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Prove speciali

Ducati 996 Factory

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Immaginate un giorno qualsiasi. Vi alzate, riempite la borsa con tuta, casco, guanti e stivali e vi recate verso un autodromo per provare una moto. Solo che questa volta l'oggetto della prova non è la solita sportiva stradale, bensì la moto campione del mondo Superbike.

Mercoledí, 01 Agosto 2001

Stefano Cordara

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UN SOGNO? Forse ma che per un ristretto numero di giornalisti si è avverato in una fredda giornata di Novembre. Il fax che arriva in redazione è di quelli da saltare sulla sedia. Gentile signor….Siamo lieti di invitarla alla prova in pista della Ducati 996 Factory, la moto campione del mondo Superbike che si svolgerà all’Autodromo Internazionale del Mugello.

LO CONFESSO. Per una settimana, e fino la notte precedente la prova, ho dormito poco e male. Provare una moto da corsa, per di più campione del mondo, non è cosa che capita tutti i giorni. Pensavo al circuito, uno dei più impegnativi e affascinanti tracciati del mondo. Pensavo alla moto, il cambio è al "contrario" vale a dire con la prima in su, bisogna stare concentrati e non sbagliare altrimenti sono guai. Poi il motore: quanti cavalli avrà? 150? 160? Su un peso di 160 chilogrammi fanno un cavallo a chilogrammo, quasi come una formula 1. Pensavo a come raccordare le varianti e le curve in contropendenza, pensavo insomma a come evitare una figuraccia come di solito succede quando si prova un mezzo eccezionale, troppo lontano dalle proprie possibilità. Il mattino della prova apro le tende della camera d'albergo e un bel cielo plumbeo mi dà il buongiorno. Del sole a picco dei giorni precedenti nemmeno un raggio. Cominciamo bene, penso… già la moto dà il suo bel daffare, se poi ci si mette anche l'asfalto umido…

OGGETTO DI CULTO Ai Box le due 996 ufficiali sono smontate e si mostrano in tutto il loro splendore. Un pro fano potrebbe forse rimanere indifferente ma se si ama la tecnica non si può che entrare in venerazione per tanta maniacale cura. Ogni particolare è curato all'estremo, alleggerito, lucidato, perfetto. C'è da rimanere incantati a guardare per ore. Una volta vestita la 996 Factory potrebbe benissimo essere scambiata per una normale 996 stradale un po' "taroccata" ma sotto, beh, lì è tutto diverso. Giro un po' attorno alla moto, cerco di districarmi tra l'intreccio di cavi e tubi che corrono sopra e sotto il telaio, studio i freni. La pompa anteriore è radiale con un pistoncino enorme, i dischi sono in ghisa (il carbonio nella Superbike è vietato da qualche anno) le pinze sembrano piccole sculture di alluminio, l'air box ha due "bocche" gigantesche, necessarie per sfamare i sei iniettori (tre per cilindro!), ovunque ci sono i sensori per la telemetria (a proposito, anche noi l’abbiamo usata... stendiamo un velo pietoso sui risultati). Attorno alle due moto lavorano velocemente alcuni meccanici che smontano e rimontano i pezzi a una velocità impressionante quasi come fossero di Lego.

RISCALDAMENTO Il mio studio assorto viene distolto dalla messa in moto una 996 standard. Già, mi ero quasi dimenticato che con l'occasione si potevano anche provare le moto di serie. Allora, giusto per scaldarsi un po', per prendere un po' di confidenza con il circuito, ne inforco una e parto. Non ho mai girato prima al Mugello e il circuito si rivela per quello che è: un entusiasmante toboga fatto di saliscendi, varianti velocissime e curve in contropendenza, per andare forte ci vuole "pelo" e una moto perfettamente a punto. La 996 standard si comporta bene: sincera, scende in piega in sicurezza e spinge forte fuori dalle curve. In fondo al rettilineo dei box si vedono quasi i 240 ma i rapporti sono forse un po’ troppo diluiti per gustare appieno l'erogazione del bicilindrico Ducati.

IN PISTA Poi il momento magico. Il rombo della 996 Factory numero due riempie la corsia box, le vene sono inondate di adrenalina. E' il mio turno. Colpo deciso al cambio verso l'alto, una sfrizionata appena più lunga del normale ed eccomi in pista. Noto con sorpresa che il mostro dei miei incubi lasca spazio a una moto insospettabilmente trattabile. Il contagiri digitale non segna nemmeno (la scala parte da 7000!) eppure questo bicilindrico spinge già con una forza e una regolarità impressionanti. E' possibile entrare in curva con una o due marce in più e riprendere senza esitazione, senza un rifiuto, molti motori stradali non sono così elastici.

