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Prove speciali
Notizie correlate UN PO’ E UN PO’ La KLE è una moto particolare. Sull’estetica pesano un po’ gli anni di un progetto non più fresco, ma nel suo piccolo, rappresenta un qualcosa di unico sul mercato delle due ruote. Le dimensioni sono piuttosto contenute, sia in lunghezza che in larghezza. A guardarla ricorda più una monocilindrica stile KLR (tanto per rimanere in famiglia…) che una bicilindrica. Invece, sotto le plastiche lavora un compatto bicilindrico il linea di 498 cc. Un motore ben noto a chi mastica di Kawasaki, visto che equipaggia con diversi livelli di potenza la sportiva GPZ 500S, la nuda ER-5 e la custom EN 500. Sulla KlE è in versione 48 cv (35 kW), giusto, giusto per ottenere la patente A senza limitazioni di sorta. ENDURO GRINTOSA La linea della KLE non è mai cambiata, è tesa, spigolosa come andava di moda un tempo e come vanno di moda oggi tra le sportive (confermando la teoria "del tutto torna", prima o poi). Il cupolino è mini nelle dimensioni, come la semicarena, che si raccorda bene con il serbatoio, capace di ingollare 15 litri di "verde" (compresa di riserva), non molti ma, come vedremo, l’autonomia della piccola Kawa non fa rimpiangere capienze superiori. PREFERISCE L’ASFALTO L’adozione di pneumatici dal disegno pressoché stradale, insieme al parafango attillato, esaltano la propensione al viaggio e la preferenza per le lingue d’asfalto, così che la KLE si propone come valida (ed inaspettata) alternativa ai più pesanti ed ingombranti bicilindrici da 650 cc e oltre. COME DA COPIONE Caricati i pochi bagagli, senza riuscire ad evitare il rimprovero della mia compagna di viaggio, in un lampo ci troviamo al casello d’ingresso per la A1, Milano-Bologna, destinazione il porto d’Ancona, dove ci avrebbe atteso la nave per la Croazia. 450 Km da fare tutti in un fiato. Lunghi e dritti, a parte un paio di curve appena entrati nelle Marche. In soldoni una noia mortale. Ne abbiamo approfittato per valutare alcuni aspetti della moto, come il comfort e la strada. COMODI IN DUE L’impostazione di guida ricorda molto le enduro dei tempi passati, con il busto eretto e le braccia larghe ad impugnare il manubrio di derivazione crossistica, anche se da queste, la KLE si differenzia per una posizione più aggressiva, per via delle pedane leggermente più arretrate. La sella è ben imbottita per entrambi i passeggeri ed offre lo spazio necessario per stare comodi in due (ma nulla di più, viste le dimensioni compatte della moto). Anche se leggermente più alta, rispetto alla concorrenza (850 mm da terra), la sella è poco larga e ben scavata, consentendo anche ai meno alti di poggiare almeno un piede a terra. SPIOVE LA SELLA Nei lunghi tragitti, però, il disegno "spiovente" porta il pilota a poggiarsi costantemente sul serbatoio, senza poter sfruttare tutto lo spazio a disposizione, mentre al passeggero crea qualche problema di stabilità in caso di frenate brusche. Fortunatamente, la porzione per il secondo è meno inclinata, le pedane sono poste alla giusta altezza e, all’occorrenza, il portapacchi è provvisto di fessure cui aggrapparsi anche se poco sfruttabili quando si monta l’indispensabile (in viaggio) bauletto. La protezione offerta dal cupolino è stata meglio di quanto ci si aspettasse. Non è certo paragonabile a ciò che offre la concorrenza più "carrozzata", ma, nonostante la sua compattezza, il busto e parte delle spalle, sono rimaste discretamente protette fino ai 140-150 Km/h, solo casco e braccia, si sobbarcavano il peso dell’aria. DUE DI CARATTERE Un bel viaggiare, reso possibile dal grintoso bicilindrico frontemarcia che, oltre a girar forte (tocca gli undicimila giri), offre una erogazione fluida (ma non certo corposa) già ai 2.000 giri, pronta a salire in modo progressivo, per poi "esplodere" e dare il meglio di se tra i 6.000 e 9.000 giri, dove coppia e potenza sono ai valori massimi (intuibile dal caratteristico cambio di "umore", tipico dei motori in linea). A manetta spalancata, la lancetta del tachimetro si è spiaccicata sui 180 Km/h. PICCOLA VIAGGIATRICE Non male per una "motoretta" con soli 47,5 cv di potenza dichiarata che, per giunta, ha sfoggiato una stabilità di marcia davvero invidiabile. Alla massima velocità, l’avantreno si alleggeriva poco, grazie alle sospensioni dalla taratura più consona all’asfalto che ai fondi sterrati mentre, nei curvoni veloci, si è avvertito qualche ondeggiamento solo oltre i 165 Km/h indicati. Non è mancata la classica coda di vacanzieri alle uscite di Riccione e Rimini (ma chi ve lo fa fare). Il ritmo di marcia ha subito chiaramente un rallentamento, ma è l’occasione buona per valutare la maneggevolezza della nostra "Kawa", zigzagando tra le fila di auto e TIR. I SOLITI RITARDATARI Se in questo modo si è riusciti ad apprezzare la moto, dall’altro canto, le code (cui si è aggiunto un incidente a 15 Km dall’uscita di Ancona) ci hanno rallentato non poco, rischiando di farci perdere la nave (e con essa i 200 "euri" di prenotazione). Per fortuna che il ritardo sembra essere un "pregio" di tanti connazionali che, come noi, si sono presentati all’ultimo momento, facendo slittare la partenza di una mezz’ora. Sulla nave, in pieno relax, ho notato come la piccola KLE mi abbia positivamente sorpreso. Non solo per aver retto gli ultimi 150 km a gas spalancato, ma anche per non aver gravato più di tanto sulle nostre tasche, registrando un consumo medio di 18 Km al litro (ogni 240 km si girava la chiavetta per la riserva).
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