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Ducati Multistrada 1200

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Sportiva o comoda, docile o aggressiva. Con un motore dalla doppia anima e un'elettronica da prima della classe, la Multistrada è in grado di accontentare esigenze apparentemente agli antipodi. Tutto senza tradire il nome che porta. Resta una vera Ducati, per carattere, prestazioni e guida.

Sabato, 27 Febbraio 2010

Stefano Cordara

Paolo Sardi

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In questo servizio
  • Casco: Airoh
  • Giacca/Tuta: Dainese
  • Guanti: Dainese HI-Road
  • Stivali: Diadora

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COM'È Come la vogliamo definire questa moto? Dove la vogliamo collocare? Idealmente la nuova Multistrada è una SUV sportiva a due ruote, definizione, questa, mutuata direttamente dal mondo dell'auto ma che è anche l'unica che riesce a spiegare la poliedricità di questo progetto. Le sue concorrenti sono un po' tutte quelle moto che vogliono fare turismo, divertire nella guida, essere comode nel day by day. In questo segmento troviamo molte proposte, maxi enduro, crossover, motardone rivestite. Ma qui, forse, siamo davanti a qualcosa di ancora diverso. Perché la tecnologia in gioco e le prestazioni toccano un livello ma raggiunto prima di oggi da una moto del genere. Stai a vedere che ha ragione Ducati quando dice che ha inventato la moto che non c'era? Per scoprirlo studiamo nel dettaglio e poi proviamo questa nuova Multistrada.

TAGLIO GEOMETRICO Una moto che, per fortuna, ha cambiato completamente strada rispetto alla vecchia. Le nuove forme vedono ancora il cupolino prendere le mosse dal serbatoio (da 20 litri) ma ora tutto ha un taglio spigoloso e geometrico, di gusto più moderno. A caratterizzare la vista d’insieme c’è il becco (funzionale perché porta aria al radiatore dell'olio) che sovrasta la ruota anteriore (da 17"), cui si contrappone un codino svelto, reso più esile dallo spostamento dello scarico in basso, che ha la maggior parte del volume sotto al motore per abbassare il baricentro (Buell, vi dice niente?) e sfocia sul lato destro con due tozzi "cannoncini". La moto dalle foto appare un po' imponente, in realtà è molto compatta e snella in vita.

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AD HOC La nuova Multistrada porta con sé innovazioni molto importanti a livello di telaio, di motore e di elettronica. Raccontarla in profondità andando nei dettagli, significa fare un trattato di ingegneria, perché a Borgo Panigale hanno farcito questa moto con una tecnologia da primato, soprattutto per quel che riguarda l'elettronica di gestione.

TELAIO MISTO Iniziamo quindi dalla cosa più semplice, che è il telaio: con questa moto per la prima volta Ducati abbandona il traliccio "integrale" in tubi d’acciaio per una struttura mista con piastre laterali di alluminio che assicura una rigidità torsionale aumentata del 19% rispetto alla vecchia struttura. Il telaietto è in tubi e il codino in un polimero plastico che però ha anche funzione portante e incorpora un vano portaoggetti dalla capacità interessante che si accoppia a quello (piccolo) sul lato destro della carena. Anche il monobraccio è nuovo ed è realizzato per pressofusione. Le misure vitali alla fine dicono 1.530 mm di interasse, 25° di inclinazione cannotto e 110 mm di avancorsa. All'interno del nuovo telaio è ospitato un motore parente stretto del Testastretta 1198, ma evoluto profondamente per calzare a pennello a un modello che fa della versatilità la sua essenza.

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TOP 11 In questa edizione viene chiamato Testastretta Evoluzione 11°, nome che è legato all’incrocio delle valvole, ovvero al numero di gradi della rotazione dell’albero motore durante i quali sono aperte sia le valvole di aspirazione sia quelle di scarico. Questo valore è molto contenuto, più che qualsiasi altra moto nella gamma di Borgo Panigale, e garantisce grandi risultati sul fronte della corposità dell’erogazione sin dai regimi più bassi, con vantaggi anche in materia di consumi ed emissioni. Giusto per dare un’idea dei risultati ottenuti, fino a 7.000 giri, la curva di erogazione della nuova Multistrada è addirittura più piena di quella della supersportiva 1198.

NUOVI CONDOTTI Ma non c'è solo questo, il motore è stato ridisegnato a livello di condotti di aspirazione (che hanno un area inferiore), di farfalle e di iniettori, inoltre sfrutta una maggiore massa volanica. Anche la frizione è particolare, non solo perché è in bagno d'olio (sulla 1198 è a secco) ma anche perché, oltre ad avere l'antisaltellamento, utilizza un particolare sistema che "schiaccia" i dischi quando la moto eroga coppia. Questo sistema aiuta le normali molle che quindi possono essere meno dure. Il risultato è una frizione più morbida nell'azionamento. Lo sforzo alla leva richiesto dalla Multistrada è di 7,5 kg, contro i 10 della 1198..

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CHIP AL POTERE Parlando di valori assoluti, questa 1200 vanta una potenza massima da record di categoria, sono addirittura 150 i cv a 9.250 giri con un picco di coppia di 12,1 kgm a 7.500 giri dati che consentono alla Multistrada di superare i 250 km/h effettivi in quinta. La sesta, invece, è considerata una marcia di riposo. Ma non preoccupatevi, per gestire tutta questa birra il pilota è aiutato dalla centralina e dell'acceleratore Ride by Wire che, lavorando assieme, (il sistema è stato battezzato "Riding Mode") consentono di plasmare la moto a piacimento, adattandola a qualsiasi esigenza. Basta un click di un pulsante sul manubrio per settare in un colpo solo la potenza del motore, la risposta dell'acceleratore, la soglia d’intervento del controllo elettronico della trazione DTC montato di serie, ed eventualmente l’assetto delle sospensioni elettroniche Ducati Electronic Suspension (di serie sulla sola versione S), scegliendo tra quattro modalità.

