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Honda Hornet 600 my 2001

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E' in assoluto la moto più venduta dopo gli scooter. Un autentico fenomeno di mercato cresciuto oltre ogni aspettativa. Con queste credenziali anche la versione 2001 si appresta a battere ogni record. Senza cambiare più di tanto.

Venerdí, 11 Maggio 2001

Alfredo  Verdicchio

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COM’È Nei primi mesi del 2001, il mercato delle due ruote ha registrato un calo di vendite non indifferente, tale da far temere una - quasi - certa crisi del settore. Le 100.000 immatricolazioni di questi mesi sono più basse rispetto a quell’anno da favola che è stato il 2000 ma, rispetto allo stesso periodo del ’99 (54.000 pezzi), il mercato è comunque quasi raddoppiato. Inoltre a perdere terreno sono quasi solo gli scooter (- 25,02%), che non si sorreggono più sulle spalle forti degli incentivi statali. 
A trainare, invece, il mercato delle due ruote, ci pensa il settore delle moto (+ 3,50%) specie con il segmento delle medie cilindrate. Ed è proprio qui che troviamo l’oggetto della nostra prova, la Hornet 600. Una nuda che ha avuto un successo di vendite straordinario.
Le cifre parlano chiaro: la Hornet è prima assoluta nella classifica delle vendite del segmento medie cilindrate, quarta nel mercato totale delle due ruote, un gradimento incondizionato frutto di un mix indovinato di bellezza e prestazioni.

SPALLE LARGHE A dispetto delle reali dimensioni, la Hornet è decisamente compatta e "ben piazzata". Protagonista estetico è sicuramente il roccioso quattro cilindri in linea preso in prestito dalla sportiva CBR 600F penultima versione (quella a carburatori). Nato per essere ricoperto dalla plastica, il quattro cilindri Honda piace anche se "messo a nudo". Le sue forme complesse danno alla Hornet quel sapore tecnologico che altre nude non hanno. Il trapianto dalla sportiva alla nuda è stato quasi indolore, il bisturi ha tagliato ben poco visto che alla fine manca all’appello solo qualche cavallo (ora sono "solo" 97,5). Altri piccoli interventi hanno reso l’erogazione più "presente" ai bassi regimi.

NUDA AL PEPE Il motore è ben proteso in avanti, un po’ come tutta la moto, dal disegno molto caricato sull’avantreno, come ad evidenziare, oltre alla mancanza di pudore, un animo pepato: serbatoio, motore, telaio. Sono questi pochi ma importanti elementi a caratterizzare il design di una Naked; la Hornet può addirittura permettersi di non sfruttarne uno. Ad essere nascosto allo sguardo è, infatti, il telaio: il motore sembra magicamente sospeso tra serbatoio e collettori di scarico. Ovviamente, dietro il trucco della "lievitazione" c’è una spiegazione logica. Il telaio è, infatti, un monotrave superiore in tubo d’acciaio, completamente diverso quindi da quello della CBR, a suggellare il fatto che la Hornet non è semplicemente una CBR svestita ma una moto a se stante.

SCARICO ALTO La forma particolare del telaio fa sì quindi che sia totalmente occultato sotto il serbatoio a forma lenticolare, probabilmente la parte meglio riuscita della moto. Muscoloso e dalle spalle larghe proteso in avanti, il serbatoio tende a stringersi in "vita", ricavando così morbide incavature sui fianchi, ottime per ospitare le gambe di chi guida.
Anche la sella e la coda mettono in risalto l’animo sportivo di questa naked, puntando in modo deciso verso il cielo. Senza dimenticare lo "scaricone" alto, protetto da una lamiera d’acciaio anti scottatura, posizionato in modo del tutto inusuale per una moto di serie e sicuro protagonista dell’Hornet-look.

POCHE MODIFICHE A parte piccole modifiche estetiche, come la brunitura di manubrio e piastra di sterzo, e il ridimensionamento del parafango posteriore che ora evidenzia ancor di più l’esagerato pneumatico posteriore, la Hornet 2001 è rimasta pressoché invariata rispetto al modello 2000. L’anteriore è ancora caratterizzato dal look più classico con il faro tondo e la strumentazione a due elementi circolari, su cui però si nota l’assenza non solo dell’indicatore del livello carburante, ma anche della relativa spia. 
Anche la dotazione tecnica relativa alla ciclistica rimane inalterata. La Hornet 2001 adotta ancora il cerchio da 17" (la prima versione aveva un cerchio da 16") con relativo pneumatico da 120/70 ZR17, mentre al posteriore rimane il "gommone" da 180/55 ZR17. Inoltre non è cambiata la sospensione anteriore, migliorata già nel 2000, sempre di tipo tradizionale, e purtroppo non regolabile, con steli da 43 mm.

FRENI RACING Al posteriore, invece, ritroviamo il classico forcellone d’alluminio a doppio braccio e il monoammortizzatore regolabile solo nel precarico molla, ma privo di leveraggi progressivi. In una moto dall’indole sportiva non poteva mancare un impianto freni altrettanto sportivo: pinze flottanti a due pistoncini stringono i due dischi anteriorI da 296 mm, mentre al posteriore troviamo un singolo disco da 220 mm. La leva del freno è regolabile, quella della frizione invece no. Mancanza che assieme all’assenza di sospensioni regolabili e a qualche finitura economica si fa notare. Va detto comunque che questa è una situazione è tipica delle moto naked che, prima di tutto, vogliono offrire prezzi competitivi. La Hornet costa 14.195.000 franco concessionario, ci sono nude che costano meno ma che quanto a prestazioni assolute sono distanti anni luce.


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