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Scooter LA NOVITÀ Il Joyride è un mezzo importante per Sym perché segna il debutto della vivace casa Taiwanese nel settore dei maxi scooter. È uno scooterone di taglia media, globalmente ben fatto e perfettamente allineato con la filosofia della Sym che vuole offrire mezzi innovativi e con un elevato rapporto qualità-prezzo. LINEE EUROPEE La prima cosa che colpisce (positivamente si intende) sono le linee morbide e poco "orientali" di questo modello. Con il Joyride la Sym è riuscita a proporre un design molto più "globale" ed internazionale rispetto a quello dei suoi predecessori. IN MEZZO… IL VUOTO Nonostante alla base ci siano idee oramai ben collaudate da altri produttori, il Joyride 150 riesce comunque a mettere in mostra elementi di distinzione, come ad esempio il maniglione posteriore, tipo spoiler. Ma, soprattutto, questo Sym è "diverso" nella parte centrale, caratterizzata da una pedana ampia ma soprattutto perfettamente piatta, manca insomma il fastidioso tunnel centrale "mangia spazio", caratterizzante tutti i maxi scooter d’oggi. A fine pedana troviamo poi i poggiapiedi per il passeggero, ben integrati, ma di aspetto economico e un po’ bruttini da vedere. PLANCIA DI CLASSE Il frontale, a forma di freccia, è caratterizzato da un grosso faro a sezione unica, soluzione tipica sui maxi-scooter, sovrastato dalla presa d’aria del radiatore e da un ampio parabrezza, dai buoni effetti protettivi. Le frecce, disposte nella parte alta dello scudo, sono ben collocate ed eleganti, con il loro color cristallo. Ben integrata dietro il parabrezza, troviamo una plancia comandi da vero scooter di classe. Oltre al tachimetro analogico, il Joyride è dotato di un vero computer di bordo con display a cristalli liquidi, riportante tutte le informazioni necessarie per viaggiare comodi e informati. L’orologio, al centro del display, è circondato dagli indicatori della benzina, della temperatura dell’acqua e dal contachilometri totale e parziale. A completare il tutto, cinque spie luminose, per gli indicatori di direzione, l’abbagliante, la riserva dell’olio e della benzina (quest’ultima è segnalata anche dal lampeggio sul display) e i pulsanti per la regolazione dell’orologio. Ai lati del manubrio sono posizionati i blocchetti dei comandi elettrici, completi di tutto, anche del pulsante per il lampeggio. SBAVATURE Si notano però alcune piccole sbavature nelle rifiniture, talvolta non da primo della classe. Alcuni componenti denotano, infatti, una certa economia nella fattura più che nell'assemblaggio. Nel complesso, tuttavia, la qualità dello scooter Sym è più che buona. VITA COMODA Completa l’opera il codone proteso verso l’alto, dalle linee più affilate rispetto all’avantreno ed ospitante il sellone, spazioso e ben imbottito, a "due piani". Ma lo spazio non finisce qui. Sotto la sella, che si apre lateralmente il Joyride offre un vano dalle dimensioni generose, in grado di ospitare un casco integrale e, all’occorrenza, anche un mini jet. A rendere la vita comoda al passeggero, provvede anche un poggia schiena, ancorato al caratteristico maniglione. CICLISTICA CONVENZIONALE La ciclistica è convenzionale, il Joyride 150 non si lascia andare a troppe sofisticazioni offrendo soprattutto componenti di qualità: una valida forcella telescopica davanti e un altrettanto valida coppia di ammortizzatori (regolabili) dietro, azionati canonicamente dal gruppo motore-trasmissione oscillante. A tener ben incollato al suolo il maxi Sym, contribuiscono anche le ruote, i cerchi in lega a cinque razze da 12" calzano panciuti pneumatici da 110/80-12" davanti e da 130/70-12" dietro. MOTORIZZAZIONE CIVILE L’anima del Joyride è ovviamente il motore, un nuovo monocilindrico a quattro tempi e quattro valvole, raffreddato a liquido, progettato dalla Sym per essere il più educato possibile. Ovviamente rispetta la normativa Euro 1, ma questo mono vuole stabilire anche il record di silenziosità. La struttura del motore è stata realizzata in modo tale da ridurre al minimo la rumorosità meccanica, per garantire il comfort dei passeggeri e non contribuire all’inquinamento acustico, ormai altissimo nelle nostre metropoli. FRENO ALL’ESTERNO Non si può fare a meno di soffermarsi sull’impianto frenante, qui il Joyride prende le distanze per distinguersi da tutta la produzione attuale di scooter. Il Joyride sfoggia orgoglioso un disco anteriore perimetrale (fissato quindi all’esterno del cerchio e non al mozzo) da ben 273 mm, probabilmente un diametro record tra gli scooter, una soluzione che fa tanto... special. A dar man forte nelle situazioni più critiche, c’è un disco posteriore da 220 mm. PREZZO CENTRATO Per ultimo, ma non per questo meno importante (anzi!), commentiamo il prezzo, poco sopra i sette milioni (per la precisione 7.300.000 lire chiavi in mano). Se è vero che sul mercato sono presenti scooter con prezzi anche inferiori, quanto a rapporto qualità/prezzo il Joyride non lo batte quasi nessuno.
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