Alla fine anche la superaston ha perso la testa ma con il solito superbritannico stile. La meccanica è la stessa della DBS Coupé, con il V12 6.0 da 510cv.
COM'E' E' lunga la DBS, così lunga (472x190cm) da avere due posti di fortuna dietro i sedili anteriori. E anche il passo è lungo (274ccm), caratteristica che in genere rende difficoltoso far sparire il tetto in lamiera evitando l'effetto babbucciona, lunga lunga e sgraziata. Marek Reichman è il chief designer di Aston Martin, un ragazzone dalla matita molto felice, matita che si muove felicemente a mente sgombra, magari al pub o quando è al telefono, o in una riunione.
A CUCCIA La DBS Volante ha un bel muso importante ben bilanciato dalla coda, con un fianco filante sia che la coppoletta sia indossata o meno. Ben accucciata a terra sui suoi cerchi da 20 pollici gommati 245/35 all'anteriore e 295/30 al posteriore.
PREZZO Disponibile da subito all'ordine e prime consegne settembre. La DBS Volante costa 256.800 euro con cambio manuale, 4500 euro in più per ottenere il cambio Touchtronic. Con una dotazione a cui si possono aggiungere sostanzialmente dettagli estetici e, se proprio vi sentite nella parte di James Bond, potete acquistare l'orologio AMVOX2 di Jaeger-LeCoultre con cui governarne l'accensione.
COME VA Cinquecentododici cavalli e tetto in tela. È una contraddizione cotanta cavalleria senza un tetto in lamiera, quanto meno per la necessaria rigidità del telaio e per il peso addizionale che la spiderizzazione comporta. Sarà il solito strumento da acchiappo per la sfilata davanti ai posti giusti? Meglio toccare con mano.
SU MISURA (LARGE) All'interno, la capote è ben rifinita e non sembra nemmeno un tetto in tela. Oltre a non rendere opprimente l'abitacolo come capita con alcune scoperte. Spazio per chi siede davanti non manca in altezza e in lunghezza anche se, volendosi sdraiare, il passeggero arriva presto a fine corsa verso il sedile posteriore quando abbassa lo schienale. Detto questo, sulla DBS Volante c'è tanto spazio e i sedili a regolazione elettrica sono sportivi nella forma e nelle imbottiture, comodi anche dopo ore al volante. Grazie anche alle generose regolazioni di volante e sedile che consentono di tagliarsi su misura il posto di comando.
A GRAN VOCE Si infila la chiave trasparente nella plancia come la spada nella roccia e il V12 si avvia con una acceleratina tanto per farsi sentire e per fare l'appello dei 510 cavalli. Un bel rombo da auto da corsa, nulla da ridire. I momenti migliori per far sentire la sua voce sono tra 1500 e 2000 giri, con un bel rombo cupo e sommesso, e oltre i 3500-4000 giri, quando il V12 urla senza ritegno, un piacere farlo suonare magari tra due muri o sotto un ponte con la capote aperta.
CERAMICHE DI FAMIGLIA Eccellenti tutti i comandi, a partire dallo sterzo, preciso e sempre con il giusto peso, con cui si fa amicizia da subito. D'istinto si lavora anche sui freni, con i dischi carboceramici che fanno risparmiare 12,5 kg e offrono una forza frenante da autoarticolato ma sempre facile da dosare, a freddo come a caldo, con un pedale abbastanza sportivo nello sforzo ma mai imbarazzante, che si rallenti o che ci si impegni nel pestone da staccatona.
Fondatore, editore, direttore. Dalla finanza al giornalismo, prima nei mensili classici specializzati, poi nel digitale: MotorBox è una creatura tutta sua ed esiste dal ’97, la preistoria di ogni magazine online. Mario è il leader nel lavoro, ma anche quando è tempo di scherzare: un matrimonio e due bambini da allevare non gli hanno fatto perdere lo spirito del ragazzino. Poco tempo per scrivere in prima persona, ma quando serve la sua penna è ancora tra le più eleganti e competenti della scena auto-moto. Creativo ed eclettico, le sue mani passano dalla tastiera del PC alle viscere della sua Jeep Wagoneer o delle sue moto storiche, fino agli strumenti con cui realizza gli oggetti e i mobili che disegna.































































