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Moto Notizie correlate COM’ È Erano davvero in tanti ad aspettare la super Hornet, sorella maggiore della gettonatissima 600, la moto più venduta in Italia. Non bisogna essere sociologi e tantomeno esperti di marketing per capire i motivi di tanta attesa: presto davanti ai concessionari Honda ci sarà una buona fetta di attuali Hornettisti in coda per la permuta. La 900 sembra, infatti, il passo giusto dopo l’apprendistato fatto con la 600. Il resto della torta se la spartiranno invece i motociclisti più scafati, quelli che della 600 non ne volevano sapere perché piccolina e un po’ deboluccia in fatto di coppia. LA FAMIGLIA FELICE 900 cc bastano e avanzano per strappare le braccia in tutte le marce e non sono neanche troppi come i 1200 o oltre di tante rivali. Che costano e bevono di più. Spiegato il perché delle imminenti code ai concessionari, vediamo un po’ come è fatta la Honda CB 900. VA IN PALESTRA Non è una CBR 900 spogliata, piuttosto si avvicina molto di più ad una Hornet 600 pompata e debitamente irrobustita. Giustamente, è stata mantenuta una evidente somiglianza con la sorellina best seller, talmente evidente che la maxi Hornet passa di fatto inosservata. Durante la nostra prova abbiamo incontrato più di un "motard" che ha impiegato un po’ a capire che si tratttava del calabrone più grosso. Nulla di rivoluzionario nelle forme, dunque, la Hornet 900 ripropone la ricetta di successo della versione 600. DOPPIO SCARICO Linee semplici e affilate, un motore che sembra appeso nel nulla, l’immancabile tocco di grinta dello scarico alto. Anzi, la Hornettona raddoppia, visto che di silenziatori ce ne sono uno per parte, sicuramente più belli di quello singolo e malato di gigantismo della 600. La coppia della 900 è più piccola e discreta e corre più aderente al codino. Che è nuovo anche lui, notevolmente "sfinato" rispetto a quello della seicento, e molto, molto bello. CURA DEL PARTICOLARE Si notano poi tutta una serie di particolari che fanno la differenza. Bello il pezzo di alluminio che supporta faro e strumentazione, altrettanto belli gli orecchi che vanno a coprire la zona centrale, quella dove ci sono i condotti dell’iniezione. Bello anche il design, decisamente più moderno dei due strumenti. Lo schema è lo stesso della 600 ma la grafica è più appagante per l’occhio con il tachimetro che racchiude anche il contakm digitale e le spie nascoste dietro un riquadro fumé. UN DIAMANTE NEL TELAIO In fatto di telaio la Hornettona prende le distanze dalla iper sportiva CBR-RR per sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda (o d’Honda?) della Hornet 600. La spina dorsale è quindi una struttura "a diamante" in tubi quadri d’acciaio. Sospensioni e freni sono ovviamente rimpolpati in virtù delle maggiori prestazioni, i dischi anteriori sono gli stessi della 600 ma cambiano le pinze. Come sulla seicento la leva del freno è regolabile, non quella frizione. E, come sulla seicento, nemmeno la forcella (con steli da 43 mm anziché 41) si può regolare in alcun modo, un peccato perché avremmo voluto che almeno in questo la Hornettona si distinguesse. Il mono posteriore, invece è regolabile, ma solo nel precarico molla. PICCOLA La Hornet 900 sceglie dunque la via della semplicità, la stessa che ha decretato il successo della "piccola" seicento. Ma perché chiamare piccola la 600? La 900 ha le stesse misure vitali, stessi pneumatici e un motore che fa sfoggio di tutta la sua compattezza, a prima vista sembra addirittura più piccolo del 600. GLI SPINACI NEL MOTORE Proprio il motore è uno dei suoi punti di forza. È un quattro cilindri in linea raffreddato ad acqua, ma non è quello della CBR 900 RR presentata in contemporanea. Tutti quei cavalli non servono, così si è preferito rimaneggiare quello sì della CBR, ma della versione 1998. Aggiornato con l’iniezione elettronica, il 16 valvole da 918 cc tira fuori 110 cavalli che si preannunciano pieni e davvero godibili. Sacrosanta la scelta di sacrificare qualcosa in alto per favorire la spinta ai medi regimi (dichiarati 92 Nm a 6500 giri), che su una moto del genere sono ben più importanti. Rispetto alla 600 occorre anche mettere in conto una ventina di kg in più, anche se con la sella a 795 mm i 194 kg della Hornet 900 non fanno paura a nessuno. IL PREZZO È OK La CB 900 F (questa la sigla che la Hornet riporta in auge dopo i fasti della CB 900 della fine degli anni 70) sembra quindi un bel mezzo, e per di più venduta ad un prezzo ragionevole (non ancora ufficializzato ma si parla di meno di 18.000.000 di lire) ideale per sfidare una concorrenza che, nel settore, è davvero agguerrita.
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