Autore:
Emanuele Colombo

L'OCCASIONE Posso dirlo? Che gran botta di c..o! Non dovevo essere io a provare la Audi R8 Plus sulle Dolomiti, ma poi Marco Rocca (che l'aveva già provata a Vallelunga) ha avuto un contrattempo... Ed eccomi a Madonna di Campiglio, dove Audi ha un presidio permanente per offrire ai potenziali clienti test drive su strada, off-road e, d'inverno, persino sul ghiaccio.

LA BELVA A mia disposizione ho una fiammante coupé rossa (in Italia? Che spudorati, questi tedeschi!) da 610 cavalli e 330 all'ora, con un motore posteriore centrale, una trazione quattro tutta nuova e una serie di passi alpini, dal Tonale al Gavia allo Stelvio, che affronterò per raggiungere St. Anton in Austria. Andiamo?

PRONTI, VIA! Esco dal parcheggio dell'hotel Chalet del Sogno, che con Audi ha una partnership consolidata, e apprezzo subito la perfetta calibrazione dello sterzo della R8 Plus: trasmette un feeling molto naturale. La sterzata è omogenea e diretta il giusto, con un “punto zero” al centro percettibile, ma non troppo marcato.

BELLA VISTA L'acceleratore ha la giusta sensibilità e il motore V10 aspirato di 5.2 litri ha una reattività perfetta. I freni carboceramici, molto solidi sotto il piede, si modulano alla perfezione. Tutt'attorno la visibilità è ottima: non solo davanti, dove i montanti del parabrezza sono più sottili della media, ma anche dietro, dove gli angoli ciechi sono contenuti, se rapportati alle altre supercar.

STRAORDINARIAMENTE NORMALE Qualche metro ancora e la miglior dote della R8 mi colpisce in faccia come un pugno: pur essendo a pieno diritto una supercar, si guida con la naturalezza delle Audi normali. E questa attitudine a non impegnare il guidatore si rivelerà decisiva, come vedremo più avanti, per creare un “pacchetto” di rara efficacia. Ma andiamo con ordine...

ME LA CUCIO SU MISURA Pasticciando tra i menu trovo diversi settaggi per la modalità di guida: salto la Comfort, la Auto e la Dynamic, che si commentano da sole, per puntare sulla Individual, con cui posso regolare singolarmente ogni aspetto della vettura per cucirmi addosso la R8 come un abito di sartoria.

COSÌ TI VOGLIO! Motore e cambio (un doppia frizione a 7 marce) li voglio Dynamic, e così pure la sonorità di scarico. Sospensioni e sterzo li regolo su Comfort, in vista dei tornanti dei passi alpini dove l'asfalto è a tratti rovinato. Scelta azzeccata: la guida è precisa quanto mi aspetto da una supercar e l'assetto rimane molto “piatto”, pur assorbendo egregiamente le occasionali spaccature del manto stradale e qualche dosso di rallentamento nei paesini.

GRANTURISMO Il grande comfort e la facilità di guida sono indizi forti per capire che la R8 vuole essere più una granturismo che una sportiva pura, e la cosa viene confermata da altri dettagli. Arrampicandomi fino in cima al passo del Tonale noto che lo sterzo è diretto quanto basta, ma non tanto da costringermi a gestirlo con la delicatezza di un artificiere. Inoltre non ha il feedback ultra-dettagliato di certe sportive estreme e non mi fa sentire nelle mani la ruvidità dell'asfalto: mi comunica il giusto a tutto vantaggio del comfort.

VELOCE, NON FEROCE Quando la strada lo permette provo qualche affondo e scopro un motore che, pur coi suoi 610 cavalli, non mette mai in soggezione, rimanendo sincero e prevedibile in ogni condizione. Gli manca, va detto, la zampata selvaggia che ti aspetti da una supercar e che dovrebbe rendere la guida di certi bolidi una gratificante sfida per pochi e capaci.

FACILE DA SFRUTTARE Questo piccolo sacrificio sul fronte delle emozioni ha però il vantaggio di rendere la potenza sempre facile da sfruttare: con la R8, il guidatore normale riesce a guidare veloce in sicurezza e il pilota ha vita facile nel mantenere l'auto sempre sul limite, a vantaggio del tempo sul giro in pista.

