auto moto
MagazineViste&ProvatePrezzi NuovoPrezzi UsatoGarageAste Online
Cerca il prezzo dell' auto
o della moto che desideri


Moto

Triumph Speed Triple

194_1

Potrebbe apparire come la splendida realizzazione di un rider teutonico, e in realtà è l’unica vera street fighter attualmente disponibile di serie che fa di una immagine sfrontata e unica l’arma di seduzione. In sella, poi è un giocattolo da cui non si vorrebbe mai scendere.

Martedí, 01 Dicembre 1998

Marco Selvetti

Invia la tua provaInvia la tua provaStampaInvia
Notizie correlate

COM’È Con i suoi occhi alla Marty Feldman sembrano il risultato, con il resto della cavalcatura, di notti insonni di chissà quale abile artigiano elaboratore. Ma l’artigiano altro non è che la mitica Triumph, Casa storica del motociclismo d’oltremanica. La Speed Triple nasce così, l’unica vera Cafè Racer prodotta in serie e attualmente disponibile sul mercato. Quale sia la scintilla che accende l’amore che contraddistingue tutti i proprietari della Speed e che li fa ardere di passione non ha ancora trovato risposta. E' anche difficile collocare socialmente gli "speedtripleisti": si spazia senza confini dal giovane rampollo al più attempato padre di famiglia, un campione che non trova riscontro tra le numerose ma tradizionali alternative a due ruote disponibili sul mercato italiano.

O LA AMI O LA ODI Al cospetto dell’indiscussa regina delle naked sportive anche il più cinico osservatore, non può restare indifferente all’originalità delle linee, divenendo parte di una delle due fazioni antagoniste: quelli che la Speed Triple la amano e quelli che invece non ne capiscono il senso. Quelli a cui il progetto non piace, prontamente rinfacceranno l’aspetto discutibile e anticonformista del doppio faro e dell'apparentemente inutile cupolino (voluto esclusivamente per il mercato italiano). Chi invece dalla Speed ne è stato rapito risponderà curiosamente nello stesso identico modo. Evidentemente qualcosa è successo, se non ci si ferma soltanto a quella buffa e divertente scorza che fa di questa moto un vero punto di riferimento, si scopre che nasce con l’intento di divertire facendo nuovamente riassaporare il gusto della vera fun bike.

COLPO DI FULMINE Concordi con la porzione di amanti morbosi, il nostro è stato più che mai un amore a prima vista. La si scruta attraverso una vetrina o per strada, e ci si accorge del fascino che quei due grandi occhi possiedono: potrebbero apparire un po’ sgraziati ma in compenso sono brillanti e vivaci e ti osservano con una delicata malizia. Quel piccolo guscio, poi, che vi soggiorna sopra come un grande sopracciglio, è frutto di un studio aerodinamico senza eguali: oltre a coprire la strumentazione dal sapore racing, protegge il busto dal carico aerodinamico fino a velocità ben superiori a quelle consentite dal codice stradale.

JETBLACK è il nome della versione cromatica della Speed a nostra disposizione, il telaio d’alluminio in tubi ovali somiglia ad una preziosa nervatura che scorre fra due strati di roccia granitica, valorizzato dalle saldature e dal percorso sinuoso delle sue forme. Nonostante la peccaminosa e snella forma del codino elegantemente raccordata con il serbatoio, la moto dà l’impressione di essere mastodontica, con il grosso propulsore in primo piano e rigorosamente verniciato in nero impreziosito da pance copri carter in magnesio. Lo scarico in carbonio non è di serie, ma dà le sue belle soddisfazioni.

TRADIZIONE E INNOVAZIONE: forcella anteriore tradizionale in luogo di quelle rovesciate tanto in auge sulle concorrenti del Sol Levante e posteriormente uno splendido forcellone monobraccio scatolato in alluminio che accoglie un cerchio in lega a tre razze con canale da 6" di provenienza Brembo (Tremate ducatisti! la 916 non detiene più il primato del retrotreno più sensuale). Fortunatamente, la grazia dell’accattivante sistema di leveraggi posteriori risulta solo parzialmente velata dal bel silenziatore, che riunisce i collettori di scarico.

MANEGGIARE CON CURA Se le golose premesse snocciolate fin qua portano qualche fortunato lettore a confrontarsi con questo purosangue, sappia che questa britannica cavalcatura non necessita una sfida da Plaza De Toro, ma basta la delicatezza che si riserva a una giovane pulzella. La graziose appendici poste sul capo non sono corna con cui il possente mammifero si difende da probabili attacchi, ma il punto più solido con cui il pilota contrasta una corroborante irruenza. E il modello ’99 resta invariato esteticamente rispetto alla precedente versione salvo la rimozione delle scritte sulle fiancate e per la riduzione delle dimensioni del manubrio di poche frazioni di pollice. La scelta di asportare gli stickers è stata dettata, a scanso di nuovi equivoci, da una ricorrente domanda sulla cilindrata ritenuta non superiore ai 500cc.

IL CUORE La vera rivoluzione è avvenuta più in profondità, nel propulsore che, pur mantenendo la classica architettura a tre cilindri in linea con teste a 4 valvole, raggiunge la cilindrata di 955cc della sorella maggiore Daytona ed è stato rivisto nella curva dell’erogazione e nei rapporti, anche modificando il percorso dei collettori di scarico e aggiungendo un compensatore di fluidi, forse efficace ma decisamente brutto. La potenza aumenta di soli due cavalli, da 106 a 108, ma la coppia sale da 8,6 a 9,7 kgm a un regime decisamente inferiore, da 7.600 a 5.800 giri. La Speed Triple '99 costa 20 milioni.


  pagina 1 di 2    avanti  

  
Copyright © 1997 - 2010  Boxer S.r.l. - cf/pi 12602350154
E' vietata la riproduzione anche parziale - All rights reserved.