COME UNA BICI La moto è comoda, quasi più della 996 standard: Fogarty ha più o meno la mia stessa taglia e in sella mi trovo subito a mio agio. Il cielo è ancora nuvoloso e l'asfalto non si è certo scaldato ma ormai non mi importa più niente. Cerco, nei pochi giri che ho a disposizione, di entrare il più possibile in sintonia con la moto. La maneggevolezza è entusiasmante ma la 996 non è affatto nervosa, salta in mezzo alle varianti con una rapidità inarrivabile per una moto da strada, disegna le traiettorie con una precisione incredibile e i freni sono quanto di meglio si possa desiderare. Progressivi e potentissimi. Basta la pressione di un dito e la decelerazione è già esuberante, tirando un po' di più ci si ferma in un fazzoletto.

L'UNICO LIMITE: IL PILOTA Man mano che aumentano i chilometri aumenta la confidenza, certo siamo ben lontani dal limite della moto ma i pezzi di legno (brutta bestia la tensione) che avevo al posto delle braccia alla partenza si vanno slegando. Mi trovo a pennellare le curve con una precisione per me inaspettata, ad esibirmi in pieghe che fino a mezz'ora prima mi sembravano impossibili con la saponetta del ginocchio che striscia sull'asfalto per lunghi, interminabili secondi. Dopo un paio di giri ci si rende conto di essere entrati in un altro mondo, dove le gomme ti incollano a terra come con l'Attak, dove la guidabilità raggiunge lo stato dell'arte, e dove il limite è solo tuo, non del mezzo. Quando si esce da una curva o da una variante la spinta non è brutale o incontrollabile ma l'accelerazione è impressionante. 9, 10, 11000 giri: i brevi rettilinei di raccordo vengono letteralmente divorati in pochi secondi con l'avantreno che perde progressivamente il contatto con l'asfalto. Qualche sbacchettata ma niente di ingestibile, portando il peso in avanti tutto torna sotto controllo. Non c'è molto tempo per pensare, tranne che sul lungo rettifilo dei box quando accucciati dietro al cupolino si infilano tutte le marce con il motore che urla tutti i suoi 12000 e passa giri e ti proietta verso la micidiale staccatona della curva San Donato. A proposito, con un po' di assuefazione il cambio invertito non è più un problema, in più è anche servoassisitito elettronicamente e in accelerazione per salire di rapporto non occorre nemmeno levare il gas.

FINE DEL SOGNO... Grande, grandissima moto. Dopo un po' non vorresti più scendere, capisci che con lei potresti imparare a guidare davvero, potresti andare sempre più forte. Ma il sogno finisce troppo presto. Purtroppo un inesorabile cartello mi segnala inequivocabilmente che devo rientrare ai box. Peccato stavo cominciando a prenderci gusto…

di Stefano Cordara
Scarperia, 11 Novembre 1998

SCHEDA TECNICA

CASA COSTRUTTRICE
Ducati Motor Spa
Via C. Ducati, 3 40132 Bologna
Tel. 051-405049 Fax 051-405801
E-mail www.ducati.com

MECCANICA
Motore
: a 4 tempi bicilindrico a V di 90°
Distribuzione: bialbero in testa, quattro valvole per cilindro
Raffreddamento: a liquido
Alesaggio x Corsa: 98x66 mm
Cilindrata: 996 cc
Rapporto di compressione: n.d.
Alimentazione: iniezione elettronica indiretta Weber Marelli tre iniettori per cilindro
Trasmissione primaria: ingranaggi a denti dritti
Trasmissione finale: a catena D.I.D 520 ER V2
Frizione: multidisco a secco con comando idraulico
Cambio: a sei rapporti
Accensione: elettronica

CICLISTICA
Telaio
: a traliccio in tubi di acciaio
Sospensione anteriore: forcella a steli rovesciati Ohlins da 46 mm
Sospensione posteriore: forcellone monobraccio in magnesio con monoammortizzatore Ohlins
Freno anteriore: a doppio disco Brembo diam. 320/290 mm con pinze monoblocco a quattro pistoncini
Freno posteriore: a disco Brembo diam. 200 mm con pinza a doppio pistonicino
Ruote: in magnesio Pneumatici ant./post.: Michelin 17" 17"

PRESTAZIONI DICHIARATE
Potenza max: 158 cv alla ruota a 12000giri
Velocità max: oltre 300 all'ora

DIMENSIONI
Lungh./Largh
.: 2030/685 mm
Interasse: 1430 mm
Peso a secco: 162 kg
Capacità serbatoio: 24 litri


  
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