CHE CAMBIO! Giù dal passo del Tonale, comincia la scalata al passo del Gavia e il ritmo, man mano, aumenta. Emerge la perfetta calibrazione del cambio, che è rapido, puntuale e non dà quegli strattonamenti nei cambi di marcia che altri costruttori introducono solo per accentuare la sensazione di sportività. Solo nelle cambiate a gas spalancato sul filo dei 9.000 giri si avverte un leggero contraccolpo e tanta fluidità va a vantaggio del comfort come della stabilità in condizioni limite.

TRAZIONE SUPERBA Verso la cima del passo le nuvole mi avvolgono, risalendo il costone della montagna come una marea vaporosa, e dopo una breve sosta al rifugio Brunetta il viaggio prosegue sotto una pioggia crescente. Ora a impressionarmi sono tenuta di strada e motricità, che complice la trazione quattro si mantengono elevatissime e mi permettono di guidare quasi come sull'asciutto. La differenza più netta tra sole e pioggia? Solo... una certa rumorosità delle spazzole del tergicristallo.

A OGNI FONDO LA SUA TARATURA Un nottolino sul volante sormontato da un tasto rotondo mi permette di attivare la modalità Performance, che prepara l'auto per la guida più sportiva e di regolare poi la ripartizione della potenza tra le ruote anteriori e le posteriori per affrontare l'asciutto, il bagnato o la neve.

PROVA RIMANDATA Provo tutte e tre le opzioni ma Audi, per questa cavalcata, ha deciso di impedire la disattivazione del controllo elettronico di stabilità, che interviene con pugno d'acciaio al minimo accenno di perdite di aderenza: non potendo provare a mettere in crisi la stabilità non riesco ad apprezzare come cambia la ripartizione della trazione. Peccato.

I CONSUMI? “SUPER” Comunque, chilometro dopo chilometro, la R8 si dimostra formidabile in ogni condizione. Alzo il piede e, selezionata la modalità Comfort, provo a farmi un'idea dei consumi. Adotto uno stile da economy-run e lascio che il cambio lavori in automatico, ma nonostante ciò il computer di bordo è impietoso: per fare 100 chilometri a 70-80 all'ora costanti mi servono circa 14,5 litri di benzina.

CILINDRI A RICHIESTA Peccato, perché altrimenti la super Audi sarebbe davvero una macchina per tutti i giorni. Con buona pace del dispositivo Cylinder On Demand (COD) che spegne 5 dei 10 cilindri una bancata per volta per risparmiare benzina nella guida rilassata.

UNA CURIOSITÀ Per evitare che il catalizzatore della bancata spenta si raffreddi troppo, peggiorando le emissioni, il COD continua ad alternare l'accensione delle due bancate. Quando avviene lo scambio si sente un lievissimo calo di potenza (io l'ho avvertito in settima marcia a 2.000 giri costanti, modalità Comfort), ma i tecnici Audi sono al lavoro per trovare una calibrazione che lo renda inavvertibile.

EFFETTI SPECIALI Per affrontare lo Stelvio e i suoi 88 tornanti abbandono le velleità ecologiste e mi rimetto a guidare in modalità Performance. Che goduria sentire il rombo gutturale del V10 con i suoi grintosi scoppiettii in rilascio! Ma... ma... non sono un po' troppo regolari le ripetizioni degli scoppiettii?

BECCATI! I tecnici Audi mi confermano che questi rumori non sono dovuti al normale funzionamento del motore, ma provocati ad arte per esaltare la colonna sonora. Non si tratta però di suoni sintetizzati elettronicamente, come capita su altre macchine, ma prodotti iniettando apposta minuscole goccioline di carburante nei collettori di scarico.

VISTA E PIACIUTA Questi dettagli cosmetici nulla tolgono a quelli “di sostanza”, che dimostrano quanto siano stati bravi all'Audi nella messa a punto della R8. È senza dubbio un prodotto raffinatissimo, con rare doti di sincerità e piacevolezza, e in grado di appagare sotto tutti i punti di vista. La GT definitiva? Forse. Di certo è una candidata credibile al titolo.


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