Autore:
Massimo Grassi

FERMI TUTTI! Anni e anni ad attendere il ritorno di una Alfa Romeo a trazione posteriore. Poi, lo scorso anno, ecco arrivare la nuova Giulia: una berlina con la trazione posteriore. Folle impazzite, Brigitte Bardò Bardò che nemmeno a capodanno, appassionati sciolti in lacrime. Poi cosa ti combina il Biscione? Ti butta fuori l’Alfa Romeo Giulia Veloce Q4: la Giulia con la trazione integrale. Aspettate a lanciare fumogeni dagli spalti e fischiare: la Veloce non è quel che pensate. È quel che sperate. Seguitemi che vi spiego.

AVANTI (QUASI) TUTTA Mettiamo che vi sediate al volante della Giulia Veloce Q4 e che la strada sia pulita. Ecco: in quel caso vi trovereste a guidare un’auto 100% a trazione posteriore, proprio come le altre Giulia. Proprio come dovrebbe essere. Poi, mettiamo che le condizioni meteo peggiorino: l’aderenza del posteriore inizia a scarseggiare e una vocina dentro di noi ci dice “E adesso”? La risposta arriva fulminea dalla Giulia Veloce: taaaac e fino al 60% della coppia passa all’asse anteriore. Come per magia ci troviamo a bordo di un’auto a trazione integrale. O meglio: di un’Alfa Romeo con le 4 ruote motrici.

SOSPIRO DI SOLLIEVO Siete più tranquilli adesso? Bene, allora lo sono anch’io, che a vedervi tesi mi sale l’ansia. La novità dell’Alfa Romeo Giulia Veloce Q4 non si risolve con l’introduzione della trazione integrale: la nuova arrivata porta infatti al debutto anche 2 nuove motorizzazioni; un 2.0 turbo benzina da 280 cv e un 2.2 turbo diesel da 210 cv. Entrambi disponibili unicamente in accoppiata con il cambio automatico 8 rapporti, sempre pronto e veloce nel passaggio di marcia, anche se in modalità Dynamic le cambiate sono un po' troppo brusche. Per la mia prova ho scelto l’unità a gasolio: non paga il superbollo, ha più coppia (470 Nm contro 400) e consuma meno. Non è una bomba di potenza (per questo c’è l’esagerata Quadrifoglio), ma ha quel piglio giusto che ci permette di sgattaiolare via ai semafori e in fase di sorpasso. Come il fratello da 150 e 180 cv è silenzioso e le vibrazioni stanno a zero.

LA PICCOLA DIFFERENZA Rispetto alla Giulia normale la Veloce Q4 paga sulla bilancia 65 kg ma guadagna 30 cv e 20 Nm. Poca cosa ma sufficiente ad annullare il peso in più che non si sente: la berlina italiana sembra sempre leggera. Cambia invece il discorso sterzo: sempre diretto e comunicativo mi è apparso leggermente più pesante. E lo dico in senso positivo.

MA CHE BELLO ALLARGARE Quindi abbiamo una berlina a trazione posteriore che si crede Arturo Brachetti e in un batter di ciglia cambia l’abito e diventa una vera integrale. Il risultato è che a prendere le curve con un certo brio si sente il posteriore che tende ad allargare, senza mai avere l’impressione che voglia andarsene per boschi. A tenerlo a bada ci pensa un telaio coi fiocchi, un assetto più che giusto e la trazione integrale. Una trazione che sull’Alfa Romeo Giulia Veloce Q4 è predittiva. La sfera di cristallo attraverso la quale capisce cosa sta per succedere è formata da un cervellone elettronico che monitora costantemente numerosi parametri (accelerazione laterale e longitudinale, angolo di sterzata, velocità di imbardata) per prevenire così perdite di aderenza. Ci si sente come se si fosse su dei binari, sempre sicuri, ma senza mai annoiarsi. È bella da guidare la Giulia Veloce Q4.

È LEI O NON È LEI Oltre alla trazione integrale sulla Giulia Veloce c’è anche un’estetica dedicata che la fa assomigliare alla Quadrifoglio. Paraurti con disegno specifico, estrattore posteriore con doppi scarico integrato, sedili sportivi (ma che non richiedono alcun sacrificio in termini di comfort), inserti in alluminio nella plancia e scritta Veloce sulla carrozzeria. Una caratterizzazione sportiva che fa figo e non impegna. 


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