Autore:
Massimo Grassi

TU VUO FA L’AMERICANA L’attacco di FCA al mercato statunitense non passa unicamente attraverso il marchio Alfa Romeo. No. Sergio Marchionne vuole affascinare gli automobilisti a Stelle e Strisce con un revival che di nome fa Fiat 124 Spider e ha le forme, classiche, di una spider 2 posti con tetto in tela. Un ritorno al passato con un DNA di tutto rispetto. Sotto, ma forse è inutile dirlo, c’è la nuova Mazda MX-5.

CONVERGENZE PARALLELE L’avere tanto in comune con la giapponese suscita una domanda scomoda ma fondamentale: meglio la Fiat 124 Spider o la Mazda MX-5? In Italia siamo maestri dei dualismi: Coppi-Bartali, Rivera-Mazzola, Baggio-Del Piero, Alfa Romeo-Lancia… chi è meglio? Io vi rispondo che non me ne frega nulla. Le direzioni prese dall’italiana e dalla giapponese sono uguali ma diverse e oggi io mi voglio godere la 124 Spider senza pensare a “eh ma la MX-5”. Ma se proprio vi devo dire la mia, ecco: l’italiana ha forme più classiche ed eleganti.

L’ACQUOLINA IN BOCCA Bassa è bassa la Fiat 124 Spider e per lei non si può dire “salire” in auto. Mi calo in abitacolo e sorrido. La testa è ad altezza sella di bicicletta. Basso è bello, come direbbe uno hobbit.

PICCOLA MIA La mano sinistra si abbassa a cercare la regolazione dell’altezza del sedile il mio sorriso si trasforma in una piccola smorfia. Niente. Il sedile è così, prendere o lasciare. Ecco, fosse stato per me allora avrei abbassato ancora un po’ di più la seduta. Peccato. Discorso inverso per lo sterzo: fa su e giù ma non avanti e indietro. Poco male: ho la pancetta ma non così tanta da suonare il clacson con l’ombelico.

CHE TIMBRO Lo ammetto: non sto più sorridendo. Poi però ci pensa il sound del 1.4 turbo da 140 cv a farmi abbozzare nuovamente un sorriso. Bello pieno e baritonale. La Fiat 124 Spider fa “wrooom”. Citando il buon Derek Zoolander “Figoso”.

GIOCO DI MANO Clack, swish, tlong. Onomatopee che chiunque abbia guidato una Mazda MX-5 conosce bene: ho aperto il tetto, rigorosamente a mano. Sulla Fiat 124 Spider non ci sono pulsantini magici da toccare e meccanismi elettrici che fanno scomparire la capote dietro di me. È tutto fatto a mano. Tempo richiesto? Non so se esista un record del mondo ufficiale, ma con un po’ di allenamento si toccano i 2 secondi, 2 secondi e mezzo. E la vita mi sorride. La modernità trova spazio sulla sommità della plancia dove c’è il monitor del sistema di infotainment, gestibile o tramite la rotellina messa sul tunnel centrale o con comandi touch sullo schermo. Esattamente come cugina MX-5. Tra i due schienali c’è poi un pozzetto verticale dove sistemare chiavi, portafogli & co. La qualità complessiva non è male e non ci sono cadute di stile. Ma poi una cabrio leggera e a trazione posteriore la si compra perché diverte, non perché coccola con materiali e finiture di pregio.

GUIDARE COME IL JOKER C’è che una volta aperto il tetto tutto diventa color pastello. Si entra in una dimensione parallela dove i problemi scompaiono, le ansie della vita volano via con la brezza e c’è spazio solo per i sorrisi. Poi si parte.

VIAGGIARE IN LEGGEREZZA I poco più di 1.200 kg della 124 Spider si muovono con leggiadria e il 1.4 MultiAir canticchia come Barry White sotto la doccia. Prima e seconda: mi ricrescono i denti del giudizio così da donarmi un sorriso a 32 denti. La leva del cambio corta a portata di mano, gli innesti sono precisi. È tutto come dovrebbe essere. Avete ancora in mente la Mazda MX-5? Siete noiosi e io vi rispondo che, rispetto alla cugina del Sol Levante, la scoperta italiana è si più pesante e dà l'impressione di essere più "macchina", ma non manca in divertimento. 

VERSO LE CURVE Sulla 124 Spider il tempo sembra fermarsi e non esiste orologio che possa tiranneggiarmi. Si ferma definitivamente e mi guarda sorridere ancora di più quando davanti a me si para una bella strada tutta a tornanti. Ne ho dovuti fare di chilometri dalla piatta Milano, ma ora ci sono. E vado.

LO ZEN E L’ARTE DELLA TRAZIONE POSTERIORE Dice il saggio “Dai un’auto a trazione anteriore a un uomo e gli insegnerai a spostarsi. Dagli un’auto a trazione posteriore e lo condurrai sulla strada della felicità”. Se poi ha una distribuzione dei pesi a 50:50 e lo sterzo preciso della 124 Spider, il Nirvana è lì a un passo. Il 1.4 alza un po’ la tonalità. Non ci faccio però così tanto caso, preso come sono dalla bellezza del comportamento su strada della scoperta di Fiat. Lo sterzo è l’ideale prosecuzione delle mie mani e sembra quasi che io impugni direttamente le ruote. L'assetto è di una giustezza rara. Ora non sorrido più: sto proprio ridendo. Sento il posteriore che si allarga un po'. Ah ma come rido.

STARE IN ALTO A ogni uscita di curva devo stare attento al contagiri: sotto i 2.000 il motore è abbastanza vuoto, cosa strana per un turbo. Poi salgo e tac, dopo poco sento che la coppia mi abbandona nuovamente e devo salire di marcia. Vabbè, guardo il bicchiere mezzo pieno: giocare con la leva del cambio della Fiat 124 Spider è sempre bello.

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA C’è che però con la Fiat 124 Spider non è che si possa andar tanto lontano. Non lo dico perché il bagagliaio offre una capacità di 140 litri (10 più rispetto alla Mazda MX-5) o perché le sospensioni siano particolarmente rigide. No, sulla scoperta italiana si viaggia comodi e anche i terreni più sconnessi non ci fanno sobbalzare troppo. Non si va lontano perché i 45 litri di benzina nel serbatoio finiscono presto. Il computer di bordo infatti mi dice che ogni 100 km se ne vanno più di 10 litri di “verde”. Lui ha sete e anch'io. Sete di guidare e non di spostarmi e basta. Ecco, la Fiat 124 Spider è birra ghiacciata per l'anima. Dite che non è perfetta? Ma poi, a questo mondo, cosa lo è?


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