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Viste&Provate Notizie correlate DUE ANNI PER CAMBIARE Da quando è stata mostrata al Motorshow come
concept, ad oggi che è pronta per la definitiva messa in produzione sono passati
neanche due anni. Pochi per un progetto completamente nuovo che però, in questo
lasso di tempo, è cambiato in modo piuttosto consistente. La 9 ½ che vedemmo
a Bologna strizzava l’occhio al mondo delle scrambler con le sue gomme
moderatamente tassellate, e le sospensioni leggermente rialzate. Quella
definitiva, invece, si scrolla di dosso ogni granello di polvere e sposa la
causa delle modern classic, un filone che sull’onda del "tutto torna, prima
o poi" pare in grande rilancio. Lo ha sfruttato anche la vicina di casa Ducati con
la sua GT 1000, la rivale più accreditata per la nuova Morini.
SECONDOGENITA A Casalecchio stanno quindi rispettando le tempistiche che si erano imposti. La Corsaro da questo settembre sarà affiancata nei concessionari dalla 9 ½ , un nome che farà battere i cuori ai morinisti ancora legati a filo doppio alla 3 ½, una moto che negli anni 70/80 fece faville. Ad essere legato alla tradizione non sarebbe solo il nome, secondo il management Morini, infatti, la 9 ½ è la Morini che, ancor più della Corsaro, si lega al glorioso passato della casa Bolognese. TRANQUILLA MA NON TROPPO È una moto "tranquilla", adatta al diporto, al turismo e all’utilizzo quotidiano. Le virgolette che ho messo alla voce tranquilla non sono messe a caso: contrariamente a quanto annunciato al momento del lancio del prototipo e a quanto il nome lascerebbe supporre, il motore non è un 950 cc ma resta il grintoso "corsacorta" V2 di 87° da 1187 cc che già equipaggia la Corsaro. SEMPRE 1200 MA PIÙ MORBIDO Ovviamente l’ingegner Lambertini (il progettista storico di Morini, lo stesso che progettò a suo tempo il 3 ½) lo ha rivisto per modificarne le caratteristiche. Sulla Corsaro servono grinta e cattiveria, sulla 9 ½ meglio avere una erogazione più in linea con la moto ovvero morbida e piena di coppia. Lambertini ha lasciato inalterata gran parte del motore intervenendo sulla termodinamica. Ha quindi confermato i due pistonacci da 107 mm (probabilmente i più grandi su un motore di serie) ma ha messo mano a valvole (più piccole nel diametro), condotti (sezione ridotta del 20%) alberi a camme (profilo meno spinto), inoltre ha aumentato il rapporto di compressione passato da 11,9 a 12,5:1, una scelta che a suo dire migliora ulteriormente l’erogazione a gas parzializzato. COPPIA BASSA Il risultato è un motore che pur addolcito nel carattere è comunque in grado di sviluppare 117 cv a 8.500 giri con una coppia di 102 Nm a 6700 giri. Ma già a 2.500 giri questo motore, catalizzato ed Euro 3, offrirebbe oltre 9 kgm... Un lavoro d’addolcimento che, come vedremo nelle impressioni di guida, ha dato i suoi frutti, anche perché in Morini hanno lavorato sodo sulla mappatura dell’iniezione soprattutto per smussare tutti quegli spigoli che caratterizzavano l’erogazione delle prime Corsaro (pare che anche la mappatura della Corsaro sia stata aggiornata, ne stiamo attendendo una in redazione per metterla alla prova). CICLISTICA TURISTICA Tante modifiche per il motore, ma ovviamente anche la ciclistica cambia parecchio rispetto alla sportiva di famiglia. La 9 ½ è tutt’altro che una Corsaro rivestita da classica e a dirlo non sono solo le ruote a raggi, ma anche un telaio che pur tenendo invariato lo schema del traliccio (ma cambia il telaietto posteriore) ha quote leggermente più "aperte" che portano ad un aumento dell’interasse (1470 mm) e dell’avancorsa (100 mm) con un’inclinazione del cannotto di 24,5° in ossequio alla guida più tranquilla. Si semplifica anche il reparto sospensioni, con una forcella Marzocchi da 50 mm non regolabile e un ammortizzatore che mantiene le regolazioni (precarico, e idraulica) perde il leveraggio progressivo e si sposta sul lato destro, una soluzione di tendenza? Certo adesso è una cosa diffusa, ma la Morini l’aveva piazzata sulla 9 ½ già due anni fa… Entrambe le sospensioni allungano la corsa rispetto alla Corsaro (da 120 a 150 mm). CODA SNELLA Tutte queste soluzioni portano ad una moto elegante, e piuttosto compatta, il serbatoio è importante (tiene 20,8 litri) la coda, forse anche a causa del colore nero, scorre via un po’ in sordina. Per il faro si va sul classico, per il forcellone forse si poteva fare qualcosina in più perché il semplice tubo di acciaio a sezione ovale contribuisce certamente a dare sensazione di snellezza al posteriore ma ha anche un aspetto un po’ economico, soprattutto nella parte destra, quella non occupata dallo scarico. Confermato in toto, invece, l’impianto frenante Brembo con dischi da 320 e pinze assiali a quattro pistoncini, le uniche differenze rispetto alla Corsaro sono nella mescola delle pastiglie meno aggressiva sulla 9 ½. SENZA FRONZOLI Nell’insieme, la Morini mi piace, unisce senza strafare elementi classici ad altri moderni e pare continuare la filosofia iniziata con la Corsaro, niente scelte scioccanti ma linee sobrie e rassicuranti che piacciono al primo impatto. Tutto ad un prezzo di 11.400 € franco concessionario per una moto già disponibile dai concessionari. ACCESSORI TOURING Chi volesse enfatizzare l’anima turistica della 9 ½ non
ha che da attingere al catalogo degli accessori che Morini ha già predisposto
per lei. Parabrezza, borsa laterale estensibile da 27 litri (installabile
solo sul lato destro perché a sinistra c’è lo scarico) e borsa da serbatoio sono
il corredino che la 9 1/2 porta in dote al mototurista.
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