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Moto Notizie correlate COM’È 1989: Marco Lucchinelli scende in pista con un prototipo Ducati con motore bicilindrico desmodromico ottovalvole. ROSSA PER POCHI Ma veniamo a lei, l’oggetto del desiderio e della nostra prova, la 996R. È stata avvistata fugacemente nel 2000 all’Intermot di Monaco, ma è praticamente sparita subito. Nel senso che lo stesso giorno della sua presentazione tutti i 350 esemplari disponibili sono stati venduti sul Web a chi non ci ha pensato due volte a sborsare la bella cifretta di 26.000 euro (51 milioni di lire). Poi ne sono stati allestiti altri 150 esemplari per i piloti privati… finiti anche quelli. Non occorre essere dei genii per capire quale e quanto sia l’interesse attorno a questa moto, già destinata a diventare (quando non utilizzata dai piloti) oggetto da collezione. CAMBIA ANCHE FUORI Ma che cos’è la 996R? La solita 996 con motore diverso? No, per nulla, la nuova superbike Ducati è cambiata più di quel che sembri, anche esteticamente. Ma dove? Guardi i fari e sono gli stessi, il codino: lo stesso anche quello, gli scarichi sotto la sella identici. Ovvio, l’occhio corre sui particolari che da sempre rendono inconfondibile la bicilindrica italiana cercando qualche cambiamento che non c’è. Poi però ti accorgi che, in effetti, qualcosa di diverso c’è: la carenatura ad esempio, è liscia come il vetro, senza un buco, se non quella affascinante presa NACA in basso sul puntale. STESSA OSSATURA Ridotte dunque le modifiche estetiche (delusi? Noi no, a 7 anni dalla nascita la 996 è ancora bellissima) quasi nessuna alla ciclistica. Il telaio è il conosciuto traliccio d’acciaio ancora vincente quanto a leggerezza e rigidità. Le sospensioni sono quelle "belle" della Ohlins. La maestosa forcella rovesciata con steli trattati al Nitruro di Titanio e il monoammortizzatore offrono naturalmente tutte le regolazioni immaginabili. QUESTIONE DI PASTIGLIE Dove la 996R è invece tutta nuova è nell’impianto frenante anteriore. Pompa, pinze, dischi, nulla è stato risparmiato dai tecnici della Brembo. La pompa con diametro del pistone ridotto da 16 a 15 mm assicura maggior pressione all’impianto, ma la novità principale sta nelle pinze a quattro pastiglie molto più rigide delle precedenti. I quattro pistoncini hanno diametro 34 mm, ognuno agisce su una pastiglia, in questo modo raddoppiano i "bordi d’attacco" ovvero gli spigoli che per primi vengono a contatto con il disco (zona in cui si ha la maggior forza frenante). Questo tipo di pinza a parità di forza frenante richiede una minor mandata di olio (fatto questo che compensa il minor diametro della pompa), alla prova dei fatti si ottiene dunque una frenata più potente e un minor sforzo da applicare alla leva. DIETA FORZATA Anche i dischi concorrono alla superfrenata della 996R le piste frenanti sono più basse ma hanno un raggio medio maggiore. Lo spessore ridotto da 5 a 4.5 mm e l’utilizzo di una flangia alleggerita hanno consentito poi di risparmiare quasi un chilogrammo (910 g) in una zona fondamentale per la maneggevolezza. E a proposito di pesi, tutta la R si è data alla dieta spinta. Oltre ai gia citati freni, il motore è calato di 3 kg (da 74 a 71), la centralina elettronica ha limato 700 grammi, le carenature, in pregiatissimo carbonio, sono calate di 1,5 kg. In complesso dunque, si sono risparmiati 7 kg, sulla precedente SPS. La 996R pesa 185 kg con acqua olio e benzina. Sotto il vestito… molto dunque, molto di più di quel che ci si aspetti, per capirlo è bastato andare a Valencia saltare in sella alla 996R e provarla.
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