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COM'E' Aggressiva, non c'è che dire. Anche da ferma in strada la Benelli TNT 1130 sfoggia tutto il suo fascino. Alla presentazione statica alcune scelte stilistiche mi avevano fatto dubitare (come il nuovo faro che, sarò sincero, ancora non mi convince) ma vista parcheggiata ai bordi di una strada, all'aria aperta, la TNT 1130 è una moto che colpisce, che trasmette forza e non passa certo inosservata. PIACE E non lo dico solo io, ma tutti quelli che, passando per le strade intorno a Gubbio, si sono fermati a osservare con attenzione la nuova divoratrice d'asfalto pesarese. SODDISFAZIONI Piccole soddisfazioni che rinvigoriscono l'animo e che hanno confermato alla Casa italiana di essere sulla strada giusta. Certo i passanti non l'hanno poi provata, a quello abbiamo pensato noi, ma l'interesse che ha suscitato è davvero incoraggiante. STILE TEUTONICA Resistere alla TNT è quasi impossibile. Gialla, Rossa o Nera, attira gli sguardi ovunque la si guarda. E' cattiva, un po' "ignorante" e appositamente "sgraziata", con l'avantreno voluminoso e caricato in avanti a contrastare un posteriore snello e filante. Un look duro e puro da streetfighter nordica, con il corpulento tre cilindri in mezzo a dare muscolosità al tutto. CON GUSTO ITALIANO Ma la TNT è una Benelli e non le mancano elementi distintivi tipicamente italiani, proprio come quel pezzo d'arte moderna che è il nuovo forcellone in traliccio di tubi in acciaio al CrMo, così come lo stesso telaio in tubi derivato dalla sportiva di casa, la Tornado. Non a caso il designer, Adrian Morton, è inglese, ma da otto anni vive in Italia, periodo durante il quale ha lavorato in CRC, fianco a fianco con Tamburini, il papà della Ducati 916 e della MV Agusta Brutale (di cui sembra che Adrian abbia disegnato il primo schizzo, prima di tuffarsi nella sfida Benelli). RIVISTA IN OGNI DOVE Ma questa Benelli TNT 1130 è una moto nuova, molto di più di una Tornado spogliata, e non solo fuori. Il tre cilindri in linea è stato rivisto da cima a fondo, a partire dalla cilindrata, portata a 1130 cc con l'aumento della corsa dai 49,2 mm della Tornado, agli attuali 62 mm. I pistoni sono di nuova fattura e forgiati, così come l'albero a camme all'aspirazione, i cilindri con trattamento antifrizione Nikasil, i condotti di aspirazione più lunghi, l'aumento del rapporto di compressione. Nuova è anche la camera di combustione emisferica, che ha consentito di rientrare nella Euro-2 senza l'aggiunta di catalizzatore allo scarico, anch'esso completamente nuovo, con i collettori in acciaio inox di diametro 42 mm uniti fra loro da un traverso con funzione di compensatore, studiato apposta per migliorare l'erogazione del tre ciclindri ai medi regimi (dai 4000 ai 5500), mentre una valvola a farfalla posta allo scarico gestisce i flussi in uscita a seconda dei numero di giri e dell'apertura del gas. E' stato rivisto il bilanciamento dell'albero motore con l'albero di equilibratura, mentre tutta nuova è la gestione del comparto elettronico che sfrutta mappature della centralina basata su 8 sensori, non più acquistate all'esterno, ma studiate direttamente dagli uomini Benelli. NULLA AL CASO Un gran lavoro, che ha portato Benelli a modificare l'80% dei componenti del tricilindrico italico, tra le quali la più evidente il trasloco del radiatore da sotto la sella (Tornado) ai lati del motore (TNT 1130). Soluzione non nuova, già vista su altre moto, ma nel caso della TNT, il designer ha pensato bene di renderli parte integrante e importante dell'estetica della naked pesarese, creando apposite coperture aggressivamente aguzze, con funzione anche di convogliatori d'aria. PIU' UMANA Insomma, in questo caso si è unito l'utile al dilettevole, visto che in questo modo si è anche riusciti ad abbassare la sella, portandola ad una più accettabile altezza di 768 mm. E' MENO SPINTA Anche la ciclistica è stata rivista rispetto alla cugina Tornado. Sulla Benelli TNT avantreno e retrotreno sono rispettivamente più alto e più basso di 15 mm, modifica che ha portato ad un aumento dell'angono d'inclinazione del cannotto di sterzo a 25,5° ed una distribuzione dei pesi più bilanciata, ma sempre caricata sull'avantreno (52% vs 48%). La forcella ha steli rovesciati da 50 mm come la Tornado, ma a differenza di questa, sulla TNT non v'è possibilità di regolare alcunché, mentre al posteriore fa bella figura il monoammortizzatore con corpo in Ergal, regolabile nel precarico molla e nell'idraulica in estensione. Un po' pochino per una moto di questo prezzo, soprattutto per quel che riguarda la forcella. CHE NUMERI! Dati esagerati questi della TNT 1130. Coppia e potenza parlano chiaro: 137 cv a 9.250 giri conditi da ben 12 kgm di coppia a 6500 giri. Ma a sentire i tecnici Benelli quando hanno pensato alla TNT 1130 non hanno preso in considerazione le prestazioni pure, ma il divertimento in sella ad una divoratrice di curve. Una moto che cattiva non è, almeno finché non si decide di dare sfogo a tutto quello che ha in corpo. Il concetto è chiaro, "tutto e subito" per divertirsi da matti tra le curve di una strada di montagna, ma con una erogazione progressiva, buona anche per passeggiare o andare a zonzo in città. ANCORA DA SCEGLIERE Per ora tra i colori disponibili ci sono il giallo, il rosso e il nero. Dal vivo il giallo è forse il meno azzeccato, fin troppo "caramelloso". Rossa, invece, è bella grintosa, ma il nero è "la morte sua", soprattutto metallizzato come stanno pensando di realizzarlo. Già, perché in Benelli stanno ancora decidendo con quali colorazioni venderla, ma di certo sarà possibile acquistarla su ordinazione anche nella colorazione "verde" ufficiale Benelli, più complicato da ottenere e per questo più cara di € 300, da aggiungere ai già non pochi € 12.900 f.c. da sborsare per la TNT (a maggio in tutti i concessionari).
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