmento B, di roba ce ne sta, superando a pieni voti anche la prova Ikea.

SEDUTA SPORTIVA Al posto di guida trovo una seduta dal gusto vagamente sportiveggiante che farà la felicità dei più giovani. Le gambe sono distese e ben sostenute, il volante è verticale quanto basta e il cambio rimane a portata di falange. E poi, scusate, ma vogliamo parlare del porgi cintura? Un dettaglio dal sapore quasi vintage e che mi riporta alla mente le grosse coupé anni Novanta.

MANI A POSTO Toccando qua e là su plancia e sedili, si scoprono finiture curate e, soprattutto, materiali di qualità oltre che soluzioni pratiche. Una su tutte, il supporto per attaccare lo smartphone e usarlo, per esempio, come navigatore. Soluzione furba che, nel frattempo, ricarica l’apparecchio telefonico.

QUI SICUREZZA Nulla da eccepire anche sul capitolo sicurezza. Di serie su questa versione Sport tanti gingilli tecnologici, a cominciare dall'avviso per il cambio involontario di corsia (LDWS), passando per il sistema di monitoraggio della pressione delle gomme (TPMS), sino all’aiuto per le partenze in salita (HAC). Senza contare il sistema automatico di accensione fari e tergicristalli e i fendinebbia con funzioni cornering. 

SERVE PIU' CARATTERE Passando alle impressioni di guida, riflettori puntati sul piccolo 1.2 aspirato. 84 cavalli fanno quel che possono per assecondare il taglio sportivo della carrozzeria. Il quattro cilindri, tra l’altro è regolare e silenzioso, tuttavia i 121 Nm non sono sufficienti a rendere davvero briosi gli spunti. Meglio non scegliere avversari troppo prestanti in uno scatto semaforo-semaforo. 12,8 secondi nello 0-100 sono un filo tanti.

SI POSSONO AVERE PIU' CORTE?  Anche perché se le prime tre marce sono ragionevolmente spaziate, altrettanto non si può dire per la quarta e la quinta, pensate più per viaggiare in tutto relax. Va bene tenere rumore e consumi sotto controllo, ma prima di sorpassare bisogna far bene i propri conti e - nel caso - scalare un rapporto o due. Dal canto suo, il nuovo pianale fa sentire i suoi effetti positivi a livello di piacere di guida oltre che di silenziosità e assorbimento delle asperità. Buona la sensibilità dello sterzo, sicuro l'ingresso in curva, limitato il rollio.

BEVE POCO Il 1.2 aspirato Euro 6 consuma poco e senza troppe accortezze alla guida si riesce a tenere una media appena sotto i 18 km/litro su percorso misto. Segnalo giusto un piccolo appunto al pedale della frizione, che non mi è parso così sensibile e preciso al tocco. Per partire, soprattutto qualora abbiate parcheggiato in pendenza, occorre sincronizzare bene il lavoro dei due piedi, modulando il gas. Il rischio altrimenti è quello di sembrare un po’ impacciati: vallo poi a spiegare alla ragazza...

CI PIACE Insomma la i20 Coupé è un’auto piacevole da vedere e da guidare e ha tutte le carte in regola per fare breccia nei desideri dei giovani automobilisti. La versione Sport, quella della nostra prova, costa 16.800 Euro e ha di serie davvero tutto. Sulla sicurezza... si può stare sicuri! Pochi gli optional: vernice metallizzata, tetto apribile (1.000 Euro) e un pacchetto (il Techno Pack 1.750 Euro) per personalizzare la vettura in modo ancora più sportivo e confrotevole. Quanto al motore, però, forse meglio pazientare un po’ e aspettare il nuovo 3 cilindri turbo che promette ben altre prestazioni. A meno che non vogliate il diesel...


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