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Moto Notizie correlate COM’ È Le supermotard sono ormai sulla bocca di tutti. Quegli ibridi ottenuti mischiando telai da enduro con gomme e freni stradali stanno riscuotendo sempre più successo. Non solo nelle competizioni (con un campionato ormai diventato mondiale), ma anche per le strade di tutti i giorni. Non è raro, infatti, vederle parcheggiate fuori dei locali di tendenza, o sentirle rombare per le vie della città, guidate da inappuntabili manager con grisaglia, scarpa lucida e Duraleu non omologato di ordinanza. PRO E CONTRO Punti a favore molti. Sono moto assolutamente divertenti, dall’erogazione esuberante, e dalla maneggevolezza esaltante. Punti a sfavore: la loro "rozzezza", sono moto spartane, maschie, con poco o nulla attaccato addosso che vibrano, per di più scomode. Ben poco civilizzate dunque, e questo può trasformasi da un pregio ad un difetto per chi magari ama il genere, ma non è disposto a fare troppi sacrifici. SOFTMOTARD Bene ha fatto dunque KTM a pensare anche ai motards meno esasperati. La Supermoto 640, infatti, non è null’altro che una supermotard in versione leggermente più soft. Parente stretta della moto che fa faville nel mondiale, la Supermoto ha però una bella dose d’attenzioni in più verso chi vive la moto tutti i giorni. CUORE RACING Il cuore, in fondo, è quasi lo stesso: il sofisticato monocilindrico con raffreddamento a liquido e distribuzione a quattro valvole. Nel corso degli anni l’LC4 (questa la denominazione del motore) ha guadagnato la giusta affidabilità. L’ultima versione montata sulla Supermoto tocca quota 625 cc (ma c’è anche una versione da 654 cc sulla più performante SMC). È un piccolo gioiellino della meccanica questo monocilindrico: studiato per essere vincente nelle competizioni di enduro, ha nella sua incredibile compattezza uno dei suoi punti di forza. MINIATURA Ogni particolare è stato studiato per essere il più piccolo e leggero possibile, e non mancano soluzioni tipicamente racing come la pompa dell’acqua calettata direttamente sull’albero a camme. Piccolo ma cattivo, se è vero che sulla Supermoto questo monocilindrico raggiunge quota 54,4 cavalli a 7000 giri, con una coppia massima di 55 Nm a 5500 giri. Insomma, di birra ce n’è a sufficienza e questi numeri portano la KTM ad essere una delle supermotard di grande serie più potenti sulla piazza. VITA COMODA Questo senza rinunciare a certe comodità ormai indispensabili come ad esempio l’avviamento elettrico. Resta comunque al suo posto la classica leva. Chi vorrà bullarsi davanti al bar dando la scalciata (occhio, la leva è a sinistra) non ha che da estrarla, certo che la moto di sicuro non lo tradirà perché anche a pedale l’avviamento della "K" non manca un colpo. NUOVO DENTRO Per il 2003 il motore ha ricevuto anche una serie di novità tecniche: valvole di scarico più grosse arrivano direttamente a farcire la testa (derivate dalla moto da competizione), la fasatura dell’albero a camme è stata modificata, mentre la centralina elettronica ora gestisce l’accensione in combutta con il sensore sulla farfalla del carburatore. PREGIATA Professionale la ciclistica, con un telaio a culla di acciaio che si sdoppia davanti al motore, farcito con un forcellone in alluminio ottenuto per pressofusione (una tecnica sempre più in voga) e da una forcellona rovesciata della White Power con steli da ben 48 mm, completamente regolabile, così come il monoammortizzatore. Non mancano, ovviamente, i cerchi a raggi da 17 pollici con canale largo, pronti ad ospitare due Pirelli MT 60 da 120/70-17 e 160/60-17 dal sicuro impatto scenografico. Non meno d’impatto l’impianto frenante: la padella da 320 mm davanti è frenata dalla classica pinza Brembo a quattro pistoncini, mentre dietro spunta un bel disco a margherita da 220 mm. UN PO’ PIÙ GRASSA Tutto in regola quindi, la Supermoto rispetta appieno i canoni delle vere supermotard, con solo una certa sensazione di "robustezza" in più (il peso dichiarato di 149 kg pare sinceramente molto ottimista). È slanciata, dunque, ma non snella come le concorrenti più racing, insomma è una vera Supermotard civilizzata. STIMOLANTE PER LEI Anche perché solo sulla "K" il passeggero assume una dignità umana. A lui (o lei) è riservata una porzione di sella dignitosa, due vere pedane cui appoggiarsi e, udite udite, persino due maniglie, utili tra l’altro nel caso si voglia fissare un piccolo bagaglio con una rete elastica. Il serbatoio, poi, non è certo una cisterna, ma con i suoi 12 litri offre un’autonomia tutto sommato adeguata ad un utilizzo normale, non costringendo a soste troppo frequenti. CURATA Chi giudica le Supermotard moto scarne e finite un po’ così, non ha che da toccare con mano una Supermoto. Ben costruita ed assemblata, la Supermoto è un mezzo di sostanza, ha finiture di alto livello, una strumentazione degna di tale nome (bello il display a cristalli liquidi, ma in piena luce si vede un po’ poco). La cura costruttiva si nota anche da particolari quali il manubrio, i cablaggi, le plastiche, il silenziatore in acciaio inox. Insomma, la KTM è una moto ben fatta, pronta a smentire chi denigra il settore tacciandolo di una certa spartanità. Guardandola da vicino si è senz’altro invogliati ad investire la cifra di 7.769 Euro per portarsene a casa una.
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