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Scooter Notizie correlate NIRVANA A tutti piacerebbe lavorare coltivando le proprie passioni e, per quanti amano la moto, chi ha la fortuna di occuparsene per professione è già abbastanza vicino a questa sorta di nirvana occupazionale. C’è, però, un manipolo di lavoratori tedeschi tanto fortunati da essere obbligati a “produrre” sotto il tiro costante degli strali d’invidia del resto del mondo. SENZA LIMITI I “poveri” fortunati in questione, sono alle dipendenze del reparto High Performance di BMW Motorrad e sono un gruppo di tecnici il cui unico compito pare quello di divertirsi come matti, sviluppando veicoli a due ruote tra i più raffinati e arrapanti del mercato. Il tutto, senza particolari vincoli di budget o la necessità di fare grandi numeri. Non stupisce, quindi, la quantità di particolari di lusso e di soluzioni esclusive che caratterizzano la nuova nata della famiglia High Performance, la HP2 Sport. GARE DI DURATA La genesi della moto ha seguito un percorso insolito per la Casa bavarese, che ha cominciato a sviluppare la HP2 Sport direttamente in gara. E la scelta delle competizioni adatte è caduta nientemeno che sulle estenuanti gare di endurance, forse per non smentire la fama di BMW come produttore di moto affidabili… DA S A SPORT Questa sportiva non nasce da un foglio bianco, perché la base tecnica è condivisa con la R1200S, fino ad ora l’evoluzione più sportiva del classico boxer BMW. Le modifiche sono state tali e tante, però, da rendere la HP2 Sport un prodotto molto più focalizzato sulla guida sportiva di alto livello, se non addirittura agonistica. CARBONIO OVUNQUE Il telaio a traliccio in tubi d’acciaio mantiene l’abbinamento al gruppo propulsore portante e alle tipiche sospensioni BMW Telelever anteriore e Evo Paralever al posteriore. Cambia la parte posteriore sfrutta un inedito codone in carbonio CFK autoportante, al quale è attaccato anche il grosso barilotto del terminale di scarico. Lo stesso lussuoso materiale è poi utilizzato per tutta la carenatura della moto, il puntale sotto coppa e i coperchi valvole del motore, contribuendo ad una riduzione significativa del peso, che ferma l’ago della bilancia a 178 kg a secco (190 per la R1200S. LAVORO DI FINO Una dieta ferrea, se si pensa che l’antisegnana delle moderne sportive stradali bavaresi, la R1100S di dieci anni fa, pesava ben 203 chili, sempre a secco e nonostante la cilindrata più bassa. A questo risultato si è arrivati lavorando di lima su molti particolari, come la piastra superiore della forcella forata e ricavata dal pieno o le ruote forgiate in alluminio, che riprendono il disegno a razze volventi delle serie K e montano pneumatici Michelin Pilot Power 2CT nelle misure 120/70 e 190/55. OLTRE 50 GRADI Il rinnovato boxer 1200 contribuisce alla lotta contro la gravità per soli 800 grammi, ma non era questo il suo obiettivo principale. Molto più importante è la riduzione dell’ingombro laterale, per aumentare l’angolo di piega (siamo a 52°) prima che le teste poggino a terra, limando gli appositi slider in policarbonato intercambiabili. Per riuscirci, il motore è montato più in alto nel telaio rispetto alla R1200S e ciò ha permesso di modificare anche il percorso dei collettori di scarico, che ora passano sotto al motore e lasciando spazio per un puntale aerodinamico. SLIM FAST Alzare il motore non era sufficiente, quindi si è lavorato per ridurne il giro vita e la cura “slim fast” ha portato un’inedita distribuzione - che ora è a doppio albero a camme in testa e bilancieri – e pistoni forgiati con bielle e mantello accorciati. In questo modo il boxer ha perso quasi 5 cm sui fianchi, mentre la nuova distribuzione ha permesso anche di salire con il regime di rotazione massimo. Il limitatore stacca ora a 9.500 giri, dopo che dai cilindri grossi come pinte di Weissbier sono usciti 133 cavalli a 8.750 e 115 Nm a 6.000 giri. OLIO AL FRESCO Valori davvero elevati per un boxer, raggiunti grazie anche a valvole radiali maggiorate, un rapporto di compressione portato a 12,5:1 e una valvola di scarico gestita elettronicamente. Per quanto riguarda l’affidabilità, inoltre, la HP2 Sport monta due radiatori dell’olio in parallelo, dato che il motore rimane del tipo a raffreddamento misto aria più olio. CAMBIA LEI In accordo alle prestazioni più elevate del motore, anche i rapporti sono ottimizzati per la guida sportiva, con le prime due marce allungate per ridurre il calo di giri inserendo i rapporti superiori. Ma soprattutto, sull’HP2 Sport debutta per la prima volta in una moto stradale il cambio elettronico, che permette di inserire marce in successione senza chiudere il gas o tirare la frizione. SVEDESE E BERGAMASCA Sospensioni e freni sono anch’essi quanto di meglio ci sia attualmente per la produzione di serie. Gli ammortizzatori sono su entrambi gli assi Öhlins pluriregolabili, con il posteriore che può variare anche l’interasse di ben 25mm. L’impianto frenante utilizza invece aggressive pinze monoblocco Brembo a quattro pistoncini, eventualmente abbinabili ad un ABS disinseribile e tarato in maniera specifica per la guida in circuito. REGISTRA TUTTO Situazione in cui anche la ipertecnologica strumentazione digitale della 2D Systems può mostrare quanto vale. Realizzata specificatamente per BMW, questo vero e proprio sistema di acquisizione dati può essere integrato con tutta la sensoristica necessaria per registrare il funzionamento della moto nell’arco di un giro. Già di serie, però, è possibile visualizzare dati come il crono, la velocità massima, il numero di cambiate effettuato e la percentuale di apertura del gas in un giro. A QUOTA 21.000 Sentirsi piloti ufficiali in sella alla nuova HP2 Sport è quindi abbastanza naturale, anche perché è possibile cucirsela quasi addosso, grazie ai semimanubri e alle pedane regolabili su diverse posizioni. Ovviamente, però, tutte queste leccornie hanno un prezzo e parlando di BMW non è neanche fra i più economici: 21.200 € chiavi in mano, compreso il primo tagliando di manutenzione.
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