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Vor 503 SM

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Leggerissima, aggressiva e tanto tecnologica. La 503 è una moto pronta per correre ma con targa e fari. Ha un motore potentissimo e non pesa niente. Ideale per chi vuole divertirsi senza scendere a compromessi.

Venerdí, 29 Giugno 2001

Stefano Cordara

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COM’È Nulla come una moto si avvicina ai mezzi da competizione. E tra le moto nulla come una supermotard si avvicina alle moto da competizione, soprattutto se la moto in questione si chiama VOR SM 503. Sì, perché con una supermotard la differenza che passa tra il modello omologato e quello da competizione è in pratica uguale a zero.

POCO PESO TANTA RESA Compromessi? Nessuno. La 503 è una moto da competizione omologata per l’uso su strada, nulla di meno, tanto di più, perché come vedremo nei suoi soli 115 kg, di sostanza ce n’è davvero tanta. Una sostanza che alla fine giustifica la firma su un "assegnino" da 16.500.000 lire per averne una.
Non è molto che è iniziata l’avventura della VOR, era il 1998 e da allora le moto nero/argento costruite a Ronco Briantino, in provincia di Milano, si sono fatte amare. Negli Stati Uniti impazziscono per averne una, e la produzione 2001 è già tutta prenotata… Anzi alcune novità arrivano addirittura prima negli States che qui da noi (andate a dare un'occhiata al sito www.vor.it). Non male per una factory che combatte contro colossi chiamati KTM, Husqvarna, Honda, Yamaha, ecc…

AMORE A PRIMA PIEGA L’innamoramento è giustificato perché la VOR ha tutto il sapore di una moto artigianale senza per questo averne i difetti. Il vantaggio di costruire mezzi in serie limitata è anche questo… Lo si capisce subito guardando la SM503: essenziale ma curatissima, e tecnologica. In lei c’è tutto il fascino di una moto da competizione fatta d’essenzialità e nessuno spreco.

SENZA POMPA A partire dal motore, un monocilindrico, made in VOR naturalmente, nato per correre. Le dimensioni incredibilmente compatte di questo mono lasciano di stucco. Il carter è come quello di una moderna due tempi… Infatti, è praticamente lo stesso, perché la pompa dell’olio semplicemente non c’è, tutta roba che assorbe potenza. L’olio viene trascinato fino alla testa dalla cascata d’ingranaggi che comanda l’albero a camme.

TRENO D’INGRANAGGI Tra le sue particolarità il mono Vor ha anche quella di avere la distribuzione ad ingranaggi, soluzione questa che aumenta la precisione della fasatura, diminuisce gli attriti e non ultimo azzera di fatto la manutenzione. Così le quattro valvole lavorano precise senza rischi di andare fuori fase anche se si sfolla. Ma il motore può vantare altre chicche, come le sedi valvole in CuBe2, uno dei materiali più duri e resistenti in circolazione, o i carter realizzati interamente in magnesio, o ancora il cambio estraibile, che permette di cambiare la rapportatura senza dover per forza "esplodere" il motore ogni volta. Roba da far leccare le dita a chi con le moto ci corre.

TESTA PICCOLA Tutto sommato tradizionale, invece, la soluzione scelta per la testa. Le quattro valvole sono mosse da un monoalbero con tanto di bilancieri, una soluzione che sulle prime lascia perplessi ma che rispetto al bialbero ha il vantaggio di diminuire le masse in movimento e di realizzare una testa più compatta.
Chiudono la scheda tecnica (ricchissima) la frizione a comando idraulico (dalla pompa mignon) e l’avviamento ovviamente… a pedale e per di più in avanti. Aspettate a storcere il naso, leggete fino in fondo prima di giudicare.

RIDOTTA ALL’OSSO Insomma, l’avrete capito, la 503 i compromessi non sa nemmeno dove siano di casa. E se il motore colpisce, la ciclistica non è da meno. La compattezza è infatti il fiore all’occhiello di tutta la SM. Snellissime, le sovrastrutture vanno a vestire un’ossatura nata per resistere alle sollecitazioni del fuoristrada. Il telaio è realizzato in tre parti imbullonate tra loro. Il travone quadrato centrale funge anche da airbox e ospita il filtro dell’aria (così si risparmia altro spazio prezioso).

QUESTONE DI COLLA L’alluminio è invece utilizzato per il forcellone e anche qui la factory di Ronco Briantino ci ha messo del suo realizzando un forcellone forgiato e incollato (si avete capito bene: incollato). La soluzione, secondo i tecnici VOR, permette di avere maggiore robustezza, vista l’assenza di saldature che da sempre sono il punto critico per l’innesco di cricche.

SOSPENSIONI DA GARA Professionale in tutto, la 503 non poteva che esserlo nel reparto sospensioni e nei freni. La moto appoggia su una forcella Paioli Kayaba a steli rovesciati da 46 mm, l’ammortizzatore posteriore è invece un Ohlins di quelli "belli" tutto si può naturalmente regolare in ogni modo. Innovazione anche nei freni, con uno scenografico quanto efficace disco anteriore a margherita della Braking morso da una pinza a quattro pistoncini ricavata dal pieno. Insomma se siete amanti della bella tecnica potreste restare incantati a guardare la 503 SM per ore. E infatti è proprio quello che succede ogni volta che ci si ferma. La VOR attira gli sguardi come Anna Falchi, non fosse altro perché le supermotard sono di gran moda, l’ultimo grido della tendenza su due ruote…


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