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Scooter Notizie correlate LA NOVITÀ Se l'Aprilia, ha avuto il merito di riportare in auge il concetto di "motoleggera", la Piaggio ha avuto quello di riprenderne il concetto ma in chiave moderna, con il giusto mix d’eleganza e sportività. TRENDY SCOOTER Non è un caso che lo scooter in questione si chiami Beverly (come l'esclusivo quartiere di Los Angeles). La linea classica dei "ruota alta" della Casa di Pontedera, si mescola bene con un design elegante ma anche giovane e sportivo (un po’ all’americana). A differenza dello Scarabeo (anch’esso elegante, ma dallo stile Anni 50), il Beverly punta ad un target più ampio, non solo adulto ma anche giovane, forte della sua eleganza sportiva e un po’ sbarazzina. SPORT TOURER Il frontale è tutto un programma, caratterizzato da dimensioni imponenti, dal parafango granturismo e dallo sportivissimo gruppo ottico dall’effetto "ciclope", composto da anabbagliante–abbagliante, luci di posizione ed indicatori di direzione. Caratteristici anche gli spoiler ai lati dello scudo, con il chiaro intento di offrire una maggiore protezione aerodinamica a chi guida. A poco serve invece il cupolino "di serie", se non a rendere più filante ed armonioso il frontale del Beverly (ma non preoccupatevi c’è anche il parabrezza oversize). NON CI POSSO CREDERE! Già, è proprio così. Perché nonostante la ruota da 16 che gira sotto, per il Beverly alla Piaggio sono riusciti a ricavare un vano sottosella degno di tale nome, capace, udite udite, di contenere ben due caschi jet. A questo, poi, si aggiunge un discreto vano nel retroscudo, in cui sono riposti i comandi manuali per l’apertura della sella (d’emergenza perché il comando principale è elettrico) e del vano serbatoio. C’è anche l’immancabile gancio "spesa", utilissimo per portare la ventiquattrore tra le gambe, senza creare fastidio alcuno. PLANCIA ALLA TEDESCA L’impatto estetico del manubrio ci piace: solido, razionale e completo di tutto, con tanto rivestimento in metallo satinato, che però rende la plancia un po’ asettica (alla tedesca per intenderci). Il display a cristalli liquidi è un vero computer di bordo: ha il contakm totale e parziale, l’indicatore dei km percorsi in riserva, l’ora, la temperatura e l’indicatore di possibile presenza di ghiaccio con temperature intorno allo 0°. Appoggiati sul manubrio ci sono due elementi circolari contenenti il resto della strumentazione: a sinistra il tachimetro (scalato a 160 Km/h) mentre, a destra, l’indicatore del livello di carburante è circondato da una completa serie di spie (riserva, spia d’arresto della corrente, temperatura del liquido di raffreddamento, abbagliante, pressione olio e indicatori di direzione). FIANCHI SNELLI La parte relativa al posteriore ha una linea morbida e poco ingombrante: qui troviamo le maggiori similitudini con l’altro ruota alta di famiglia, il Liberty. La vita snella è adatta ad accogliere eventuali borse laterali, ed è caratterizzata dalle protezioni laterali in gomma, ben raccordate con il disegno a "freccia" del fanale posteriore, che include gli indicatori di direzione e la luce dello stop. NUOVO ARRIVATO Oltre a presentarsi bene, il Beverly 200 ha come punti di forza il motore ed una ciclistica da vera moto. Il motore è l’ultimo nato nella famiglia L.E.A.D.E.R., è un monocilindrico a quattro tempi, raffreddato a liquido e con quattro valvole. La cilindrata effettiva è di 198 cc (un vero 200 quindi) e la potenza sprigionata è di ben 21 cv (record di categoria), con una coppia massima da primato: 17,5 Nm a 6.500 giri. Unico neo è il motorino d’avviamento, un po’ troppo rumoroso. MOTO-CICLISTICA Il Beverly è dotato di un telaio a doppia culla realizzato in traliccio di tubi d’acciaio ad alta resistenza che garantisce un’elevata resistenza a flessione e torsione, requisito essenziale per una guida precisa e sicura. Il reparto sospensioni conta su una forcella telescopica idraulica di tipo tradizionale con steli da 35 mm, mentre al posteriore lavorano due ammortizzatori a doppio effetto, regolabili in quattro posizioni nel precarico molla. A mantenere saldamente incollato all’asfalto il "ruota alta", ci pensano pneumatici di sezione generosa: 110/70 all’anteriore e 140/70 al posteriore. Per finire in sicurezza, il Beverly 200 dispone di un impianto frenante di tutto rispetto, con due dischi da 260 mm, ben stretti nella morsa di pinze flottanti a doppio pistoncino. DOTAZIONE DA VIAGGIO Ricca la dotazione di serie. Non mancano il cavalletto centrale e quello laterale (se inserito blocca la corrente), l’apertura elettrica del vano sottosella (una chicca però già utilizzata sul Peugeot Looxor 50/100) in cui troviamo la luce di cortesia, il coprisella antipioggia e la presa da 12 V per ricaricare il cellulare, l’immobilizer (coadiuvato dal gancio sotto la pedana). Ma non finisce qui. In optional troviamo il parabrezza a due elementi, il bauletto posteriore, le borse laterali (in tinta), l’allarme elettronico ed il casco jet dedicato con occhiali a corredo.
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