SCOMMESSA Pago una pizza a chi mi dice (a memoria) almeno 5 sigle
differenti di moto Harley Davidson. Non vale leggere, e nemmeno spulciare nel listino.
Per esempio cosa vi dicono queste tre? FXDCI, FLSTNI, FLSTSCI. Probabilmente poco o nulla (a meno che non siate proprio degli assatanati), ma se io vi dico
Super Glide Custom, Softail Deluxe, e Softail Springer Classic, avrete certamente capito che i codici fiscali di cui sopra nient’altro sono che le sigle dei tre nuovi modelli introdotti in gamma dalla Harley Davidson.
TRE NOVITÁ Due anni fa la V-Rod, l’anno scorso le nuove Sportster.
Sinceramente ci stavamo quasi prendendo gusto nell’assistere a tanta vitalità in casa Harley Davidson. Ma, ovviamente, non è sempre così,
per il 2005 la casa di Milwaukee ha pensato bene di frenare la sua onda innovativa e di limitarsi ad aggiornare la gamma occupandosi principalmente della serie grossa con motore 1450 cc, che si arricchisce di tre modelli inediti. Due della famiglia Softail, una della famiglia Dyna.
COME ERAVAMO Quest’anno per Harley, quindi, è piena operazione nostalgia. Softail Deluxe e della Springer Classic paiono uscite direttamente dal telefilm Happy Days. Per la Springer parla il nome. La forcella è proprio quella del tempo che fu, ispirata a quella della Panhead del 1948, scenografica all’inverosimile, con le sue molle esterne che ti si muovono davanti ogni volta che freni. Bellissima nella versione tutta nera, pare una moto restaurata o perfettamente conservata.
STESSA BASE La base tecnica è ovviamente la stessa delle altre Softail con il telaio a doppia culla, il forcellone triangolare e gli ammortizzatori orizzontali piazzati sotto al motore che lavorano in trazione. Ovviamente il motore è l’ultima versione del twin cam da 88 pollici cubi (1450 cc), a iniezione, ancorato rigidamente al telaio (è la versione 88B, con contralbero di bilanciamento).
UNO PER PARTE Tra le novità introdotte dalla Springer anche lo scarico "crossover" sdoppiato che non esce solo sul lato destro ma si sdoppia come sulle touring. Il cuscino dedicato al passeggero è facilmente rimovibile trasformando la Springer in monoposto.
DELUXE PER PIACERE Un po’ meno nostalgica, ma pur sempre esageratamente retrò, la Softail Deluxe, quella che, sinceramente mi ha più preso durante la presentazione. I penumatici con banda bianca, la colorazione bicolore, il triplo faro anteriore e
la sella probabilmente più bassa del mondo (solo 622 mm) la rendono un modello culto per gli amanti del genere. Tra le sue caratteristiche
il fanalino tombstone (letteralmente pietra tombale, chi si vuol toccare faccia pure) e il piccolo portapacchino cromato. Oltre che naturalmente una incredibile dose di fascino. Anche questi due modelli possono beneficiare come tutta la famiglia Softail della
modifica all’asta dell’olio che permette di verificare il livello con la moto sul cavalletto laterale.
DYNAMICA La
Superglide Custom è l’ultima arrivata della famiglia Dyna, bassa lunga e selvaggia. Quella degli integralisti del custom, e anche la più "sportiva"tra le tre presentate. Anche per lei le differenze sono sostanzialmente estetiche visto che la base tecnica è quella della altre sorelline Dyna. In più la Super Glide Custom vanta una inedita fascia sul serbatoio in tinta con il serbatoio stesso. A dare un tocco più custom al tutto arrivano coperchi valvole e carter cromati. Infine tutta la gamma beneficia dell’arrivo di un
nuovo faro anteriore con lente trasparente dalla maggiore efficacia. Ecco in dettaglio i modelli provati.
Softail Deluxe
Softail Springer Classic
Superglide Custom