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Scooter LA NOVITÀ L’idea dello scooter con il tetto non è nuova ci ha pensato prima la BMW con la sua C1. Quello di Benelli è però un punto di vista diverso. Non una cellula di protezione totale ma un vero e proprio tettuccio che protegga al meglio dalle intemperie. Ecco perché, nonostante il tetto l’Adiva si deve guidare con il casco indossato. PICCOLO GENIO Un’idea a suo modo geniale dunque, anche perché alla fine consente di spuntare un prezzo elevato sì, ma tutto sommato accettabile. Nei quasi 10.000.000 di lire (9.545.000 per l’esattezza) richiesti, l'Adiva propone praticamente due mezzi in uno seguendo la tendenza del coupè cabriolet tanto in voga anche nel mondo dell’auto. MASSIMA PROTEZIONE Il diktat del marketing Benelli deve essere stato di quelli perentori: l’acqua qui non deve entrare. L’Adiva, quindi, non offre solo il tettuccio ma anche molte attenzioni che vogliono tenere fuori acqua e vento. Sviluppatissimo in altezza, il parabrezza non è un plexiglas fine a se stesso ma un cristallo di tipo automobilistico, con tanto di tergicristallo a due velocità e lavavetro. Ci sono poi anche due vistosi deflettori laterali che allargano ulteriormente la bolla di aria calma che ripara il pilota. NON È UN ADONE Il risultato estetico ottenuto non è il massimo. L’Adiva non è bellissimo da vedere ma nemmeno inguardabile, solo occorre farci l’abitudine. Il frontale e massiccio, con un piccolo faro che spara verso il basso, massiccia è anche la coda e con tutto quel po’ po’ di baule non potrebbe essere altrimenti. Il tettuccio chiude con con un linea ideale questo "ovetto" che alla fine ci piace di più chiuso che aperto. BAULE CON IL TONFO Non costa poco l’Adiva, ma vuole offrire una dotazione di alto livello. Il baule è morbidamente foderato di moquette e offre la luce di cortesia; l’apertura è comandata direttamente dal blocchetto di accensione ma è bene non dimenticarsi mai di accompagnare l’operazione con la mano (una gira la chiave, una tiene il baule) pena un poco elegante tonfo verso il basso del coperchio. Lo stesso coperchio può dare dei problemi durante la chiusura. Occorre poi regolare attentamente la distanza del gancio altrimenti il coperchio manca volentieri la chiusura, costringendo a usare la "violenza". Se si lascia troppo lasco, invece, ci scappa qualche infiltrazione. TRADIZIONALE LA TECNICA La dotazione tecnica è quella di un normale scooter targato. A muovere l'Adiva pensa un semplice monocilindrico a quattro tempi made in Piaggio, una unità moderna anche se non proprio briosa. Il raffreddamento è ad aria forzata. Parco nei consumi, il mono dell’Adiva è naturalmente a norma Euro 1. Per ora è disponibile solo con cilindrata 150, anche se è previsto a breve l’arrivo di una versione 125 cc. In ogni caso, anche se la destinazione d’uso privilegiata dell’Adiva è la città, la 150 pare la cilindrata giusta. In fondo può sempre capitare di dover passare per una tangenziale no? Apprezzabile anche la scelta di mantenere la pedivella di avviamento, almeno non si è del tutto schiavi della batteria, che se si asciuga lascia lo scooterista sprovveduto completamente a piedi. CRUSCOTTO DEFILATO Proprio come una berlina la strumentazione è piacevole e completa. Un misto di strumenti analogici e digitali offre tutte le informazioni necessarie al pilota: velocità, livello carburante. Bello, in particolare, il display LCD che, oltre al totalizzatore e all’orologio riporta anche la temperatura "esterna". Peccato che il tutto sia un po’ defilato sulla destra e in parte nascosto dal manubrio, soprattutto se non ci si siede molto avanti. OCCHIO ALLE FINITURE Volendo, sull’Adiva si può anche mettere la motoradio, è già tutto predisposto, anche se piuttosto che avere la radio avremmo preferito una maggiore cura nella realizzazione generale. Plastiche poverelle con accoppiamenti così così non sono certo adeguati al range di prezzo in cui Adiva si propone. In ogni caso, si paga anche l’idea e se è vero che sul mercato vince che arriva prima, a giudicare dagli Adiva in circolazione la Benelli ha già vinto. Non solo, ma presto ci sarà anche una versione voluta nientemeno che dalla Renault.
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