Autore:
Simone Dellisanti

ELEGANZA E NON SOLO A differenza di Citroen e Peugeot, le altre Case che fanno parte del gruppo PSA, DS cerca di distinguersi sul mercato grazie allo stile ricercato e originale. In questo, la DS 5 Performance Line non fa difetto alla regola.

DOPPIO STILE Dopotutto, sono poche le auto che riescono a mixare bene due stili così diversi. C'è l'eleganza, con le lame cromate che, partendo dai fari, corrono ai lati del cofano fino ai finestrini con una forma che ricorda i bastoni da hockey e altre cromature sparse un po' ovunque su tutta la carrozzeria. C'è anche lo stile aggressivo, sportiveggiante, grazie al pacchetto Performance Line che, alle linee muscolose e una silhouette affusolata, aggiunge il tetto e i gusci degli specchietti di colore nero. Neri sono anche i cerchi da 19" con il logo DS ben in vista su un fondo di color rosso carminio. Un rosso con una tonalità molto scura che, insieme al bianco e all'oro (i colori sociali DS), ritrovo sugli sticker dei gusci degli specchietti e sul badge DS Performance Line sul cofano.

TOP GUN Dietro al volante sembra di essere il pilota di un aereo. Tutto all'interno della DS5 Performance Line mi fa venire in mente il posto dicomando di un Airbus. La plancia è massiccia ma su misura del pilota e il tunnel centrale alto con la consolle centrale vicina mi fanno sentire piacevolmente avvolto. Coreografica e aeronautica le batterie di pulsanti a levetta sul tunnel centrale e sul soffitto, però i pulsanti troppo uguali tra loro mi rendono difficile il compito di ricordare la funzione di ognuno, specie dei meno utilizzati.

DOVE LO METTO? Devo solo ricordarmi di non riempirmi le tasche prima di entrare in macchina poiché sulla DS5 c'è davvero poco spazio dove riporre piccoli oggetti: alla base della consolle centrale, c'è un vano coperto e sul tunnel centrale, tra le due file di pulsanti, trovo un piccolo pozzetto. Sistemo le chiavi di casa ma il cellulare resta in tasca... In compenso sono davvero comodi i sedili, avvolgenti quanto basta, senza limitare troppo i movimenti o stringere come una guepiere. C'è anche l'Head-Up Display che, una volta acceso il motore, si alza come un mirino ma, al posto del target visualizza l'indicazione digitale della velocità.

PRONTO AL DECOLLO Lo stampo aeronautico della DS5 Performance Line ritorna nel tetto, simile a quello di un elicottero, con i due tettucci in cristallo anteriori e il tettuccio posteriore separati dalla pulsantiera, per un totale di tre tettucci panoramici in cristallo non apribili ma oscurabili grazie a tendine a comando elettrico. 

IL MOTORE Sotto al lungo cofano della DS5 Performance Line c'è il 2.0 BlueHDi da 180 cv abbinato al cambio automatico a 6 rapporti, che snocciola via le marce con facilità e senza tentennamenti nelle cambiate in ogni situazione, al passo o al galoppo. Il motore diesel è silenzioso, spinge bene fin da subito e regala davvero buone sensazioni, grazie anche all'importante coppia di 300 Nm disponibile tra 2.000 e 4.500 giri.

CONSUMI In una settimana ho percorso circa 500 chilometri nei miei spostamenti in tangenziale e in autostrada, registrando un consumo medio di 17 km/l (il consumo in città è sceso a 14 km/l). 

PAESAGGI EXTRAURBANI Fuori città, dove le strade sono più percorribili e meno impregnate di traffico, la DS 5 Performance Line mi fa divertire. Nonostante le dimensioni (453x187cm), in strada si trasforma in un'agile gran turismo capace di farmi sorridere tra una curva e l'altra. I sedili mi trattengono saldo e fermo dietro al volante e l'assetto, nonostante le molle più dure rispetto al normale, non è troppo rigido. 

IN CITTA' Nelle anguste strade della metropoli, però, mi diverto un pò di meno. Le generose dimensioni della DS5 Performance Line non sono l'ideale per muoversi agilmente nel traffico e i suoi 5 metri di lunghezza si sentono, soprattutto, nelle curve più strette. Ho sempre amato gli sterzi con tanto carico ma lo sterzo duro della DS5 Performance Line non mi aiuta a rilassarmi alla guida, soprattutto nelle manovre di parcheggio.

LUNOTTO E VISIBILITA' A proposito di parcheggio, Il lunotto è un po’ stretto e, oltre a non offrire una visibilità ottimale, si divide in due parti. Il lunotto non è soltanto sotto lo spoiler, come sembra guardando la DS5 da fuori, ma continua anche sopra lo spoiler. Una scelta dettata dallo stile coraggioso e filante della coda della DS5 con il portellone che apre anche una parte del tetto, quella trasparente sopra lo spoiler, per ottenere più visibilità e una bocca di carico capace di ingoiare anche bagagli voluminosi. Quando si è in marcia, lo spoiler posteriore divide l'orizzonte proprio a metà, coprendo la vista delle auto che seguono a distanza, e questo mi dà un po' di fastidio. Per fortuna c'è la telecamera posteriore, davvero molto utile nei parcheggi. 

BAGAGLIAIO La DS5 è una grande passista, fatta per i lunghi viaggi, ma la capienza del bagagliaio è nella media e nulla più. Ci stanno giusto 2 o 3 valigie, quindi avvertite le fidanzate, quando andrete in vacanza non ci sarà la possibiltà di portarsi dietro tutto l'armadio. Da segnalare che il piano di carico non è a filo con la soglia, creando così un bel “pozzetto” profondo. 

MI PIACE E NON MI PIACE Arrivati a questo punto, ricapitoliamo. Mi aspettavo un bagagliaio più generoso e capiente e il piccolo lunotto diviso a metà dallo spoiler, che limita la visibilità posteriore, non è il massimo. Mi è piaciuto invece il divertente feeling di guida che la DS5 Performance Line è riuscita a trasmettermi, soprattutto fuori dalla città, dove ho viaggiato comodo e tranquillo, immerso nel comfort dell'abitacolo. Inoltre, le sue linee mi piacciono moltissimo, così originali e in grado di coniugare spirito sportivo e eleganza

PREMIUM ANCHE NEL PREZZO La DS 5 Performance Line che ho provato, con tutti gli optional dell’allestimento Performance Line - dagli interni in pelle e tessuto, i sedili avvolgenti e griffati, la pedaliera in alluminio fino ad arrivare al climatizzatore automatico con tergicristalli e fari con accensione automatica - può essere vostra per 41.700 euro. Dopotutto, distinguersi dalle "solite" linee tedesche con un linguaggio stilistico inedito, ha il suo prezzo.


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