SI FA IN QUATTRO Il claim lanciato da Ducati "quattro moto in una" non è quindi affatto lontano dalla realtà, perché la Multistrada si può trasformare in moto piuttosto radicale passando da una modalità di funzionamento all'altra. La configurazione più aggressiva si chiama Sport, setta il monoamortizzatore e la forcella sul duro, dà piena potenza al motore, offre una risposta diretta al gas e regola il controllo della trazione su un valore di 3, in una scala che va da 1 (quasi inattivo) a 8 (slittamenti in pratica azzerati, ma grandi tagli).

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PER IL TURISTA Il secondo step si chiama Touring, ancora una volta full power ma con reazioni più dolci all'apertura dell'acceleratore (le farfalle si aprono meno rapidamente), traction control al livello 5 e assetto più morbido. La terza opzione è battezzata City; in questo caso la potenza è ridotta a 100 cv, il controllo di trazione passa al livello 7 e il precarico molla del mono è settato al minimo indispensabile per dare anche una mano a mettere meglio i piedi a terra.

SE VEDE LA TERRA... L’ultima soluzione è la modalità Enduro, ancora con 100 cv, controllo di trazione a livello 1 e mono rialzato per aumentare la luce a terra di 20 mm. Tutto questo poi si moltiplica per quattro perché i vari settaggi il Riding Mode cambia le tarature delle sospensioni a seconda che a bordo ci sia il solo pilota, il pilota e il carico, il passeggero o il passeggero e il carico.

FATTELA COME VUOI Ma, ancora non bastasse, si può anche intervenire direttamente modificando l'intervento del DTC e l'assetto delle sospensioni per poi memorizzare il tutto e richiamarlo alla bisogna. Un po' come si fa con la posizione del sedile delle berline di lusso, qui ci si può personalizzare l'assetto elettronico a piacimento.

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DOUBLE FACE Per esaltare queste doti di trasformismo, la Multistrada fa fermare l'ago della bilancia sui 189 kg a secco (217 in ordine di marcia, molto poco) e monta nuovi pneumatici Pirelli Scorpion Trail, pneumatici bimescola dal disegno particolarissimo, e omologati fino a 270 km/h, che per la prima volta portano una filosofia On-Off nella misura ben poco fuoristradistica da 190/55. A vederla con quei bei cerchi in lega non si direbbe proprio una "mangiaterra", però al fuoristrada con questa moto in Ducati ci credono sul serio, visto che hanno addirittura previsto che si possa rimuovere il rivestimento in gomma dalle pedane. Pedane che non toccheranno terra fino almeno ai 45° di inclinazione che Ducati promette si possano raggiungere su asfalto con la Multistrada.

DUE VERSIONI La Multistrada 1200 è proposta in versione base con forcella Marzocchi e mono Sachs (ABS optional), oppure in variante S, (di serie ABS e sospensioni Ohlins a gestione elettronica) nei due allestimenti Sport (sovrastrutture in carbonio) e Touring (borse laterali e manopole riscaldabili). Per entrambe c'è il sistema Keyless per l'accensione della moto senza utilizzare la chiave. In più ci sono moltissimi optional che possono rendere la moto più sportiva, più turistica o più "off".

LISTINO La nuova Multistrada non costa poco, ma resta comunque competitiva con i leader del segmento soprattutto considerando la dote di tecnologia che viaggia a bordo di questa moto e le varie opzioni di guida che ne cambiano radicalmente il carattere. Si parte da 14.900 euro (chiavi in mano) per la 1200 e si arriva a 18.900 per la S. Interessante notare che l'intervallo di regolazione delle valvole sia cresciuto fino a 24.000 km.

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Commenti

  1. 14-08-2010 10:45  attendete... - stefano
  2. 03-08-2010 10:58  multistrada 1200s nuova di pacca!! - Luigi
  3. 27-07-2010 17:23  che moto!!!! - Paolo
  4. 05-06-2010 18:32  provata ieri - -
  5. 26-05-2010 20:36  provata oggi impressioni - Giovanni
  6. 07-05-2010 11:24  Unicità della vecchia linea - Brinter
  7. 06-05-2010 12:44  per jojo - fabettus
  8. 09-04-2010 14:42  x Andrea - frizz
  9. 06-04-2010 11:52  Giochini mercato sulla GS e MTS 1200 - Andrea
  10. 27-03-2010 20:09  non capisco - jojo
  11. 24-03-2010 14:39  Cardano - Mototouring
  12. 19-03-2010 15:05  A me piace. - Sandrino
  13. 17-03-2010 21:30  ..certo che - antares
  14. 17-03-2010 10:47  xnico - fabior850r
  15. 17-03-2010 08:49  Gs - Anche Valentino....
  16. 15-03-2010 15:31  Geo & GS: utensili non dati in optional - FlaK FürbiKe
  17. 15-03-2010 10:19  per AMy - Nico
  18. 15-03-2010 09:46  BMW vs.Ducati Multistrada 1200 - 3 ed ultima parte Nico
  19. 15-03-2010 00:08  Per Nico - AMy
  20. 14-03-2010 23:26  BMW vs.Ducati Multistrada 1200 - parte 2 Nico
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