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Moto Notizie correlate COM’È Nessuna paura, dunque, le bellezze della ZR-7 sono ancora tutte da vedere. In compenso l’aggiunta della semicarenatura ha mutato, ampliandolo, il range di utilizzo della ex nuda Kawasaki. Tecnicamente, la versione S della 750 non cambiato in nulla rispetto alla ZR-7 nuda che abbiamo già provato a suo tempo. Quella piccola semicarena però è sufficiente a rendere la ZR-7S ancora più appetibile per chi vuole anche cimentarsi in viaggi di un certo impegno. In molti sono stati stregati dalla linea affilata della ZR-7 ma poi l’hanno equipaggiata con un plexiglas trasparente per alleviare le fatiche di una corsa in autostrada. Tanto utile, sì, ma anche un po’ bruttino… TURISMO POSSIBILE Adesso è tutto risolto, chi la ZR-7 la vuole comoda e protettiva anche per viaggiare è accontentato. Anche se decisamente meglio dei pelxiglas, l’arrivo della piccola appendice aerodinamica ha tolto un pizzico di personalità alla quattro cilindri Kawasaki. La nuda per la verità ci piace di più, ma ammettiamo che è questione di gusti. La semicarena della ZR-7 "lega" meno con il resto della moto di quanto faccia, per esempio, quella della ZRX 1200. Ma questo è un fatto abbastanza diffuso tra la naked "rivestite". PRATICITÀ SOPRATTUTTO Cambia strada dunque la ZR-7 e di strada ne vuole fare tanta. Vista con l’occhio del turista la S fa emergere qualità che sulla nuda sembravano quasi superflue, come i pratici ganci sotto la sella, utilissimi per legare un eventuale bagaglio oppure la presenza del cavalletto centrale, o ancora la predisposizione all’installazione del portapacchi. Tutte cose che si apprezzano quando la moto la si utilizza davvero. IL LISTINO SORRIDE Se la nuda aveva stupito per il prezzo assolutamente concorrenziale, la "S" non è da meno e dà manforte alla sorella con una cifra appena superiore (700.000 lire per l’esattezza) che porta il listino della S a 14.040.000 lire chiavi in mano. Non è proprio un prezzo stracciato, ma tra le seminude la ZR-7S è una di quelle che costa meno.
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