COME DA TRADIZIONE La serie CB, per Honda, rappresenta una
tipologia di moto ben precisa, le cui radici risalgono addirittura alle mitiche
“four” della fine degli anni 60. Si tratta di
moto oggi definite “naked”,
la
cui caratteristica principale è quella di unire prestazioni elevate con una
fruibilità d’utilizzo altrettanto brillante. Dal punto di vista estetico, poi,
tutte sono
riconoscibili per due elementi ben precisi:
il motore in vista e il
telaio “nascosto” da sovrastrutture.
QUASI UNA “R” CON CARENA Della famiglia CB, inoltre, fanno
parte anche
le CBF, che
da sempre si distinguono per l’avvolgente cupolino che
abbraccia il serbatoio ed estende le capacità turistiche di queste moto, senza
per questo perdere il look e il carattere dei modelli nudi.
Nel rinnovamento
della gamma, poi, la prima ad arrivare è stata la
CBF 600, all’inizio
dello scorso anno, seguita a brevissima distanza dalla bella
CB1000 R e, ora,
dalla
seconda generazione della CBF1000, il cui look rinnovato nasconde anche
un’indole più aggressiva che in passato e di stretta derivazione dalla naked
1000 pù in voga del momento.
TABULA RASA L’unico elemento di continuità con il passato,
infatti, è l’impostazione generale, che vede il cupolino proseguire senza
soluzione di continuità nel serbatoio. Per il resto, i designer si sono
rimboccati le maniche e sono ripartiti da un foglio bianco.
La CBF 1000 2010 ha
forme più snelle e filanti, tanto a livello del posteriore, che sembra reduce
da sedute rassodanti in palestra, quanto del muso.
Il frontale, in particolare,
ha ora uno sguardo più truce, grazie a un doppio faro più sottile e spigoloso
(è lo stesso gruppo ottico della CBR600 RR) sottolineato da un motivo nero che ospita due
grintose prese d’aria.
L’obiettivo dichiarato di questa nuova immagine sono i
clienti più giovani, quegli stessi che potevano giudicare la precedente
versione fin troppo seriosa.
SU E GIU’ Nella parte superiore del cupolino il protagonista
assoluto è un nuovo parabrezza (di derivazione Deauville),
regolabile su
quattro posizioni per un’escursione totale di 12 cm e senza che sia necessario
utilizzare alcun attrezzo. Alle spalle del trasparente è sistemata una
strumentazione inedita, con al centro un grande contagiri analogico e ai lati
due display che forniscono tutte le informazioni supplementari,
compreso un
piccolo computer di bordo utile per gestire consumi e autonomia.
Sui fianchi,
inoltre,
fanno il loro esordio nuovi indicatori di direzione a Led, che
integrano anche le luci di posizione, in ossequio a una nuova tendenza del
design Honda che vuole sempre più ampio l’impatto luminoso delle proprie moto
al buio, a favore della sicurezza di marcia.SEDUTA REGOLABILE Rimane della vecchia CBF
la capacità di
adattarsi al pilota, grazie alla regolazione in altezza della sella su tre
posizioni. Rispetto alla quota standard di 795 mm, ci si può muovere di 15 mm
in su o in giù.
Non è più possibile, invece, regolare la distanza del manubrio
dal piano sella, sia per ragioni di sicurezza legate al sistema di ancoraggio,
sia perché praticamente nessun cliente ha mai chiesto di modificare la
posizione originale del manubrio stesso…
SCHELETRO D’ALLUMINIO Con il nuovo model year, quindi,
l’occhio ha sicuramente più la sua parte, ma le novità più importanti sono
quelle che s’intravedono a malapena o non si notano del tutto a prima vista.
Questa Honda si presenta, infatti,
totalmente rivista nel motore e nel telaio.
Lo scheletro è sempre monotrave, ma non è più in acciaio, bensì in alluminio
(realizzato per gravità e non per pressofusione, che avrebbe imposto pareti più
spesse), come sulla sorella naked, la CB1000R.
A livello di sospensioni, poi,
all’anteriore si trova una forcella regolabile nel precarico con steli da 41 mm
e al posteriore risponde un mono H.M.A.S. regolabile nel precarico e nel
ritorno idraulico. L’avancorsa è di 110 mm e l’interasse è di 1.495 mm,
misurato tra ruote da 17 pollici e gommate 120/70 e 160/60.
CUORE SPORTIVO Il motore è un quattro cilindri raffreddato
ad acqua che deriva, come vuole la tradizione del modello,
dall’ultima edizione
della sportivona di casa, la CBR 1000 RR. Prendendo come raffronto la vecchia
CBF,
il guadagno di potenza è importante, pari a 9 cv, per un picco di 107,4
cv, ottenuto al regime di tutto riposo di 9.000 giri. La coppia massima è di 96
Nm a 6.500 giri. La maggior potenza è stata ottenuta lavorando sulla
distribuzione e sul rapporto di compressione (da 11 a 11,2:1), mentre scarico e
iniezione sono stati solamente accordati ai nuovi diagrammi tramite una paratia
nell’airbox e una valvola di scarico comandate elettronicamente.
NE E’ RIMASTO UNO SOLO Altra differenza notevole fra le due
versioni riguarda
lo scarico, che
nella moto 2010 è singolo sul lato destro, al
posto della coppia presente sulla moto venduta finora. Questa scelta, però, non
modifica affatto la massa della moto, sia perché
il nuovo scarico (dotato di
doppio catalizzatore)
è di dimensioni più grosse del precedente, sia perché
per mantenere l’equilibrio dei pesi, sotto la pedana sinistra è fissata una
zavorra apposita, oltre al motorino della valvola di scarico. Ed ecco
perché la moto dichiara ancora un peso notevole:
245 kg in ordine di marcia.
SU MISURA La CBF 1000 è proposta in quattro colori. Si va
dai più modaioli e sportivi bianco e giallo (questo solo per la base), ai più
seri grigio e nero.
L’allestimento ST, proposta di serie con sistema ABS
Combinato (che integra antibloccaggio e frenata combinata CBS) e le borse laterali
rigide da 29 litri costa 10.500 euro f.c., mentre la versione base è proposta a
9.800 euro. Chi volesse crearsi una CBF 1000 su misura, infine, ha a
disposizione una lunga lista di accessori. Ce n’è per tutti i gusti: si va
dalle borse laterali, dai bauletti di varie misure con eventuali borse
interne, all’allarme sonoro, passando per le immancabili manopole riscaldabili e
per il telo protettivo dedicato.