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COM'E' Quando si ha la fortuna di avere un passato glorioso e di aver
prodotto modelli dotati di un fascino indelebile, sembra facile riuscire a
ricreare la stessa atmosfera di allora e suscitare emozioni vere anche dopo
trent'anni. In realtà non si tratta di un'equazione particolarmente scontata.
In ballo c'è la volontà di realizzare un modello che sia tecnicamente a passo
con i tempi e allo stesso tempo incapace di sbugiardare la propria immagine e
l’estrazione rètro. Con queste premesse la Triumph Bonneville, non ha
praticamente rivali.
UN CLASSICO DI SUCCESSO Da quando nel 2000 è tornata ad affrontare le strade la "Bonnie" infatti non ha fatto altro che essere apprezzata per il suo stile, per il suo funzionamento "burroso" fino a diventare un successo commerciale. Solo nel 2008 sono state ben 1.325 le nuove Bonneville arrivate sulle nostre strade (ventisettesima moto più venduta in Italia). Un successo che continua anche nel 2009 (731 moto immatricolate fino a maggio) e che si spiega non solo con lo stile e il fascino del marchio, ma anche per il fatto che una moto come questa Triumph è rassicurante, non promette cose che non può mantenere, tiene il valore, ed essendo una classica alla fine… è sempre di moda. AGGIORNAMENTI Insomma la Bonneville è un buon affare, non solo per chi la compra ma anche per chi la produce, che non a caso non smette mai di evolvere il progetto. Da qualche anno è arrivata l’iniezione elettronica (magistralmente nascosta in finti carburatori) e le ultime novità in ordine di tempo riguardano proprio l’edizione 2009 che festeggia l’arrivo delle nuove ruote in lega da 17 pollici pronte a rimpiazzare l’accoppiata 17/19 della versione precedente cambiando ovviamente parecchio il comportamento di guida (minore effetto giroscopico=maggiore agilità) e contribuendo all’alleggerimento generale della moto di circa 10 kg. Inoltre si abbassa anche la sella Solo 740 mm separano il vostre chiappe dal suolo; in questo modo sarà possibile contare su un appoggio sempre perfetto. LEGA O RAGGI? Un piccolo particolare… le nuove ruote sono in lega, sette razze dritte ed una lavorazione meccanica che regala ampie zone satinate rendono l'insieme lievemente più moderno. Non saranno pochi coloro che, su una moto come questa, preferiranno il vecchio stile dei cerchi a raggi. Poco male, per loro c’è sempre la T 100 (che però costa di più è ha ancora la ruota anteriore da 19"). SPECIAL EDITION Con questa versione SE in vendita a 8.800 €, invece, Triumph offre un richiamo diretto agli anni ’70, abbandonando anche lo scarico a bottiglia in favore di quello a "megafono" (in realtà silenziosissimo, fin troppo) tipico delle moto di quegli anni. Lo stile è ancora una volta impeccabile, tanto che accade fin troppo spesso che qualcuno, nemmeno troppo distratto, abbia il dubbio di vedere una Bonneville d'epoca perfettamente restaurata piuttosto che una moto appena immatricolata. STESSO CUORE... Tante novità, quindi, tranne che per il motore. Il bicilindrico frontemarcia che equipaggia la Bonneville non cambia di una virgola rispetto alla precedente versione. 865cc, doppio albero a camme in testa, raffreddamento ad aria, 5 rapporti e iniezione elettronica, tutto per 67 cv 7500 giri e 69 Nm a soli 5.800 giri. ...MA SATINATO L'unico aspetto nuovo che caratterizza la SE (a parte la borsa di cuoio molto chic..) è l'introduzione dei coperchi dei carter ben spazzolati e capaci di regalare un aspetto satinato molto gradevole. In altre versioni abbiamo visto questi particolari verniciati di nero oppure cromati; forse quest'ultima soluzione è quella che meglio si sposa con la Bonneville dei giorni nostri, anche grazie all'accostamento dei cerchi in lega. CICLISTICA? NESSUNA SORPRESA Il telaio è il medesimo doppia culla di acciaio che fino ad oggi ha equipaggiato la Bonneville. Forcellone tubolare e nulla di nuovo nemmeno per le sospensioni. Dietro lavora il classico doppio ammortizzatore regolabile solo nel precarico delle molle e all'anteriore una tradizionale forcella con steli da 41 mm. Completano il quadro freni a disco (310/255 mm) e pinze flottanti per frenare gli oltre 200 kg a secco. COLORS In fatto di rifiniture non è possibile non tenere conto della nuova colorazione disponibile. Se per la versione nera non c'è molto da commentare, la bicolore appare davvero ben riuscita. Rispetto alle differenti scelte cromatiche in cui la "baffatura" del serbatoio segue disegni diversi, questa linea regala senza dubbi un carattere più definito, preciso e coerente con questa moto.
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