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Moto Guzzi 1100 California Special

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"Trent'anni fa le moto si costruivano tutte di ferro. Pesanti, robuste. Fatte per durare nel tempo. Poi sono arrivati i giapponesi. Con tante diavolerie che una volta non avevano neanche un nome. Con i materiali dello sbarco sulla Luna. Ma c'è chi è testardo. E fa ancora le moto di ferro. Basse, lunghe, grasse. Con due cilindri forti che sono un pezzo di storia. Che sbuffano. Lasciamole così. Se fossero diverse non le vorrebbe nessuno." C'è un certo Carlo, un importatore di moto americane, che compra pagine sui giornali e ci scrive poesie del genere. Più belle della nostra. Ci perdoni. Ma andava bene anche per una Moto Guzzi. Soprattutto per California Special.

Lunedí, 02 Novembre 1998

Spartaco Belloni

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COM’È Un'altra California? La domanda non è fuori luogo. Completamente rivista nel 1994, ampliata con la versione EV dello scorso anno, la gamma delle cruiser di Mandello poteva già considerarsi soddisfacente. Ma il punto è proprio questo. California 1100 Special lascia i panni della cruiser turistica per indossare in toto la veste custom. Non aspettatevi comunque una Peter Fonda Replica con ruotina da 21 pollici e forcella lunga. Questa versione Special è paciosa e opulenta come le altre California. Eppure ha un carattere tutto suo. A fare la differenza ecco il parafango posteriore allungato, l'incredibile e larghissimo manubrio a corna di bue, la sella bassa e smilza. Particolari indispensabili a far emergere dalle cromature lucenti l'anima egocentrica di ogni custom che si rispetti.

COSTRUITA CON CURA Piace questa versione Special, piace per il look che fa tanto America anni '50 senza tradire il buon gusto dello stile italiano. Bruttino solo il fanalino posteriore, diritto e sporgente, che stona in un contesto di forme morbide e sinuose. Ma ognuno ha i propri gusti. D'altra parte, l'aftermarket esiste proprio per questo. Per il resto, tutto bene. Ogni particolare denota grande cura. Evidentemente i proclama di Moto Guzzi verso la qualità totale non sono un bluff. Anno dopo anno, versione dopo versione, le moto dell'aquila soddisfano standard sempre più...giapponesi. E allora non piange il cuore a spendere 22.332.000 lire per California Special. Certo, a Mandello Lario non regalano niente, ma la cifra, tra l'altro esattamente la stessa richiesta per California EV, non è affatto spropositata.

COME VA Di solito sono bambini e profani delle due ruote a subire il fascino della moto "grossa". Ma Moto Guzzi California è davvero imponente. Spostarla da fermo, tirarla fuori da un box angusto non è uno scherzo. Neanche per i centauri più navigati. Eppure si guida bene. Un miracolo che si ripete per tutte le California. Ci si aspetta un mastodonte di quelli che non girano neanche a martellate e invece eccoci qua, come gli smanettoni a uscire dall'autostrada per cercare le strade tutte curve. Maneggevole quel che basta, intuitiva nei cambi di direzione, condotta con un po' di polso fa tutto quello che volete. E nei curvoni veloci rimane lì senza fare una piega.

BELLA DA GUIDARE California Special fa dunque valere tutte le doti di un progetto affinato negli anni. Nulla di stratosferico, intendiamoci. Ma i tradizionalissimi telaio doppia culla in tubi tondi e la coppia di ammortizzatori posteriori fanno il loro dovere. Una California non sarà mai una sportiva, eppure guidarla è sempre bello. Verrebbe da dire "grosso è bello". Perché no? I due cilindroni pompano cavalli e coppia con una saggezza millenaria. Piano, senza salire di giri, ma intanto spingono forte i 270 chilogrammi (in ordine di marcia) della California. Gran motore il V2 in versione a due valvole per cilindro: era già pieno e poderoso quando era un 1000 a carburatori, ma ora che è diventato un 1100 a iniezione è anche dolce e trattabile. I 73 cavalli sembra di sentirli uno dietro l'altro, al galoppo ma senza affanno. Uno scalpitare che tocca il suo apice a 6.400 giri, quando ormai tante auto hanno la zona rossa a 7.000.

CAMBIO E PREDELLINE Un bel bicilindrico che emana rumori d'altri tempi come il ticchettio delle punterie e il "clack" di quando si innestano le marce. A proposito, il cambio ha ancora la leva a bilanciere. Così si può andare all'appuntamento con la scarpetta bella senza timore di macchiarla. Ma la novità più gradita è l'agognato ritorno alle pedane normali! Basta con le predelline da salita/discesa dal tram. Credeteci, guidare la California così è un'altra vita. Non si deve tenere il tacco sul perno del cambio e nemmeno spostare il piede avanti e indietro. Ora si cambia come su tutte le moto ortodosse. La stessa differenza che passa tra un Tiptronic e un cambio non sincronizzato della 500.

FRENATA INTEGRALE Stesso discorso per il freno: con questa Special non si deve più alzare il piede per pigiare sulla leva, un comando molto importante, come su tutte le Guzzi. Usando solo il freno anteriore, come si fa spesso sulle altre moto, la sensazione è in effetti di uno scarso potere frenante. Verissimo. E infatti la leva al manubrio comanda solo uno dei due dischi. Un po' pochino per tutti quei chilogrammi da fermare. L'altro disco anteriore si aziona con il comando a pedale, assieme a quello posteriore. Tutto questo è l'ormai collaudato sistema di frenata integrale Moto Guzzi: ogni tanto può aiutare, ma non a tutti piace. L'importante è farci l'abitudine prima di finire in un fosso.

In comune con le altre California c'è anche il buon comfort generale: qualche vibrazione sì, ma mai fastidiosa, una posizione di guida rilassata. Il manubrione così largo non procura troppi fastidi, mentre la corsa ridotta degli ammortizzatori si sente, in modo particolare sullo sconnesso. Una sensazione accentuata dalla sella, soprattutto la porzione per il passeggero, molto meno ospitale che su altre versioni. Ma basta paragoni! Chi vuole una comoda cruiser da turismo si compri una California EV. Questa Special è una custom a tutti gli effetti.


  
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