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Kawasaki Z 750

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Non è come sembra. Ovvero non è semplicemente la sorella minore della mille. La Z 750 ha una sua spiccata personalità, estetica, ma anche di guida. Brillante, piacevole, equilibrata. Una moto capace di soddisfare davvero le esigenze più disparate e soprattutto di divertire su qualsiasi percorso. E poi, avete visto il prezzo?

Mercoledí, 22 Ottobre 2003

Stefano Cordara

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COM’È E tre! Stanca di sentirsi additare come la cenerentola delle giapponesi, Kawasaki ha deciso di fare sul serio, e di andare a rompere le uova nel paniere dei concorrenti proprio nei segmenti in cui prima latitava un po’. Lo ha fatto con la rinnovata ZX-6R, lo ha fatto con la Z 1000 facendo en plein per il 2003. Ma ormai Kawasaki è lanciata e con la Z 750 si butta in un segmento impegnativo, quello dei grandi numeri, quello dove una certa Honda Hornet fa piazza pulita della concorrenza. Lo fa con la certezza di avere buona carte da giocarsi e cala subito il primo asso. 7290 € franco concessonario. Esatto, la settemmezzo di Akashi costa come e meno delle seicento, molto meno della pigra Monster 620. Tutto questo senza troppe rinunce, ma anzi con del valore aggiunto, come vedremo. Muscolosa, tagliente e con lo stesso sguardo da special della 1000, la Z 750 non è però una semplice copia della sorellona, ma una moto con propria personalità ed elementi distintivi.

ERA IL MILLE Il motore è certamente il pezzo forte di questa media street fighter, che guarda caso è lo stesso della Z 1000, ma solo nell’estetica, visto che dentro tutto è stato un po’ cambiato.
A partire dall’alesaggio dei cilindri passato dai 77,2 mm della millona ai 68,4 mm della Z 750 (la corsa è immutata con i suoi 50,9 mm), ritoccato appositamente per ricercare una maggiore coppia ai bassi e medi regimi, così da ampliare le occasioni di utilizzo di una moto che deve essere in grado di accontentare un target molto vasto di utenza. I condotti di aspirazione e di scarico sono stati ridisegnati, così come la camera di combustione modificata e l'interasse delle valvole adattato al ridotto alesaggio. Il risultato sono 110 cavalli a 11.000 giri e 75 Nm a 8.200 giri.

MAGGIORE FLUIDITA' Poche rinunce, dicevamo, infatti la Z ha mantenuto anche l’alimentazione ad iniezione elettronica con corpi farfallati di 34 mm e doppia valvola a farfalla, per una risposta pulita e fluida in accelerazione, insieme a consumi ed emissioni contenute (non manca il sistema di catalizzazione KLEEN che ne garantisce il rispetto della Euro 2).

UN DIAMANTE NEL TELAIO Rivista anche la ciclistica per ridurre i costi e adattarla alla minore potenza della 750. Il telaio monotrave sdoppiato secondo lo schema a diamante è ripreso direttamente dalla Z 1000, con qualche piccola variazione nelle misure (interasse aumentato di 5 mm da 1420 a 1425). Ma le modifiche sostanziali sono nel reparto sospensioni, soprattutto all’avantreno dove, sparita la Upside Down della mille, spunta una nuova forcella tradizionale con steli di 41 mm, priva di regolazioni ed una coppia di dischi da 300 mm pronti ad essere morsi da più pragmatiche pinze flottanti a due pistoncini. Leveraggi progressivi in alluminio per il monoammortizzatore idraulico posteriore che, come sulla sorellona Z1000, anche qui sfoggia regolazioni non solo nel precarico della molla su 7 posizioni, ma anche nell’idraulica nell’estensione su 4 posizioni. Il freno a disco è di 220 mm, con una pinza a pistoncino singolo.

PIÚ E MENO Altre rinunce? Poche e tutte nei particolari. Il manubrio ad esempio è in semplice tubo nero di acciaio piegato e non in alluminio, stesso discorso per il forcellone, nero anche lui e dall’aspetto un po’ poverello. Ma poi ci sono anche le leve regolabili di freno e frizione (sulla mille si regola solo il freno) entrambe su 5 posizioni e la strumentazione completamente digitale. Insomma sono molte le affinità con la Z 1000, ma tanti anche gli elementi distintivi, magari più semplici, ma sempre ricercati per non venir meno alla particolarità del look.

CUPOLINO BREVETTATO Il cupolino, che pare mantenere lo stesso design, ha in realtà una forma differente e differenti dimensioni. Addirittura ora ci sono due deviatori di flusso brevettati per ridurre pressione e trubolenze dell’aria. E cambia anche lo scarico ora un semplice 4-in-1 in acciaio, ma con un bel silenziatore in acciaio inox a sezione ovale, (per molti anche più bello di quello della mille) che ha portato all’adozione di pedane passeggero indipendenti.
Nuove anche le ruote, non più bicolore ma nere, che riprendono il design a 6 razze con sezione trasversale ad "H" usato sulla nuova supersportiva ZX-10R. Secondo Kawasaki la Z 750 rimpiazza in gamma la ZR-7 che uscirà di produzione in quanto non più aggiornabile con le normative antinquinamento. Di sicuro si tratta di un enorme passo avanti.


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Commenti

  1. 02-11-2007 09:47  gomme - Mauro
  2. 21-06-2007 12:38  parere - Alessandro
  3. 07-06-2007 10:17  ho una gloriosa zzr600 - Luca
  4. 02-05-2007 13:55  risp novita' - alex
  5. 02-05-2007 13:53  z750 - alex
  6. 09-04-2007 19:05  kawasaki z 750 2007 va bene x persone alte? - FRANCO55
  7. 26-03-2007 21:08  novita? - omy79
  8. 17-03-2007 09:51  per Enzo - mauro
  9. 08-03-2007 13:26  Datemi un consiglio! - enzo
  10. 02-03-2007 23:05  novita? - omy79
  11. 02-02-2007 23:48  x ermes - omar
  12. 02-02-2007 15:47  x Omar - Ermes
  13. 01-02-2007 23:57  x ermes - omar
  14. 01-02-2007 17:49  x Omar - Ermes
  15. 31-01-2007 02:22  x ermes - omar
  16. 30-01-2007 16:25  Aerazione... - Ermes
  17. 28-01-2007 12:27  aria e vibrazioni - omar
  18. 18-01-2007 21:58  prezzo - omar
  19. 11-01-2007 18:20  la nuova z - marco
  20. 08-01-2007 12:52  per p80 - mamo
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