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Triumph Speed Triple 955i

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Cambia tutto senza darlo troppo a vedere. La Speed edizione 2002 segue le orme della sportivissima Daytona dalla quale riprende gran parte dei componenti. Il motore è a dir poco esuberante, la ciclistica è più svelta, la personalità la stessa di sempre. Costa un po’ cara.

Martedí, 02 Aprile 2002

Stefano Cordara

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COM’È Boh, la solita Speed. Dite la verità, un po’ tutti avete accolto con sufficienza l’arrivo della quarta versione della naked inglese. A guardarla distrattamente, infatti, la Speed non pare cambiata di una virgola.

CAMBIA TUTTO Sbagliato, tutto sbagliato. Con l’arrivo della nuova Daytona (e del nuovo motore tre cilindri) tutta la gamma Triumph ha fatto un ulteriore balzo in avanti quanto a prestazioni. E la Speed che della Daytona è la copia svestita non poteva che seguire passo passo le orme della sua musa ispiratrice.

MOTORE DIMAGRITO Tutta nuova dunque, a partire dal motore che oltre ad aver subito una drastica cura dimagrante (pesa circa 2 kg e mezzo in meno del precedente) e un piccolo lifting (sono nuovi tutti i carter) è stato rivisto completamente negli organi interni con nuove valvole di diverso diametro (+ 1 mm aspirazione; – 1 mm scarico) e meno "divaricate" (l’angolo compreso tra le valvole è più chiuso), condotti ridisegnati, rapporto di compressione aumentato, nuovo impianto d’iniezione, nuovo air box.

LA SCUDERIA SI ALLARGA Riesce fin troppo facile comprendere il perché di tanti lavori al propulsore di una Speed che adesso è ancora più Speed. Il motore così "ravanato" passa da 109 a 120 cavalli e da 97 a 100 Nm riportando la tre cilindri inglese al top della categoria naked quanto a prestazioni.

INTERASSE ACCORCIATO Una moto ancora più maschia, dunque, gestita da una ciclistica che, anche lei, ha tratto insegnamento dalla sorella sportiva. Il telaio che ammicca tortuoso da sotto il serbatoio è solo apparentemente identico al precedente, in realtà ha quote del tutto nuove studiate per aumentare l’agilità nello stretto che da sempre è un po’ il tallone d’Achille della Speed. Ora tra le ruote ci stanno 11 mm in meno: l’interasse segna 1429 mm, l’angolo di sterzo è più radicale (da 24° a 23,5°) il retrotreno si è sollevato così la moto punta più decisa in avanti e promette inserimenti in curva ben più rapidi.

ANCORA MONOBRACCIO Non cambia la forcella di tipo tradizionale e pluriregolabile con steli da 45 mm e, per fortuna, non cambia nemmeno il forcellone. Resta infatti il monobraccio, con buona pace dei triumphisti, che dopo aver subito l’onta della Daytona probabilmente non avrebbero mai accettato una Speed con forcellone "normale".

OCCHI STRABICI Insomma guardatela bene, perché alla fine troverete ben pochi particolari uguali alla Speed precedente, anche quelli più insignificanti come gli attacchi per le pedane o gli specchietti. Nemmeno lo sguardo è più lo stesso. Sì, perché la Speed è diventata ancora più strabica, i due fari si sono, infatti, avvicinati tra loro per migliorare l’illuminazione notturna.

DAYTONA STYLE La strumentazione segue l’ultima moda e concede alla vista solo un minuscolo cruscotto con il solo contagiri analogico, il tachimetro digitale e una manciata di spie, il gruppo sella-serbatoio-codino è lo stesso della Daytona e qui a parer nostro la Speed ha perso qualcosina in personalità. Detto fra noi, ci piaceva più quella di prima (soprattutto nella parte posteriore e nel cupolino) ma tant’è, forse occorre farci l’occhio.

TUBONE DA RICAMBIO Non a tutto però. Impossibile abituarsi al lungo sifone d’acciaio che violenta con la sua ingombrante presenza la vista destra della moto. Forse alla Triumph lo utilizzano perché almeno sono certi di vendere tanti terminali aperti quante sono le Speed che escono dal concessionario. La triste fine del lungo tubone è infatti quasi sempre la stessa: in discarica ancor prima di aver respirato un solo gas esalato dal tre cilindri.

INTRECCIO FATALE A far soffrire invece nella vista di sinistra è la zona motore: alla pulizia e all’effetto scenico del monobraccio fa da contraltare un’apocalisse di tuboni, tubetti e cavi che vanno a completare la scenografia di un motore già di per se contorto nelle forme. Ok, è una moto nuda, ma qualche tubo in più si poteva nascondere; anche perché, da questo punto di vista, sembra far meglio persino l’ultima arrivata in famiglia, la Baby Speed, nuda sì ma più "pulita" nei dettagli.
La Speed costa 11.118 Euro franco concessionario; la cifra è al top della categoria ma anche personalità e prestazioni lo sono.


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Commenti

  1. 19-09-2004 15:57  questa si che è una vera moto ... - laki
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