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Moto Notizie correlate COM’È Pensare che sia un semplice travestimento stradale della F 650 GS sarebbe un grave errore. La 650 CS Scarver (contrazione di Street Carver, "che incide la strada) è una moto a suo modo epocale perché introduce concetti mai visti prima, non solo su una moto di Monaco (anzi di Berlino sede dello stabilimento due ruote BMW ndr) ma su nessun'altra moto in produzione. ORIGINALE, ANCHE TROPPO L'estetica è sicuramente rivoluzionaria. Da qualsiasi parte si guardi la streetfighter BMW lascia di stucco: muso lungo, coda corta, un piccolo cupolino, due occhietti infiammati. C’è un non so che di Bimota Mantra e un pizzico di Yamaha TDM nella parte frontale di questa BMW, anche se David Robb, papà anche della Cruiser, ci ha davvero messo tanto del suo. TRASFORMISTA Sicuramente è una moto che molto si presta ad essere personalizzata, a partire dagli accostamenti di colori che la stessa BMW propone. Molti particolari sono in plastica traslucida ad evidenziare come sia al passo con le mode hi-tech del momento (si pensi agli orologi Swatch o all’iMac e ad altri oggetti del nostro tempo). Alle tre colorazioni principali disponibili, si affiancano due colori per sella e fianchetti (più una soluzione cromata) ottenendo 18 diverse combinazioni di colore, modificabili anche dopo che la moto è stata venduta (e in questo la CS ricorda un po’ la Smart, con le sue parti in plastica facilmente intercambiabili). Vi stufate del colore? Pochi minuti e avrete una Scarver tutta nuova. SOLUZIONI INEDITE Non mancano nemmeno le innovazioni a bordo: a partire dalla trasmissione a cinghia dentata, che fa il suo debutto assoluto su una BMW e per la prima volta, su una moto di serie, è accoppiata ad un forcellone monobraccio. La scelta della cinghia ha semplici motivazioni: manutenzione ridotta (primo check a 20.000 km), durata doppia rispetto ad una normale trasmissione a catena, maggiore silenziosità. E, soprattutto, un effetto scenografico non indifferente. Non per nulla il profilo migliore della F 650 CS è il destro, con il forcellone tortuoso e il puleggione in bella vista. Il sinistro invece è un po’ triste perché lo scarico basso è troppo grosso e sembra quello di uno scooterone (tra l’altro nasconde il bel design del cerchio posteriore). AL POSTO DEL SERBATOIO, TUTTO Come sulla F 650 GS anche sulla CS il serbatoio è sotto la sella a tutto vantaggio dell’abbassamento del baricentro. Il posto del tradizionale serbatoio resta quindi libero per altri scopi, come quello ad esempio di portare bagagli o di riporre addirittura un casco. Il vano della CS è en plein-air, nel senso che tutto è in vista, ma ci sono addirittura cinque modi per riempirlo. Di serie c’è un "softbag", fissato con ganci, che si rimuove in un secondo e si trasforma in zaino monospalla. Volendo però il vano può ospitare un "frontbag", ovvero una sacca morbida più capiente, o un "hardcase" un vera e propria valigia rigida da 10 litri in grado, all’occorrenza, di ospitare persino un piccolo impianto stereo con casse attive a cui collegare, tramite un normalissimo Jack, qualsiasi fonte sonota portatile dal CD player al Walkman, al lettore MP3. PORTATUTTO Tolta la borsa ci sta il casco, fissato con cinghie in materiale sintetico rinforzate con inserti metallici e bloccate con una serratura azionabile con la stessa chiave d’accensione. Questa soluzione la dice lunga su quanto sia stato curato l’aspetto praticità sulla CS, una delle pochissime moto al mondo ad offrire un alloggiamento per il casco. Insomma pare proprio che d’ora in poi, gli scooter abbiano una battaglia ben più aspra da combattere. Uno dei loro punti di forza (la disponibilità di vani e alloggiamenti vari) viene seriamente attaccato dalla Scarver, che in più offre la possibilità di avere tutto sottomano, non c’è nemmno bisogno di alzare la sella. QUESTIONI DI COPPIA La sostanza, quella sì deriva dalla Piccola GS. Il monocilindrico più evoluto del mondo (dotato d’iniezione elettronica e catalizzatore a tre vie) spinge anche la CS, appena modificato nell’airbox e nello scarico. La potenza è rimasta immutata (50 cv) ma aumenta la coppia da 60 a 62 Nm a 5500 giri, e aumentano nettamente anche le prestazioni dichiarate con una velocità massima dichiarate di 175 km/h, cosa che pone la CS sul podio delle monocilindriche più veloci sul mercato. TELAIO SOTT’OLIO Il telaio, invece, è completamente diverso, ora le travi laterali fungono da serbatoio per l’olio motore (le vistose paratie non sono solo un elemento estetico ma servono anche per proteggere dal calore le gambe del pilota), la forcella è identica a quella della GS ma ha un'escursione ridotta a soli 125 mm, il cannotto di sterzo adotta un sistema di regolazione del cuscinetto dello sterzo denominato "aheadset", semplice e leggero, sullo stile di quelli utilizzati dalle mountain bike. SELLA RASOTERRA I cerchi a raggi lasciano spazio a quelli in lega leggera con pneumatici generosi (120/70-17 e 160/60-17). La sella dista 780 mm dal suolo, dunque è realmente bassa ma una volta "saliti" sulla moto pare ancora più bassa di quanto dichiarato, consentendo davvero a chiunque di posare entrambi i piedi a terra. Non bastasse, si può scendere ancora ed arrivare 750 mm utilizzando una sella dall’imbottitura ridotta e un pneumatico da 150/60 in luogo del 160/60. Due dischi provvedono ad arrestare l’asfalt-carver BMW: l’anteriore è da 300 mm, il posteriore da 240 mm in optional si può montare anche l’impianto ABS studiato apposta per la serie "F". ADATTA A TUTTI Il termine Scarver ben spiega quale sia il concetto che ha ispirato i tecnici di BMW nel progettare questa CS. La moto come passione, divertimento puro, strumento per apprezzare la bella guida, e farsi guardare. In poche parole la CS si presenta come oggetto attira-sguardi da esibire in città, come attrezzo divora-curve da sfruttare nei percorsi tortuosi o ancora come nave scuola per il principiante, che nel suo peso abbastanza contenuto (189 kg) e nella sua sella assolutamente bassa troverà i compagni ideali per muovere i primi chilometri su due ruote. BAGAGLI MOLLI Incredibilmente (per una BMW) la CS non ha le borse! Perché questa moto deve essere una BMW "diversa" fino in fondo. Ovviamente BMW ha pensato anche allo stivaggio del bagaglio, proponendo una coppia di borse morbide che si fissano rispettivamente sul portapacchi e alla sella, per una capienza totale di 62 litri. Le borse si tolgono in un secondo e si trasformano in zaini.
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