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Scooter

Piaggio Vespa PX my 2001

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25 anni e non sentirli. La PX si avvicina a questo storico traguardo e non ha nessuna voglia di mettersi da parte. Dopotutto ha un fascino immortale e un carisma che gli scooter di plastica nemmeno si sognano.

Venerdí, 25 Maggio 2001

Stefano Cordara

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COM’È L’evoluzione del mondo dello scooter è stata iperbolica. Motori quattro tempi plurivalvole, anche bicilindrici, prestazioni da moto, dimensioni esagerate sono ormai all’ordine del giorno. Nessuno però di questi plastic-scooter è riuscito ad intaccare il fascino del veicolo nato nel dopoguerra dall’idea dell’Ingegner Corradino d’Ascanio. La Vespa non è un semplice scooter, è "lo" scooter per eccellenza, che non solo è riuscito a sopravvivere alla frenesia dei tempi moderni ma ha rinnovato giorno dopo giorno il suo mito. Lo testimoniano gli innumerevoli Vespa Club sparpagliati in tutto il mondo (e tuttora in crescita) e i sedici milioni di esemplari venduti nel mondo dal 1946 ad oggi, gran parte dei quali marciano ancora.

FENOMENO VESPA Un mezzo di trasporto che si è trasformato in fenomeno di costume, in un marchio inconfondibile riconosciuto in tutto il mondo. Nessun'altra due ruote, infatti, è stata protagonista di tanti film, pubblicità, eventi come la Vespa.
È stato il mezzo per la conquista della mobilità individuale nell’Europa del dopoguerra. Ha diviso i ragazzi in Vespisti e Lambrettisti, in Mods e Rockers. È stata il simbolo degli anni della "Dolce vita", protagonista in ogni periodo della nostra storia moderna.

VENDE ANCORA BENE Con l’arrivo della nuova Vespa, quella tutta ecologia e cambio automatico, sono stati in molti a prevedere il pensionamento per avvenuta obsolescenza della PX. Troppo lento il suo cambio al volante, nessun vano sottosella, prestazioni così così, c’erano tutti i presupposti perché l’ultima discendente dei vesponi chiudesse la sua carriera. Nulla di più sbagliato. Il vespone tiene botta e se guardiamo i numeri recenti c’è da rimanere stupefatti nel constatare che nel 2000 le PX vendute sono state addirittura 20.000 (oltre 2.000.000 dal 1977) numeri che altri si possono solo sognare.

RIFATTA PER IL COMPLEANNO Insomma una vera star che di andare in pensione non ne vuole proprio sapere, anzi con l’avvicinarsi del suo quinto lustro di vita, la PX si da un’aggiustatina, si rinfresca quel tanto che basta per restare al passo con i tempi, pur senza perdere una virgola del suo fascino da mezzo snob e tipicamente understatement che la contraddistingue.
Guai a toccare il design, sarebbe come chiedere ai milanesi di colorare il duomo di rosso mattone. Il look minimalista della Vespa è la chiave del suo successo attuale e così deve rimanere.

RITOCCATA MA NON TROPPO I ritocchi si sono quindi limitati più che altro al reparto tecnico e alla ricerca di una aumentata sicurezza. Il proiettore diventa così alogeno e utilizza per la parabola la tecnologia delle superfici convesse per migliorare l’illuminazione durante la guida notturna. Cambia il sellone, che vuole offrire maggior comfort (anche se esteticamente ci piaceva di più il vecchio); cambia la strumentazione, che ora propone un fascinoso retrò look; sulla scocca riappare il vecchio logo Piaggio, quello che Vespa ha portato con disinvoltura nei primi anni della sua vita.

VADE RETRO PLASTICA Non sono invece cambiate le impostazioni che della Vespa hanno fatto la storia. Così ritroviamo la scocca portante d’acciaio (che resta l’unico esempio attualmente in produzione), la sospensione anteriore a braccetto oscillante, i piccoli cerchi da 10 pollici e, naturalmente, il cambio a quattro marce con comando al manubrio.

MODERNARIATO Resta anche il classico motore 2 tempi disponibile in cilindrata 125 e 150cc raffreddato dall’aria soffiata dal classico ventolone d’alluminio. Chi vuole tacciare la PX di immobilismo tecnico, sappia che accensione elettronica e avviamento elettrico fanno già parte da un bel po’ di tempo della dote tecnica della Vespa, anche se è comunque rimasto il classico avviamento a pedale. Del resto come immaginare la Vespa senza la pedivella di messa in moto?

C’È ANCHE IL DISCO Immaginarla senza il vetusto tamburo anteriore invece è possibile, visto che ormai anche il vespone adotta un bel disco da 200mm che finalmente rende giustizia verbo frenare.
Il sistema frenante si completa con il classico tamburo posteriore (150mm di diametro) comandato dal pedale alla base della pedana.

AMICA DELLA NATURA Il motore due tempi della PX è diventato anche più "verde", visto che adotta un catalizzatore ossidante a due vie che consente di rispettare i nuovi standard Euro1 in materia di emissioni inquinanti. Ma, in generale, è tutta la PX ad essere ecologica: realizzata senza far ricorso all’amianto (per le pastiglie dei freni) è recuperabile, alla fine del suo ciclo di vita, in misura superiore al 95%.
Un mezzo politicamente corretto, dunque, oltre che un icona del mondo a due ruote, che costa anche poco. La PX vince infatti anche la sfida dei listini proponendosi a prezzi davvero interessanti. 5.300.000 lire la 125 e 5.700.000 lire la 150.


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