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Scooter

Piaggio Hexagon 180

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Passato quasi inosservato rispetto alle tante novità del settore, l’Hexagon arriva alla terza generazione. Stesso look ma tante novità tecniche per un maxi che è diventato midi.

Giovedí, 03 Gennaio 2002

Alfredo  Verdicchio

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COM’È Quando è scoppiata la moda dei maxi scooter l’Hexagon era considerato uno modello di grandi dimensioni. L’ammiraglia del gruppo Piaggio aveva motori due tempi veloci (ma anche assetati) e un fisico prorompente appoggiato su ruotine da 10 pollici. Cambiano i tempi, oggi gli scooter hanno dimensioni monumentali, l’Hexagon abbandona la definizione di maxi (lasciandola all’X9) e non senza un certo snobismo conia la definizione di GT compatto, come a dire: crescete, crescete poi vi voglio vedere nel traffico.

SCARPE GROSSE… Però in qualcosa è cresciuto anche lui. Se appena nato sembrava vacillare un po’, con quel suo corpicione appoggiato su due ruote piccole piccole, l’Hexagon ha poi corretto il tiro indossato via via scarpe sempre più grosse. Così il GT Piaggio è passato dall’infanzia (a dieci pollici) all’adolescenza (11 pollici) per arrivare alla completa maturità (12 pollici). Nel frattempo i fumosi motori due tempi hanno lasciato spazio a moderni motori a quattro tempi.

CICLISTICA NUOVA È passato un po’ in sordina il nuovo Hexagon, al punto che quasi nessuno lo ha notato. Abbagliati dalle nuove proposte, quasi non ci siamo accorti che questo best seller europeo (100.000 pezzi venduti dal 1994) ha subito radicali aggiornamenti.
Assieme ai cerchi da 12 pollici arriva anche una vera forcella con steli da 35 mm e siccome l’ammortizzatore posteriore soffriva un po’ di solitudine, alla Piaggio hanno pensato bene di aggiungerne un secondo, così la coppia è più adatta a contenere il maggior peso del nuovo motore L.E.A.D.E.R. (Low Emission Advanced Engine Range).

UN NOME, UN PROGRAMMA Leader, chissà se alla Piaggio il nome lo hanno scelto apposta. Il 180 quattro valvole che frulla sotto le plastiche dell’Hexagon è, in effetti, il massimo quanto a prestazioni: è brillante, veloce. Davvero un bel motore che con i suoi 20 cavalli arriva a competere senza fatica con i 250 della concorrenza, consumando anche poco. Le idrovore a due tempi di vecchia memoria sono per fortuna del tutto dimenticate, con il nuovo Hexagon anche stracciando il gas è difficile scendere sotto i 25-27 km/litro.

FRENI NUOVI Reparto freni. Francamente è sempre stato il punto debole dello scooter toscano che, finalmente, sistema le cose anche in questo settore. Definitivamente abbandonato l’ormai superato tamburo posteriore, al suo posto arriva un bel disco da 220 mm. E l’impianto cresce anche davanti. Le dimensioni più generose del cerchio hanno reso possibile l’utilizzo di un bel "padellone" d’acciaio da 240 mm di diametro (la stessa misura dell’X9 che però di dischi ne ha due), decisamente più adeguato per rallentare l’Hexagon del "CD" da 200 mm della versione precedente.

IL LOOK NON CAMBIA
Modifiche sostanziali, dunque, hanno modificato non poco il carattere dinamico dello scooter Piaggio che, invece, non cambia look. L’estetica è, infatti, immutata riproponendo lo scudo appuntito, con il gruppo ottico a quattro elementi e il paffuto posteriore piuttosto sviluppato in altezza, che incorpora il baule (l’Hexagon non ha vano sottosella) rifinito con moquette, luce di cortesia e presa elettrica a 12V.

NEL CRUSCOTTO TUTTO Anche la strumentazione è ora più completa: un piacevole mix dI elementi analogici e digitali offre una vera messe d'informazioni. Agli strumenti tradizionali si aggiunge un display che indica ora, data e temperatura "esterna". A completare la dotazione di serie, piuttosto ricca, C'è il cavalletto centrale affiancato da quello laterale ed il coprisella impermeabile, sempre utile (e decisamente più estetico dei tremendi sacchetti in plastica del supermercato) in caso si abbandoni lo scooter sotto la pioggia.

STESSO PREZZO Invariato come l’estetica, il prezzo di listino, che viste le modifiche piuttosto importanti fa apprezzare lo sforzo della Piaggio. Per un Hexagon 180 bastano 3.870 Euro (non affannatevi a cercare il convertitore fanno 7.494.000 lire).


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